Archivi categoria: Casi umani

Linkem, la peggiore azienda con cui abbia mai avuto a che fare.

Se avete intenzione di attivare Linkem fate molta attenzione perché, per quanto mi riguarda, si tratta della peggior azienda con cui io abbia mai avuto a che fare.

Da circa un paio d’anni in casa utilizzo Linkem per connettermi al web. Abbiamo attivato il servizio a nome di mia moglie e, a parte qualche piccolo inconveniente, la connessione è sempre andata abbastanza bene.

Fino a questa estate: rientriamo dalle vacanze il 18 agosto e non funziona niente. Cose che capitano, ci siamo detti, e così abbiamo contattato l’assistenza sicuri di risolvere tutto nel giro di qualche giorno. Continua a leggere Linkem, la peggiore azienda con cui abbia mai avuto a che fare.

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Candidati alle Elezioni Europee 2014: un mix imbarazzante di trombati, impresentabili e riciclati atomici

Candidati alle Elezioni Europee 2014: i partiti italiani come al solito mandano Bruxelles un carrozzone di impresentabili, proprio quando è chiaro a tutti che è in Europa che si prendono le decisioni importanti

Candidati alle Elezioni Europee 2014 un mix imbarazzante di trombati, impresentabili e riciclati atomici

I candidati alle Elezioni Europee 2014 sono ormai decisi e, come al solito, assistiamo al solito carrozzone imbarazzante di impresentabili, trombati più o meno di lusso, riciclati d’oro, calciatori, nani e ballerine.

È francamente sconcertante la miopia dei partiti italiani nella scelta dei candidati alle Elezioni Europee 2014: ormai è acclarato che tutte le decisioni che contano si prendono a Bruxelles, eppure i nostri partiti continuano a considerare il Parlamento Europeo come una discarica di trombati e di riciclati di lusso.

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Nuovi comici

Dalla pagina Facebook dell’Unità: “Domani (domenica 2 settembre) su l’Unità in edicola Massimo D’Alema recensisce il libro di Walter Veltroni. Chiedete al vostro edicolante di mettervi da parte una copia del giornale!”.

Comicità allo stato puro. Il punto esclamativo finale poi… Non ridevo così tanto da anni.

Sogno un mondo in cui Carofiglio non vende nemmeno una copia


“Finito lo pseudo fair play della gara, dirò la mia sul merito dei libri. Ha vinto un libro [di PIPERNO] profondamente mediocre, una copia di copia, un esempio prototipico di midcult residuale. Ha rischiato di far troppo bene anche un libro letterariamente inesistente [di CAROFIGLIO], scritto con i piedi da uno scribacchino mestierante, senza un’idea, senza un’ombra di responsabilità dello stile, per dirla con Barthes” (Vincenzo Ostuni).

A causa di queste parole Gianrico Carofiglio voleva inizialmente querelare il signor Ostuni poi ha preferito avanzare una richiesta di danni (io ho saputo della cosa da qui).

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Perché il bodybuilding è morto (anzi, si è suicidato)

Dal blog PRUDVANGAR: “[…] Il bodybuilding è morto, ma sarebbe più corretto dire che il bodybuilding si è suicidato, ha messo un bel cappio al soffitto e se l’è stretto al collo e poi s’è buttato.

[…] Il bodybuilding è morto perché quando le persone guardano i bodybuilder che vanno in gara vedono un ammasso di sostanze anabolizzanti che si muove, vedono persone che farebbero rabbrividere gli alchimisti viste le sostanze che assumono.

[…] Il bodybuilding è morto perché è diventato inumano, è passato da “cultura fisica” ad esasperazione delle capacità fisiche dell’atleta, perché quelli che si vedono salire sul palco del mr. Olympia hanno più ben poco di umano.

[…] Ho visto di persona un ragazzo, campione di ghirisport, che ha ben più di 40cm di braccio, ma solleva su e giù continuamente due fottute teiere di 32kg l’una. Dov’è il lattacido? Dov’è la monofrequenza? Gente…

Il bodybuilding è morto perché si crede l’unico in grado di fornire un buon fisico, è morto perché ci sono gli strafottenti che si definiscono veri uomini solo perché hanno una determinata circonferenza di braccia.

Ho visto di persona un ragazzo, campione di ghirisport, che ha ben più di 40cm di braccio, ma solleva su e giù continuamente due fottute teiere di 32kg l’una.

Dov’è il lattacido? Dov’è la monofrequenza? Gente… il bodybuilding è morto perché si crede l’unico in grado di fornire un buon fisico, è morto perché ci sono gli strafottenti che si definiscono veri uomini solo perché hanno una determinata circonferenza di braccia […]” Leggi tutto il post direttamente nel blog PRUDVANGAR

Carlo Conti peggio del Maestro Canello

Scrive Aldo Grasso sul Corriere:

«Non ci poteva essere trasmissione più azzeccata per rappresentare il momento che attraversiamo. La notte di Capodanno è servita a Carlo Conti, un perfetto impiegato dell’intrattenimento, per traghettare il pubblico televisivo nel 2012. Tempo di crisi, tempo di divertimenti domestici: e allora via con i Pooh, Antonello Venditti (definito «poeta»), Fausto Leali, i Dik Dik. Via con l’allegria dei veglioni di fine d’anno. […] 

I capelli tinti (dei Pooh e di tutti gli altri) sono il simbolo più fatale di un Paese vecchio che finge però di essere giovane, la rappresentazione di un fermo immagine che ci incolla irrimediabilmente agli anni Settanta, un ritaglio di giornale ingiallito che parla di noi. E a nulla servono quei demenziali sms che scorrono in basso per la gioia del consigliere d’amministrazione Antonio Verro e del vicedirettore Antonio Marano presenti a Courmayeur […]». (Il Capodanno di Conti vecchio come il Paese su Corriere.it)

Insomma, roba che neanche il Maestro Canello

Morte di “Obama”… e del giornalismo italiano!

Ecco il titolo che troneggiava sul servizio video su Corriere.it: “Morte di Obama, la soddisfazione dei leader mondiali”. Adesso io capisco tutto, ma confondere “OSAMA” con “OBAMA” davvero non si può… O meglio si può, non muore nessuno (scusate il gioco di parole di pessimo gusto), ma per lo meno da adesso smettetela di romperci le palle con la menata che i giornalisti professionisti sono i custodi dell’informazione. Che abbiamo bisogno che le informazioni siano verificate e mediate dalla stampa ufficiale, unica depositaria della verità.

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Le tristi parole di un vecchio bollito

Ecco cos’ha dichiarato Jon Bon Jovy al Sunday Times. Naturalmente si sta parlando dei giovani d’oggi:

“E non sanno cosa sia la bellezza di investire la paghetta su una decisione basata sulla copertina, senza sapere come sarà l’album, guardando un paio di foto ed immaginandolo. Dio mio, quelli erano tempi magici. Detesto dare l’impressione di sembrare un vecchio, ma tra una generazione la gente si chiederà: ma cosa è successo? Steve Jobs è personalmente responsabile per aver ammazzato il music business”.

Povero vecchio patetico attaccato soltanto al suo portafogli (che, per altro, dovrebbe essere bello gonfio).

Historia magistra mortis

Noto con amarezza che la Storia non insegna niente a nessuno. Mai. Tutti questi dittatori ridotti a caricature pop-trash che si rinchiudono nei loro bunker in totale delirio mentre fuori la gente muore per niente. Oggi è Gheddaffi ad entrare nel club, chi sarà il prossimo?

Io, seriamente, inizio ad averne pietà

[…] Uno che la mattina legge sui giornali che chi in pubblico gli si diceva amico fedele per sempre in realtà gli fotteva i soldi? E chi fino a ieri lo riempiva di piacere e di baci – e lui a difenderla in televisione – lo considera un vecchio flaccido a cui mungere solo soldi e prebende? […]

O deve aspettare che anche Sallusti e Minzolini, Bondi e Carfagna, Capezzone e Cicchitto vengano scoperti a dire che è un «pezzo di merda»? […]

Leggi tutto il post di Alessandro Gilioli su Piovono Rane.

“Come un nonno rimba chiuso nell’ospizio del sesso, mentre chi gli sta intorno si disputa i suoi beni”.

Scrive Luca Telese nel suo blog: “[…] A pensarci bene, ciò che sta corrodendo come un acido muriatico l’immagine di SIlvio Berlusconi, non è lo stereotipo antico del satiro, e nemmeno quello un po’ più pecoreccio del “vecchio porco” che tocca e sbava, ma il colore crepuscolare della scena, la figura dell’allupato inconsapevole, dell’amico raggirato dai Fede-lissimi, della gallina delle uova d’oro, spennata e abbindolata. Come un nonno rimba chiuso nell’ospizio del sesso, mentre chi gli sta intorno si disputa i suoi beni […]”.

E ancora: “[…] C’è molto più rispetto per Berlusconi negli antiberlusconiani duri che lo prendono sul serio, nelle berlusconcine infami, che si sorbivano la proiezione dei suoi discorsi alle folle in delirio, e poi lo flagellavano con il loro feroce scherno […]”.

Trovate il post integrale nel blog di Luca Telese.

Di aspettative frustrate e pietismo mediatico: il “caso” Paola Caruso

Si fa un gran parlare in rete del caso di Paola Caruso, collaboratrice del Corriere della Sera entrata in sciopero della fame per protestare contro la sua non assunzione dopo 7 anni di collaborazione. A sentire lei al posto suo è stato assunto un pivello della scuola di giornalismo.

Si dà il caso che abbia incrociato qualche volta Paola nella redazione di Dieci ai tempi della mia sciagurata collaborazione con quel giornale (zero grana ma tanto divertimento e un capitale umano di amicizie inestimabile): non posso dire di conoscerla, per carità, ma la faccenda in sé mi interessa.

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