Molestie e violenze sessuali, se l’orco è sempre altro da noi

Perché gli intellettuali firmano petizioni in difesa di Roman Polański mentre Weinstein e tutti gli altri finiscono in prigione senza passare dal via?

Spiegatemi bene come funziona questa cosa perché non riesco a capirla.  Provo a fare un veloce riassunto di quello che mi sta passando in testa da qualche giorno a questa parte.

Si parla di Weinstein, Kevin Spacey, molestie e tutto il resto delle zozzerie che oggi il mondo sta scoprendo con incredibile sdegno e sgomento.

Hollywood, 1977

Roman Polański nel 1977 ha patteggiato ammettendo di aver fatto sesso con una 13enne durante un “party” a casa di Jack Nicholson (Polański all’epoca aveva 44 anni). E del fatto che Jack Nicholson sia idolatrato da mezzo mondo per la sua spregiudicatezza sessuale ne parliamo magari un’altra volta.

Comunque il buon Roman alla fine patteggia e quindi evita altri 5 capi di imputazione, in pratica ammette di aver fatto sesso con una 13enne, se la cava sul fatto che fosse ubriaca e drogata e robetta minore.

Ad ogni modo per non saper né leggere né scrivere scappa dagli USA così evita la galera visto che a quanto pare i giudici americani ce l’hanno a morte con lui perché è antipaticissimo e sono prevenuti.

Nel corso degli anni ottiene anche la cittadinanza francese, cosa che rende impossibile l’estradizione negli USA praticamente per qualsiasi reato (avviso a tutti i precisini: sto semplificando).

Zurigo, 2009

Nel 2009 Polański viene arrestato a Zurigo e gli intellettuali di mezzo mondo insorgono: Isabelle Adjani, Paul Auster, Louis Garrel, Isabelle Huppert, Milan Kundera, Bernard-Henri Lévy e tanti altri sottoscrivono una petizione pubblica lanciata dalla rivista La Règle du jeu in favore del povero Roman, vittima di un odioso ed inaccettabile accanimento giudiziario.

Anche Woody Allen, Pedro Almodóvar e Martin Scorsese lanciano dichiarazioni pubbliche in difesa del regista polacco (che poi essere difesi proprio da loro mentre si parla di reati sessuali non è proprio il massimo, ma questo è un altro discorso…).

Grazie ad un miracoloso vizio di forma Polański viene liberato ed evita l’estradizione. Dal ‘77 in poi peraltro Polanski aveva vinto tutto (Oscar, David di Donatello, Orso d’oro, Palma d’oro…) e aveva fatto un sacco di bei film. Un maestro, un eroe. Praticamente un santo laico.

Hollywood, 2017

Oggi a Hollywood se salta fuori che 10 anni fa hai fatto una battuta stupidate e sessista ti infamano pubblicamente, ti umiliano, ti tolgono il lavoro e ti becchi la lettera scarlatta.

Non parliamo poi se vieni accusato di molestie (sottolineo quel “accusato”, parola che dovrebbe essere un tantino diversa da “condannato”). E vi assicuro che non mi interessa minimamente entrare nel merito della questione, mi limito a riportare dei fatti.

Se però sei considerato un intellettuale e a 44 anni ti trombi una ragazzina di 13 ubriaca e stordita dalle droghe allora tutto sommato questa vicenda non è una cosa molto importante, resti sempre un maestro del cinema e puoi continuare a fare i tuoi film con l’approvazione di tutti, uomini e donne.

Per non parlare delle vagonate di insulti scritti su quella 13enne nel corso degli anni. Evidentemente il famoso “se l’è cercata” con lei funziona e si può dire senza paura di offendere nessuno, anzi.

Chi è l’orco?

Tutto questo perché, non dimenticatelo mai, l’orco è sempre altro da noi. L’orco non la pensa come di noi, è diverso e non possiamo accettare che condivida con noi pensieri, gusti, opinioni, ideali, sentimenti.

Ecco perché per tutti noi è inaccettabile offendere o prendere in giro qualcuno perché è in sovrappeso, ma tutti si sentono in diritto di parlare di Weinstein come di un “ciccione schifoso”, “lardone”, “grassone” e via andare, con tanto di citazioni di lombrosiana memoria (bastava guardarlo in faccia per capire che era un maiale poco e pervertito). Sia chiaro che io sono stato il primo ad accanirmi sull’adipe di Weinstein per sottolineare la sua tara morale, fedele al kalòs kai agathos di ellenica memoria.

Tra noi e l’orco non può esserci nessun tipo di affinità elettiva o di emozione condivisa. E non sia mai, cosa ancora più grave, che l’orco riesca a produrre opere artistiche capaci di emozionarci o di avvicinarci anche solo per qualche secondo alla bellezza.

Ecco allora che partono i distinguo, le precisazioni, le arrampicate sugli specchi, le petizione pubbliche, le precisazioni, il “non conosci bene i fatti” e blablabalablabla...

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