Quando a mettersi la calzamaglia è un papero: Paperinik

 

Ho sempre fatto il tifo per gli antieroi o, comunque, per quegli eroi decadenti e con un bel po’ di casini in testa, gente come John McClane, il Punitore, Trinità e Bambino, Il Gruppo TNT, Mangoni, Mister No e tanti altri.

Insomma, non ho mai avuto nessun dubbio: tra Superman e Batman io sono sempre stato dalla parte del Cavaliere Oscuro. E’ lo stesso feeling che ti porta a preferire Paperino a Topolino.

Anche perché, parliamoci chiaro, vi pare che uno come Topolino avrebbe mai potuto indossare i panni di Paperinik? No dai, non scherziamo.

Paperinik è un personaggio fantastico, credo che su questo non ci siano dubbi, nato dalla fantasia di due maestri del fumetto mondiale, gli italianissimi Guido Martina e Giovan Battista Carpi(no perché poi sembra che solo gli ammmericani e i giapponesi sono capaci di fare bei fumetti).

Ricordo un volumone enorme che mi avevano regalato da piccolo e che conteneva la prima storia di Paperinik, quella di Villa Rosa,e poi quella con l’esordio di Paperinika (questa volta alle matite c’è un altro mito vivente del fumetto, Giorgio Cavazzano): l’ho consumato a forza di leggerlo.

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