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Non Solo Madeleine, il podcast su Marcel Proust e la Recherche

EDITORIA DIGITALE

Debutta un nuovo podcast firmato LA CASE Books dedicato a un’icona della letteratura che sta vivendo una seconda giovinezza anche in Italia tra inediti e audiolibri

 Provare a raccontare in chiave pop Marcel Proust e la sua Recherche è senza dubbio un’impresa impossibile. E allora perché non tentarla? Questo è quello che ha pensato Giacomo Brunoro quando ha deciso di trasformare uno dei grandi amori letterari della sua vita in un podcast. Un podcast che racconta non solo “À la recherche du temps perdu”, il più grande romanzo mai scritto, ma anche il suo autore, i suoi luoghi, le sue suggestioni letterarie, il suo universo.

Sono già disponibili su Spotify, Apple Podcast, Amazon Music, Google Podcast e sulle principali piattaforme digitali i primi due episodi di NON SOLO MADELEINE.La prima puntata racconta Marcel Proust attraverso 10 date fondamentaliil secondo episodio, invece…

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Qual è la mistica dei nostri tempi?

Ogni cultura crea una sua mistica alternativa alla realtà per sentirsi al sicuro, per controllare l’ansia della morte, per trovare un senso. Qual è la nostra?

C’è sempre una mistica che prevale su ogni altra cosa, in ogni civiltà. Si autoedifica come una barriera contro ogni cambiamento. Ciò contribuisce, infallibilmente, a lasciare le generazioni future impreparate ad affrontare le perfidie dell’universo. Qualunque mistica si equivale, quando si tratta di edificare simili barriere: che sia una mistica religiosa, la mistica del capo-eroe, della scienza e tecnologia, perfino la mistica della natura. Non viviamo in un Impero che è stato plasmato su una mistica di questo tipo e ora questo Impero sta crollando perché la maggior parte della gente non sa distinguere fra la sua mistica e l’universo reale. Vedi, la mistica è come essere posseduti dal demonio: tende a sostituire, per chi ne è invasato, i sensi, la coscienza, tutto.

Leto Atreides II

(Frank Herbert, I figli di Dune, Sperling & Kupfer, 1999)

Qual è la mistica dei nostri tempi?

Resta da capire qual è la mistica dei nostri tempi. Ma, forse, ogni gruppo sociale crea la sua personalissima mistica e la sostituisce alla realtà. Per sentirsi al sicuro, per controllare l’ansia della morte, per trovare un senso nella mancanza totale di senso.

Se mi guardo intorno vedo la mistica della scienza, quella dell’anti-scienza NoVax, delle startup, della migliore versione di noi stessi, dell’io vado bene così come sono, delle religioni, dell’antifascismo, del Duce, della razza, dell’era tutto più bello quando avevo vent’anni, del World Wide Web, della sicurezza, dell’arte, dei libri, della libertà, dei boomer che non capiscono nulla, della violenza, dell’appartenenza, delle tradizioni, dell’innovazione…

Meglio guardare la realtà attraverso uno schema che semplifica e mette tutto in ordine, e se non trovi quello che va bene per te puoi sempre inventartelo.

Marcel Proust, un roman parisien – La mostra

Marcel Proust, un roman parisien – Una mostra clamorosa al musée Carnavalet di Parigi (fino al 10 aprile 2022)

Marcel Proust, un roman parisien è il titolo della straordinaria mostra con cui il museo Carnavalet – Histoire de Paris celebra il 150° anniversario della nascita di Marcel Proust (1871-1922).

La mostra sarà aperta fino al 10 aprile 2022 ed interamente dedicata al rapporto unico tra Marcel Proust e Parigi. Per la prima volta ci si interroga per la prima sul ruolo di Parigi all’interno della Recherche.

I luoghi proustiani

La prima parte della mostra esplora l’universo parigino di Marcel Proust. La vita parigina di Proust si svolse in uno spazio tutto sommato ristretto, ovvero in quel quadrato che va da Parc Monceau a Place de la Concorde, da Concorde ad Auteuil, da Auteuil a Bois de Boulogne ed Étoile.

Parigi del resto è una delle grandi protagoniste della Recherche, un città che ha un dimensione decisiva nel risveglio della vocazione letteraria di Proust, fin dai suoi primi scritti al Lycée Condorcet sul finire degli anni ’90 dell’Ottocento e poi duranti gli anni della vita nell’alta società parigini.

La scoperta degli ambienti artistici e sociali di Parigi, le amicizie e gli amori che vi nascono rafforzano la personalità dello scrittore e lo portano alla rivelazione della sua vocazione. Per questo motivo la mostra presenta una grande mappa che permettere di visualizzare i luoghi della capitale francese più amati da Proust, ma anche la sua rete di relazioni sociali (verrebbe da dire il suo personalissimo social network…)

Al centro della mostra, l’evocazione della camera da letto di Marcel Proust offre – grazie a un dispositivo unico – un’esperienza immersiva nel mondo dello scrittore. I mobili e gli oggetti che lo compongono, legati alla vita intima di Marcel Proust e della sua famiglia, permettono di ricreare lo spazio della creazione letteraria e di far partecipare lo spettatore alla genesi della Recherche.

La Parigi della Recherche

La seconda parte della mostra si apre sulla Parigi immaginaria creata da Marcel Proust. Seguendo l’architettura de Alla ricerca del tempo perduto e attraverso luoghi emblematici parigini, gli spettatori hanno la possibilità di viaggiare nell’opera e nella storia della città insieme ai principali protagonisti del romanzo.

Circa 280 opere (dipinti, sculture, opere grafiche, fotografie, modelli architettonici, accessori e abbigliamento), manoscritti e documenti d’archivio, provenienti da collezioni pubbliche e private, francesi e straniere, evocheranno l’universo parigino di Marcel Proust, sempre in bilico tra realtà e reinvenzione .

Numerosi estratti da filmati d’archivio, adattamenti e registrazioni sonore della Recherche permetteranno ai visitatori di vivere un’esperienza sensoriale, una vera e propria immersione dentro al romanzo e al mondo di Proust.

Io ci vado (sfighe generali permettendo) il 28 febbraio. Non vedo l’ora

Consigli per gli acquisti

La Recherche a fumetti di Stéphane Heut è qualcosa di sublime. Dicono che anche il catalogo della mostra sia molto bello, vi saprò dire qualcosa di più quando l’avrò letto.

C’è poi Les soixante-quinze feuillets: Et autres manuscrits inédits, bello ma non facile (peraltro dovrebbe uscire in Italiano per La Nave di Teseo, probabilmente sfrutteranno la scia dell’anniversario).

Il politico costituzionale

Il politico costituzionale è l’ultimo nato delle società evolute. A lui gli onori, ai tecnici gli oneri.

Nelle monarchie costituzionali il Re o la Regina hanno un importante ruolo simbolico e istituzionale, ma a decidere poi è (o dovrebbe essere) il Parlamento.

Nelle società evolute di questo terzo millennio è sorta una nuova figura, quella del politico costituzionale.

Il politico costituzionale ha un importantissimo ruolo simbolico e istituzionale (soprattutto nel gestire portafogli di un certo peso), ma poi quando succede qualsiasi cosa a decidere sono i comitati tecnici, i consiglieri scientifici, le task force, i tribunali, i consulenti.

Vanno bene tutti purché il politico costituzionale non si assuma nessuna responsabilità civile o penale (lasciamo perdere la responsabilità morale, quell’ambito ce lo siamo giocati da un pezzo).

Perché il lavoro e il senso stesso del politico costituzionale non è sapere, conoscere, rappresentare, pianificare, fare o decidere, ma prendere voti. E non crediate che sia un lavoro semplice, anzi, diventa sempre più difficile.

Di solo consenso vive il politico costituzionale

Per il politico costituzionale il consenso è l’unica cosa che conta, i fatti e i numeri passano in secondo piano (anche se inizio a pensare che tutto sommato non siano mai stati così importanti).

Tanto nelle società evolute tutto va avanti a prescindere dalla politica, che proprio come l’allenatore nel calcio molto spesso si limita a fare danni (la controprova non ci sarà mai).

Ovviamente più si sale lungo la scala della responsabilità (teorica politica) e più si trova il politico costituzionale. Si parte dal gradino più basso, ovvero gli amministratori locali, che lottano ogni giorno pancia a terra con i mille problemi della realtà.

A questo livello è più difficile trovare dei politici costituzionali, loro sono habitué dei ministeri, dei palazzi Chigi e compagnia cantante, che te lo dico a fare…

Vige sempre e solo l’articolo quinto

Per non parlare poi di tutti gli organismi sovranazionali che in questa pandemia hanno dimostrato di essere inutili se non addirittura dannosi: ONU, OMS e chi più ne ha più ne metta.

Anche per loro dovremmo trovare una nuova definizione, un termine che riesca a sintetizzare efficacemente tutta la loro perniciosa inutilità, il loro essere avvitati su se stessi e lontani anni luce dalla realtà quotidiana di qualche miliardo di persone.

Del resto chi paga i conti di queste organizzazione alla fine ha sempre l’ultima voce in capitolo, proprio come accade nello sport. E sì perché se organizzi i mondiali di calcio o le olimpiadi vuoi non avere qualche medaglia in più o non arrivare almeno tra i primi 4?

E questo senza andare a rimestare nel marcio dei tanti casi Alex Schwazer… (anche qui basta andare a vedere chi paga il conto per capire chi scriverà l’ultima pagina del libro).

Bene, per oggi con l’ottimismo sfrenato direi che siamo anche a posto così.

2010 – 2020: dieci anni di LA CASE Books

LA CASE Books, casa editrice digitale che ho fondato insieme a Jacopo Pezzan, festeggia i suoi primi 10 anni di vita.

LA CASE Books è un progetto editoriale nato nel 2010 da un’idea di Jacopo Pezzan e del sottoscritto.

Casa editrice specializzata in eBook e Audiolibri, LA CASE Books è presente nei più importanti digital store internazionali con un catalogo che sfiora i 600 titoli in 7 lingue (inglese, italiano, tedesco, francese, spagnolo, russo e polacco).

Con la rivoluzione digitale abbiamo assistito alla nascita di tante startup che promettevano miracoli. Dopo un decennio però sono poche le aziende ancora mercato. Noi invece siamo in piena espansione.

Una piccola casa editrice indipendente che ha la testa a Los Angeles e il cuore a Padova.

Leggi tutto l’articolo su Editoria Digitale MAGAZINE.

Jean Santeuil e la sconcertante attualità di Marcel Proust

Rileggere oggi il Jean Santeuil di Marcel Proust è un’esperienza totalizzante e incredibilmente attuale. Due passi rivelatori.

jean-santeuil-marcel-proust-theoria-copertinaA marzo 2018 Theoria ha pubblicato una nuova edizione del Jean Santeuil di Marcel Proust con traduzione di Salvatore Santorelli e introduzione di Andrea Caterini).

Un libro magnifico nella sua incompletezza, un romanzo straripante di vita che Proust aveva nascosto in un cassetto e su cui poi sarebbe stata edificata l’enorme cattedrale della Recherche.

Ritrovato (e pubblicato) soltanto nel 1952, Jean Santeuil è un’opera sorprendente se si pensa che è stato scritto tra il 1895 e il 1902, ovvero quanto Proust aveva appena 25 anni. Continua a leggere Jean Santeuil e la sconcertante attualità di Marcel Proust

800 Padova Festival, una nuova sfida Sugarpulp

Dal 7 al 16 dicembre debutta l’800 Padova Festival. Il fascino e le le suggestioni dell’Ottocento rivivono tra arte, letteratura e scienza.

Continua a leggere 800 Padova Festival, una nuova sfida Sugarpulp

LA CASE Books, 56 nuovi audiolibri inaugurano la partnership con Storytel

EDITORIA DIGITALE

Il digital publisher californiano punta a diventare uno dei primi player sul mercato di lingua italiana: “Entro fine anno avremo più di 300 audiolibri a catalogo”.

LA CASE Books, digital publisher californiano attivo da tempo anche nel mercato di lingua italiana, inaugura la partnership con Storytel con 56 nuovi audiolibri.

Complessivamente i nuovi titoli pubblicati tra la fine di agosto e settembre sono 75, con 56 audiolibri su Storytel e 19 titoli invece in esclusiva per in canale Audible/iTunes.

“Uno sforzo produttivo molto importante” sottolinea Giacomo Brunoro, Direttore Editoriale di LA CASE Books.“Con le nuove produzioni continuiamo il lavoro di ampliamento del nostro catalogo iniziato ad aprile, quando abbiamo pubblicato un’ottantina di titoli. Ad oggi siamo uno dei primi player a livello internazionale per quanto riguarda la pubblicazione di audiolibri di qualità in lingua italiana. Entro la fine di settembre infatti arriveremo a 60…

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PER LA PRIMA VOLTA UN AUDIOLIBRO RACCONTA LA VITA DI CHARLES MANSON, IL FOLLE GURU DELLA FAMILY

Charles Manson è senza dubbio uno dei grandi simboli del male: a lui sono dedicati siti internet, libri, film, documentari, fumetti e canzoni. Il suo sguardo folle è finito su magliette e poster di ogni tipo e sono tantissimi gli artisti che hanno subito il suo fascino perverso (si pensi soltanto a Marilyn Manson).

Oggi Jacopo Pezzan e Giacomo Brunoro raccontano per la prima volta la vita di Charles Manson in un audiolibro (voci di Marileda Maggi e Nino Carollo) pubblicato dall’editore californiano LA CASE Books.

IL SIMBOLO DEL MALE

Neppure la morte, avvenuta nel novembre scorso dopo 48 anni ininterrotti di carcere, è riuscita a far calare il sipario su Charles Manson, un uomo che ha rappresentato il brusco risveglio dal Sogno Americano per un’intera generazione. La vicenda di Manson e della Family, infatti, saranno al centro di Once Upon A Time In Hollywood, il prossimo film di Quentin…

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Del perché le magliette rosse, le barchette e i girotondi non servono a nulla

Del perché le magliette rosse, le barchette e i girotondi non servono a nulla. Anzi, spesso sono addirittura controproducenti.

In questi giorni molti italiani sono in totale disaccordo con le politiche attuate da Matteo Salvini (parlo di Salvini e non del Governo perché a mio avviso sono due cose ben distinte tra loro).

Il tema del disaccordo, inutile dirlo, è soprattutto quello della gestione dei flussi migratori dall’Africa verso l’Europa.  Continua a leggere Del perché le magliette rosse, le barchette e i girotondi non servono a nulla

9 mondiali in 9 gol

I Mondiali di Russia 2018 saranno i miei decimi campionato del mondo divanati, quest’anno per la prima volta da tifoso non praticante. Dal 1982 al 2014 ecco 9 gol che hanno segnato le mie notti magiche.

I Campionati del Mondo di Calcio non solo sono l’evento sportivo più importante e seguito al mondo, con buona pace di tutti gli altri sport, ma sono anche la più grande madeleine di tutti i tempi.

Una madeleine enorme in cui tutti noi, volontariamente o meno, ci perdiamo tra ricordi apparentemente dimenticati, attimi di vita, estati più o meno lontane. Continua a leggere 9 mondiali in 9 gol

Audiolibri, adesso ci credono anche gli editori italiani

La mia analisi sul mercato italiano dell’audiolibro dopo il Salone Internazionale del Libro di Torino 2018.

EDITORIA DIGITALE

Si è concluso un Salone del Libro che ha presentato novità importanti per il mercato dell’audiolibro italiano, a partire dall’arrivo di Storytel.

Si è conclusa ieri la 31esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, un’edizione che è stata molto importante per il mondo dell’audiolibro.

Partiamo dall’incontro di venerdì durante il quale Storytel si è ufficialmente presentato al mercato italiano. Un evento che segna uno spartiacque perché, forse per la prima volta, tutto il mondo dell’audiolibro italiano si è riunito nella stessa stanza.

In sala infatti c’erano praticamente tutti i player storici del settore: Il Narratore, Emons, GoodMood, Area51, Full Color Sound e noi di LA CASE Books, insieme a Audible, che ha investito tantissimo negli ultimi due anni creando finalmente un mercato vero, e poi Storytel e perfino Findaway, che da un po’ di tempo sta sondando il mercato italiano e e…

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