Archivi categoria: recensione

Incubi a Nord Est, un libro di Alberto De Poli

De Poli si presenta con un ottimo romanzo che ha il non piccolo pregio di raccontare in modo schietto la provincia a Nord Est.

E non a caso a “bucare” le pagine è la figura di Adriano Biancon, il protagonista, un toso di provincia che incarna le mille contraddizioni di una generazione nata sul finire degli anni ’70 e che, proprio quando stava per entrare al cinema per godersi un bel film hollywoodiano, si è sentita dire che i biglietti erano finiti.

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Dolci Colline di sangue, di Mario Spezi e Douglas Preston

Il caso del Mostro di Firenze è probabilmente il caso per eccellenza della Storia Italiana. Nessun altra storia criminale infatti è riuscita ad esercitare un tale impatto nell’immaginario pubblico italiano ed internazionale (il libro di Spezi e Preston è un best seller internazionale).

Mario Spezi è il giornalista che molto probabilmente ha seguito meglio di chiunque altro tutta questa vicenda, basti dire che è stato lui a coniare l’espressione “Mostro di Firenze”. Questo romanzo scritto a due mani con l’americano Douglas Preston riesce a raccontare con uno stile asciutto ed avvicente la storia degli 8 duplici omicidi consumatisi nelle dolci colline toscane per mano del misterioso Mostro.

Spezi si spinge addirittura più in là: il libro infatti si conclude con il resoconto dell’intervista che Preston e Spezi hanno fatto alla persona che secondo loro è il responsabile dei delitti del Mostro di Firenze. Vi assicuro che quella scena, che arriva alla fine di un vero e proprio viaggio nell’orrore e nella follia della mente umana, mette i brividi.

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Astrakhan, di Tommaso Labranca: sotto sotto siamo tutti perbenisti

Tommaso Labranca ha scritto l’ennesimo capolavoro. Un’analisi impietosa, spassosa e incredibilmente riuscita della nostra società. Non mi capacito di come non abbiano ancora dato una laurea ad honorem in sociologia a Tommaso Labranca.

Trovate tutte le info sull’Estetica Perbenista su perbenismo.com (e dove se no?).

Un libro da leggere per capire tante cose del nostro Paese, perché sotto sotto siamo tutti un po’ perbenisti e, putroppo, anche un po’ alieni.

Ecco perché “Pablito mon amour” di Davide Golin è un libro splendido

E a sera, dopo Novantesimo minuto, scenendere dal mio amichetto Giangi. Io e lui a giocare con il niente. A polentoni contro terroni, a Gringo della carne Montana contro l’uomo in ammollo, all’omino Bialetti contro Miguel e Carmenencita, a Brigate Rosse contro Ordinene Nuovo e alla fine tutti quanti contro la Juve (da Pablito mon amour, di Davide Golin).

Sono tanti i motivi per cui credo che Pablito mon amour di Davide Golin sia un libro bellissimo. Per prima cosa perché è scritto molto bene, con uno stile deliziosamente pop; poi perché il suo autore ha fatto un gran lavoro sulla lingua, mischiando le carte e riuscendo a trasmettere pagina dopo pagina un senso di freschezza meraviglioso; Continua a leggere Ecco perché “Pablito mon amour” di Davide Golin è un libro splendido

Unabomber: Terrore a Nord Est, di Jacopo Pezzan e Giacomo Brunoro

L’audiolibro “Unabomber – Terrore a Nordest”, di Jacopo Pezzan e Giacomo Brunoro, è una dettagliata e documentata inchiesta sul criminale noto come Unabomber, che ha seminato il terrore nel Nordest, tra Friuli e Veneto, per più di dieci anni, dalla metà dei ’90 alla fine del 2009.

Unabomber è stato spesso assimilato ai “serial killer”, anche se questa definizione non è del tutto esatta: la categoria a cui appartiene questo genere di criminale ha alcuni punti di contatto con i veri e propri serial killer, ma anche importanti differenze. Manca del tutto, in casi di questo genere, il contatto diretto, fisico, con le proprie vittime, che oltretutto, nel caso di Unabomber, non poteva sapere in anticipo chi fossero. Gli ordigni esplosivi che preparava, infatti, potevano finire tra le mani di chiunque, senza alcuna possibilità di conoscere in anticipo la tipologia di vittima.

Leggi tutta la recensione di Pierluigi Porazzi su Sugarpulp.it

Il Mostro di Firenze, la recensione di Carlo Vanin su Sugarpulp.it

Tra i tanti difetti che ho c’è quello di leggere Stephen King. Lo so, lo so. E’ come l’harmony dell’orrore ormai. Ma capitemi, è come essere sposati con una tizia da vent’anni. Sai che una volta l’hai amata tanto, che hai imparato qualcosa da lei e anche se è diventata chiacchierona, ripetitiva e un po’ monotona, preferisci starci assieme in virtù di quel folle amore di tanto tempo fa piuttosto che mollarla.

Sono un abitudinario, non mi giudicate, siete come me, cantava il saggio. Bè, dicevo: Stephen King. Il vecchio re, oltre che parlarsi addosso, farsi lunghe passeggiate fra i boschi del Maine e farsi investire dalle macchine, è un patito di audiolibri.

Si mette in macchina (oddio, macchina, son sicuro che ha uno di quei suv americani che fanno 5000 di cilindrata e fanno al massimo le 100 miglia all’ora) mette un audiolibro in formato cd nel lettore e se lo gode. Ma magari il vecchio è più aggiornato di quanto immagino. Magari collega il suo ipod all’entrata mini-jack dell’autoradio. In ogni caso il risultato è lo stesso: occhi sulla strada e buona letteratura all’orecchio.

 

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“Il Mostro di Firenze”: la recensione su Thriller Magazine

«Un audiolibro da leggere e ascoltare che permetterà ai neofiti di avere un quadro chiaro e completo sui delitti del Mostro e sulle varie piste seguite. Utilissimo anche per gli “esperti”, che pensano di sapere tutto sull’argomento, per scoprire spunti e indiscrezioni sui delitti e sulle piste investigative».

 

Leggi tutta la recensione di Gabriele Basilica su Thriller Magazine.

Potete acquistare l’audiolibro su GoodMood.it oppure su iTunes Store.

Bacchiglione Blues, di Matteo Righetto

Bacchiglione Blues, di Matteo Righetto
Perdisa Pop, 144 pagine, 14 euro
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Ho appena letto un capolavoro: “L’eroe dei due mari”, di Giuliano Pavone

Stanotte alle 2.15 ho chiuso “L’eroe dei due mari”, di Giuliano Pavone. L’ho chiuso e mi sono incazzato perché finire un libro così bello è un peccato. Ti viene il nervoso anche se sai che ogni libro prima o poi deve finire, ma è davvero un peccato sfogliare le ultime pagine di un libro che ti ha regalato così tante emozioni.

Capitolo dopo capitolo si alternano emozioni spontanee, vere, che ti travolgono e che, proprio quando meno te l’aspetti, ti stupiscono. Non trovo le parole per descrivere questo libro. Un capolavoro. Ecco cos’è questo libro. Un capolavoro.

Una dichiarazione d’amore ad un città, Taranto, che è la vera protagonista di una storia scritta con uno stile ed un ritmo magistrali. Una serie di personaggi vivi, che ti contagiano con le loro passioni, le loro miserie, i loro amori, la loro voglia di vita.

E poi leggendo questo libro si ride di gusto: alcune battute e alcune scene fanno proprio scompisciare, ma ci sono momenti in cui tra le labbra ti affiora una risata amara, malinconica.

Dentro a questo libro c’è molto più di quanto possa sembrare: leggetelo perché qui si racconta un pezzo d’Italia, qui dentro ci trovate tanta vita. E poi quando vi ricapita tra le mani un libro così bello? E dai cazzo…

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Leggi il blog de L’eroe dei due mari.

 

Salto d’Ottava, di Antonio Paolacci

Vi segnalo la videorecensione di Salto d’Ottava, di Antonio Paolacci, a cura del sottoscritto e di Matteo Righetto.

Naturalmente su Sugarpulp.it

La felicità dei cani e L’ombra del falco: due romanzi strepitosi

In questi giorni ho avuto la fortuna di leggere due romanzi strepitosi: La felicità dei cani di Adamo Dagradi e L’ombra del falco di Pierluigi Porazzi.

Il primo è un gran bel poliziesco, un giallo colorato di nero che sembra sbucato da uno schermo americano acido ed cattivo.  Non ci sono buoni ne La felicità dei cani, ma tutti i personaggi sono assolutamente “umani”. I veri protagonisti di questa storia che parte lenta e che decolla con un ritmo forsennato sono due: la città in cui è ambientata la storia (io dico Genova: si si, è lei) e il XX Distretto. E poi sotto c’è una storia che fila, uno stile mai banale, colori sfuocati che ti fanno respirare l’odore di un inverno gelido che schiaccia una città di mare in cui si sente troppo la puzza di marcio. Un gran bel libro e, oggi come oggi, non è affatto cosa da poco.

Consulta la scheda de “La felicità dei cani” su aNobii.
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Leggi la recensione de “La felicità dei cani” scritta da Matteo Righetto su Sugarpulp.it

 

L’ombra del falco invece è una droga: un thriller allucinato che ti tiene incollato dall’inizio alla fine e che butta sul tavolo una serie di personaggi indimenticabili. Una volta che l’hai iniziato lo devi finire.  Tra le pagine di Porazzi trovi tanta puzza di vita, una storia che non ha nessuna sbavatura, uno stile secco ed essenziale che mantiene alto il ritmo della storia, una scrittura che riesce a raccontare il territorio e l’orrore (quello macabro e splatter del serial killer e quello corrotto ed ordinario della societa’ normale) in maniera agghiacciante. Da leggere per rendersi conto di quanto siano sopravvalutati certi “maestri”: se un libro del genere arrivasse dalla Svezia o dagli Stati Uniti tutti avrebbero già urlato al capolavoro. Splendide poi certe piccoli citazioni che colpiscono al cuore i nerd  come me (la spilletta del Punitore, il pupazzetto di Iron Man). E già che ci sono me la tiro un po’, dato che ho indovinato tutto nelle prime 60 pagine seguendo il metodo di papa’ Poirot: psicologia e un po’ di cellule grigie (che servono soprattutto per decifrare il vero indizio che ci dà Porazzi a metà libro e che ha confermato la mia intuizione iniziale).

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Leggi la recensione de “L’ombra del falco” scritta da Michele Fiano su Sugarpulp.it

Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili), di Giulio Mozzi

Giulio Mozzi torna in libreria con un suo libro dopo aver passato gli ultimi anni a far pubblicare libri di altri, e dopo aver lavorato ai progetti editoriali più disparati. Lo fa con un libro molto particolare, dato che “Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili)” presenta una serie di racconti brevi e brevissimi che Mozzi ha pubblicati online prima su giuliomozzi.com e poi su vibrissebollettino.net, dove tra l’altro sono tutt’ora disponibili.

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