Archivi categoria: Sport

9 motivi per cui il Real Madrid ha vinto la Champions League 2017

9 motivi per cui il Real Madrid ha vinto la Champions League 2017 dimostrando di essere la squadra più forte del decennio (Update: c’è anche un decimo motivo…).

Ieri sera il Real Madrid ha vinto la sua dodicesima Champions League / Coppa dei Campioni. In compenso la Juve ha perso la sua settima finale sulle 9 disputate. Personalmente credo che quella di ieri sia stata la sconfitta più brutta per la Juve perché, per la prima volta in una finale, siamo stati letteralmente surclassati da un avversario superiore in tutto.

E questo nonostante ci fossero grandi aspettative, con buona parte del popolo bianconero (compreso il sottoscritto) che sotto sotto pensava che sarebbe stata la volta buona. Ecco allora i 9 motivi per cui ieri sera la Juve ha rimediato un’imbaracata storica, una di quelle sconfitte che possono avere un impatto devastante se non metabolizzate nel modo giusto (sarebbe stato più bello scriverne 10 ma me ne sono venuti in mente solo 9…). Continua a leggere 9 motivi per cui il Real Madrid ha vinto la Champions League 2017

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10 finali di Champions League diverse dalle altre

10 finali di Champions League diverse dalle altre. Ovvero eravamo io, Platini, Madjer, Koeman, Savicevic, Vialli, Del Piero, Matthaus, Messi, Tevez…

Una volta si chiamava Coppa dei Campioni. Da più di vent’anni si chiama Champions League. Per chi segue il calcio è qualcosa difficile da spiegare, quindi non ci proverò nemmeno io. Continua a leggere 10 finali di Champions League diverse dalle altre

Volley, Polonia Campione del Mondo. La fine dell’era Brasile?

La Polonia vince a sorpresa i Campionati del Mondo di Volley e per la seconda volta nella sua storia sale sul tetto del mondo. Per il volley mondiale è la fine di un’era

Volley, Polonia Campione del Mondo. La fine dell'era Brasile

La Polonia batte 3-1 il Brasile e ottiene a sorpresa il titolo iridato. Dico a sorpresa perché in pochi avrebbero puntato un euro sulla Polonia, sopratutto dopo il primo set iniziale di ieri. Io per primo ero sicuro che il Brasile avrebbe vinto il suo quarto titolo consecutivo.

E invece nel secondo set è scattato qualcosa: mentre i brasiliani avevano sempre più le facce da pesce lesso, dall’altra parte della rete i polacchi acquistavano palla dopo palla la consapevolezza di poter salire sul tetto del mondo. Decisivo il finale del terzo set, il quarto poi è stato una semplice formalità. Continua a leggere Volley, Polonia Campione del Mondo. La fine dell’era Brasile?

Brasile 2014: la Germania è Campione del Mondo

La Germania vince per 1-0 contro l’Argentina e si laurea Campione del Mondo per la 4a volta. Vittoria strameritata per una normale generazione di fenomeni.

La Germania è per la quarta volta Campione del Mondo. 1 a 0 zero sofferto contro l’Argentina e i tedeschi scrivono la parola fine su un mondiale tutto sommato divertente. Bella anche la finale, soprattutto nel primo tempo. Era dai tempi di Mexico ’86 che non si vedeva una finalissima così divertente.

La Germania vince strameritatamente questo mondiale: per arrivare al titolo ha asfaltato squadre come Brasile, Francia e Portogallo, e in finale ha surclassato sul piano del gioco un’Argentina davvero mediocre. Messi in particolare è stato assolutamente inutile, invisibile, come in tutte le partite dagli ottavi in poi. Continua a leggere Brasile 2014: la Germania è Campione del Mondo

Brasile 2014: la finalissima sarà Germania – Argentina

Domenica sera al Maracanà di Rio de Janeiro Germania e Argentina si sfideranno per la terza volta in una finale dei Campionati del Mondo.

E così la finalissima sarà Germania – Argentina, come a Mexico ’86 (3 a 2 per gli argentini) e a Italia ’90 (1 a 0 per i tedeschi). Quella dell’86 fu una finale stupenda, quella del 90 invece fu inguardabile, con tanto di rigore inesistente fischiato in favore dei tedeschi. Vediamo un po’ cosa succederà domenica sera, se i tedeschi partono forte c’è il rischio che si aprano un po’ di spazi per l’Argentina e allora la partita potrebbe diventare davvero divertente.

Ieri sera abbiamo assistito ad una partita brutta, con due squadre ingessate che sembravano scese in campo già con l’idea di andare ai rigori. Peccato per l’Olanda, mi sarebbe piaciuto vederla ancora una volta in finale. Appuntamento rimandato a Russia 2018.

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Brasile 2014: le magnifiche quattro

Argentina, Brasile, Germania e Olanda, queste le quattro semifinaliste di Brasile 2014. Per la prima volta da Mexico ’70 in semifinale due sudamericane e due europee.

Brasile 2014 le magnifiche quattro

Questa sera Brasile e Germania scendono in campo per la prima semifinale di Brasile 2014. Era dai tempi di Mexico ’70 che non ci si ritrovava con due sudamericane e due europee in semifinale, in quell’occasione c’erano Brasile, Germania, Italia e Uruguay, con con la seleçao di Pelé che poi si laureò Campione del Mondo.

Olanda e Argentina dunque prendono il posto di Italia e Uruguay. Per la prima volta dai tempi di Uruguay 1930 ci potrebbe essere una finale tutta sudamericana: nelle due precedenti occasioni in cui ci furono due sudamericane in semifinale infatti entrambe le formazioni giocarono uno scontro diretto (Brasile-Chile 4 a 2 a Chile ’62 e Brasile-Uruguay 3 a 1 a Mexico 70).

Allo stesso modo ci potrebbe anche essere un’inedita finale tutta europea, cosa che non si è mai verificata nei Campionati del Mondo giocati in Sudamerica. Lo scenario più affascinante sarebbe senza dubbio una finalissima Brasile-Argentina, finale inedita e dalle mille suggestioni.

Curiosamente le due semifinali sono le ripetizioni di due altrettanti finali mondiali: Brasile-Germania infatti è stata la finale di Giappone e Corea 2002 (2 a 0 per i brasiliani con doppietta di Ronaldo), mentre Argentina-Olanda è stata la finale di Argentina 78 (3 a 1 per i sudamericani il risultato finale). Continua a leggere Brasile 2014: le magnifiche quattro

Brasile 2014: l’urlo dell’Europa terrorizza il Sudamerica

Brasile 2014: i numeri dicono che il Sudamerica fa un passo indietro. Soltanto 3 sudamericane ai quarti mentre a Sudafrica 2010 erano quattro.

E siamo arrivati anche ai quarti di finale. La nuova geopolitica del calcio mondiale è la seguente: Brasile, Colombia, Francia, Germania, Argentina, Costa Rica, Olanda e Belgio. Ovvero 4 squadre europee, 3 sudamericane e 1 centroamericana.

Brasile 2014: l'urlo dell'Europa terrorizza il Sudamerica

Nel 2010 avevamo 3 squadre europee (Spagna, Olanda e Germania), 4 Sudamericane (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) e una squadra africana (il Ghana).

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Brasile 2014: tutto deve cambiare perché tutto resti uguale

Si è conclusa la fase a gironi dei Mondiali di Brasile 2014. Nonostante le apparenze gli equilibri sono gli stessi di Sudafrica 2010.

Brasile 2014 tutto deve cambiare perché tutto resti ugualeÈ già tempo di un primo bilancio per Brasile 2014. Terminata ieri la fase a gironi a partire da domani infatti ci saranno gli ottavi finale. Inizia dunque la fase calda del mondiale, che ha già proclamato le magnifiche 16 di questa edizione: Brasile, Chile, Colombia, Uruguay, Francia, Nigeria, Germania, Algeria, Olanda, Mexico, Costa Rica, Grecia, Argentina, Svizzera, Belgio e Stati Uniti.

La geopolitica del calcio mondiale

Ecco il nuovo equilibrio geopolitico del calcio mondiale: 5 squadre sudamericane, 2 squadre nordamericane, 1 squadra centramericana, 6 squadre europee, 2 africane.

Per quanto riguarda Europa e Sudamerica, i continenti egemoni del calcio, la situazione è esattamente la stessa del 2010. Sparisce dal tabellone l’Asia, che a Sudafrica 2010 aveva portato agli ottavi Giappone e Korea del Sud. Una squadra in più per Africa e Centroamerica.

Da un punto di vista numerico dunque la situazione resta invariata, nonostante le apparenze. Certo, fanno scalpore le eliminazioni di nazioni come Spagna, Inghilterra e Italia, ma ogni mondiale ci ha abituati a teste celebri mozzate al primo turno. Continua a leggere Brasile 2014: tutto deve cambiare perché tutto resti uguale

Quelli che aspettano Brasile 2014: 8 mondiali in 8 partite

I Mondiali di Brasile 2014 saranno il mio nono campionato del mondo di calcio da spettatore e, nonostante tutto, tifoso. Dal 1982 al 2010 ecco 8 partite che hanno segnato le mie estati mondiali

Sono nato nel 1976 e i primi Mondiali di cui io abbia ricordo sono quelli di Spagna ’82. Una partenza col botto, non c’è che dire. Tutto quello che è successo dopo è stato irrimediabilmente contaminato da quell’imprinting mundial.

Brasile 2014 sarà dunque il mio nono mondiale da spettatore e, volente o nolente, da tifoso. Nove estati diversissime e lontanissime tra loro legate tra loro da un pallone, da emozioni intense, da notti magiche e notti un po’ meno magiche.

Quella che segue è la storia di 8 Mondiali sintetizzati in un’unica partita per Mondiale, una partita che per un motivo o per l’altro mi è rimasta dentro e che per me racchiude il significato di quel mondiale, di quell’estate.

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Nel nome del Rugby. Storia di un bambino diventato campione e di una palla ovale, citazioni

Nel nome del Rugby. Storia di un bambino diventato campione e di una palla ovale, di Mauro Bergamasco e Francesca Boccaletto, Infinito Edizioni, 12 euro.

Nel nome del Rugby. Storia di un bambino diventato campione e di una palla ovale, citazioni

Mauro Bergamasco:

Provo a spiegartelo. Fino ai diciassette anni io conoscevo, al massimo, due o tre nomi di giocatori della Nazionale. Non avevo miti. Semplicemente, giocavo a rugby perché ne sentivo il bisogno, perché mi faceva stare bene. Punto. Non sognavo di diventare come questo o quel giocatore. Il sogno, come l’hai chiamato tu, si è costruito con il tempo, grazie a piccoli obiettivi a breve termine che mi sono sempre fissato, fin da ragazzino. Ho sempre voluto sfidare me stesso, per superare i miei limiti e migliorarmi.

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Juventus – Real Madrid. Eravamo io, Del Piero, Hugo Sanchez, Valdano, Platini, Cabrini, Butragueno, Raul, Vialli…

Juventus – Real Madrid. Eravamo io, Del Piero, Hugo Sanchez, Valdano, Platini, Cabrini, Butragueno, Raul, Vialli…

La prima Juve – Real di cui io abbia memoria è datata 1986, naturalmente si trattava di Coppa dei Campioni. 0-1 da loro (Butragueno), 1-0 da noi (Cabrini). Poi Marchesi ha la bella idea di far tirare i rigori a Brio e Favero e andiamo a casa.

Ricordo il gol di Cabrini come se fosse ieri. E il gol annullato inspiegabilmente a Manfredonia a Madrid. E i rigori a Torino.

In quegli anni di fatto non si sapeva niente del Reral e dei suoi giocatori, erano alieni che si vedevano una volta ogni morte di papa in televisione: Hugo Sanchez, Emilio “el buitre” Butragueno, Valdano… Altra epoca, altro calcio, stesse emozioni.

Eravamo io, Del Piero, Hugo Sanchez, ,Valdano, Platini, Cabrini, Butragueno, Raul, Viall...

L’imprinting di Coppa Campioni me l’aveva dato un’altra spagnola, il Barcellona. Era la stagione 85-86 e dopo un mesto 0 -1 al Camp Nou (Julio Alberto) ci dovemmo accontentare di uno sciagurato 1-1 a Torino (Archibald – Platini) e tutti a casa.

Si sarebbero dovuti lapidare Pacione e Trapattoni per quell’eliminazione ma lasciamo perdere.  Sarà per questo che per me la Coppa Campioni e la successiva Champions hanno sempre avuto senso soltanto nella fase a eliminazione diretta.

Andata e ritorno, dentro o fuori. Tutte ‘ste menate di gironi e gironcini servono solo ad annacquare il brodo. Ma questo abbiamo e questo ci dobbiamo tenere.

Quarti di finale di Champions League, 1996

Torniamo al Real. Per vedere un altra Juve – Real ho dovuto aspettare l’anno di grazia 1996 (o perlomeno questa è la prima di cui ho ricordo). La Coppa Campioni non c’era più, si giocava la Champions League.

1-0 da loro (Raul) e poi 2 pappine a Torino (Del Piero e Padovano). Libidine allo stato puro. Una svolta epocale, una vera partita generazionale che ha segnato uno spartiacque per tutti i tifosi bianconeri.

Quello è stato il momento in cui abbiamo davvero vinto la Champions, anche se l’Ajax era un squadra di un altro pianeta rispetto a quel Real che stava vivendo un periodo di transizione (e nonostante tutto ci fece soffrire non poco). Splendido il video girato da Vialli nel prepartita.

Eravamo io, Del Piero, Hugo Sanchez, ,Valdano, Platini, Cabrini, Butragueno, Raul, Viall...

Finale di Champions League, 1998

Il 1998 è l’anno della scoppola: all’Amsterdam Arena perdiamo 1-0 e le merengues si portano a casa La Septima, noi invece ci portiamo a casa ‘sta fava (termine tecnico).

Particolare curioso: io quell’anno l’ho trascorso in Spagna, cazzeggiavo alla grande studiavo a Zaragoza in Erasmus. Immaginatevi cosa voglia dire guardarsi una finale di Champions da unico italiano (e per di più juventino!) in mezzo a 300 tifosi del Real assatanati.

Questi non vincevano la Coppa dei Campioni da più di 30 anni e devono vincerla proprio quando ci sono io? Per di più in finale contro la Juve… Che dire, ho passato la notte a festeggiare alla grande urlando Hala Madrid! e chi se ne frega. Ma vi pare che mi rinchiudo in camera a disperarmi? Serata memorabile, in tutti i sensi.

Semifinale di Champions League, 2003

Per ripescare un’altra Juve – Real che conti si va alla stagione 2002/2003: 2-1 al Bernabeu e un epico 3-1 a Torino, noi andiamo a giocarci la finale di Manchester e los galacticos tornano a casa. Partita strepitosa perché quel Real era veramente cazzuto, ma quella Juve era ancora più cazzuta. Eravamo una squadra fortissimi, davvero fortissimi.

Eravamo io, Del Piero, Hugo Sanchez, ,Valdano, Platini, Cabrini, Butragueno, Raul, Viall...

Ottavi di finale di Champions, 2004

Anche nella stagione 2004/05 mandiamo a casa i galacticos dalla Champions: 0-1 a Madrid (Helguera) e 2-0 a Torino (Trezeguet – Zalayeta), con patatone Zalayeta in forma splendida. Eravamo agli ottavi e siamo andati poco lontano, del resto erano gli anni grigi di Ibrahimovic e Capello.

Girone di qualificazione di Champions, 2008

Nel 2008 l’apoteosi per Alessandro Del Piero: 2-1 a Torino (Del Piero – Amauri – Van Nistelrooij ) e 0-2 a Madrid (Del Piero – Del Piero), con tutto il Santiago Bernabeu in piedi ad omaggiare il Capitano.

Brividi allo stato puro per Del Piero e per un’intera generazione di tifosi cresciuti insieme a lui. Le due partite in realtà contavano poco o nulla visto che si giocava ancora il girone, ma quella doppietta al Bernabeu resta senza dubbio uno dei momenti indimenticabili nella storia della Juve e del Capitano (anche perché quella Juve era un squadretta con un solo grandissimo cazzoduro, Alex Del Piero).

Eravamo io, Del Piero, Hugo Sanchez, ,Valdano, Platini, Cabrini, Butragueno, Raul, Viall...

E stasera?

E stasera? Stasera chi se ne frega, ormai l’ansia da prestazione per il calcio è quasi dimenticata (resiste soltanto per le partite dell’Italia ai mondiali, sempre per l’Italia agli Europe dagli ottavi in su e per la Juve in Champions dagli ottavi in poi. Tutto il resto è noia), quindi mi preparo a godermi una bella partita di calcio e nulla più.

Nel caso dovessimo perdere ormai abbiamo imparato serenamente ad “accettare i nostri fallimenti come i nostri successi con calma, dignità e classe…”.

Di Olimpiadi e di provincialismo culturale (siamo una colonia)

Quanto provinciali siamo noi italiani: in tv scorrono le immagini della cerimonia inaugurali di Londra 2012 e nei social network in tanti scrivono che noi non potremmo mai fare una cosa del genere, che “chi avremmo messo noi al posto di Paul McCartney?”, e via di tafazzismo anti-italiano imperante.

Possibile che nessuno che si renda conto che potremmo fare benissimo una cerimonia inaugurale di portata internazionale schierando nomi altrettanto validi e d’impatto? Per farlo basterebbe smetterla di scimmiottare gli altri: tutto il mondo invidia le nostre unicità nazionali, possibile che qui non se ne renda conto nessuno?

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