L’intervista a Paul The Wine Guy: il testo integrale

Nel numero di Maxim di Giugno è stato pubblicato un mio pezzullo in cui si parlava di internet e politica, con una mini intervista a Paul The Wine Guy. Visto che sul giornale il pezzo è stato un po’ tagliuzzato posto qui nel blog la versione integrale.

Giugno è un mese elettorale: amministrative, europee, ballottagi e referendum. Nel 50% dei nostri week end avremo a che fare con seggi, urne e scrutatori. Tutte cose serissime. Per fortuna c’è il blog di Paul The Wine Guy con il suo generatore di cartelloni elettorali, un semplice script che permette agli utenti di inventare le frasi più esilaranti o dissacranti da abbinare ai faccioni dei candidati. Vanno fortissimo il generatore di cartelloni del PD e quello dell’UDC, che da solo ha raggiunto quasi 100mila visite.

Partiti così ingenui da lasciarsi prendere in giro tanto banalmente? Su questo tema Paul ha le idee molto chiare: “Credo che le campagne UDC e PD siano state volutamente impostate per alimentare prese in giro nella rete, un modo semplice per avere pubblicità di ritorno gratuita, virale, incontrollabile. Mancava solo il pennarello e il gioco sicuramente si sarebbe innestato”. E il risultato è stato centrato in pieno se addirittura sul blog ufficiale di Panorama un giornalista (di cui non faremo il nome) c’è cascato: ha citato un cartellone elettorale tarocco come se fosse vero in un suo articolo senza accorgersi che si trattava di una presa in giro. Il che comunque la dice lunga sulla credibilità dei veri manifesti elettorali dei nostri politici. Basta andare sul blog di Paul per rendersene conto: la politica italiana ha raggiunto livelli così surreali che in molti casi è impossibile capire quali siano i cartelloni veri e quali quelli falsi.

Ma il rapporto tra politica e rete è ancora molto difficile, se è vero che Paul ha dovuto bloccare i commenti ai post dei generatori di cartelloni elettorali: “I politici in rete non li sopporta nessuno: averne tra gli amici in Facebook è come avere l’ascella pezzata e la maglia in sintetico. Pensano di avere lo stesso tipo di ascolto da platea senza calcolare che la rete richiede il doppio della presenza e restituisce un millesimo dei risultati. I pochissimi politici che comunicano direttamente via web parlano talmente tanto che dopo 5 minuti ti sei già rotto le palle. Nel web è più facile filtrarli rispetto che in tutti gli altri media e quindi dopo un po’ mollano la presa. Evviva Internet!”.

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