Nel 2012 più di 62 milioni di turisti in Veneto che si conferma prima regione turistica d’Italia

Nel 2012 più di 62 milioni di turisti in Veneto che si conferma prima regione turistica d'Italia
IL TURISMO VENETO CONFERMA IL SUO APPEAL MONDIALE. NEL 2012 OLTRE 15,8 MILIONI DI ARRIVI E PIÙ DI 62,3 MILIONI DI PRESENZE. GLI STRANIERI SFIORANO IL 65 PER CENTO

Il Veneto si conferma in scioltezza prima Regione turistica d’Italia anche per il 2012, con 62.351.657 presenze, delle quali il 64,8 per cento di ospiti stranieri, e 15.818.525 arrivi, dei quali il 64,7 per cento stranieri.

Tradotto in altri termini, ogni sei pernottamenti in Italia, uno (e qualcosa di più) è registrato in Veneto.

I motivi del primato del Veneto sono in vetrina da oggi a domenica 17 febbraio alla BIT, Borsa Italiana del Turismo, ospitata nel Polo Fieristico di Rho – Pero. Lo spazio dell’ospitalità veneta è allestito nel Padiglione 1, settori B25 B29 D26 D30, dove sono proposti Venezia, Città d’arte e Ville venete, Mare e Spiagge, Dolomiti e Montagna, Lago di Garda, Terme Euganee, Po e suo Delta, Pedemontana e Colline venete, Fondazione Arena di Verona, Fenice di Venezia segmenti aeroportuali, crocieristica e navigazione, parchi tematici e il programma dei Misteri curato dall’Unione Pro Loco del Veneto.

Nel 2012 più di 62 milioni di turisti in Veneto che si conferma prima regione turistica d'ItaliaIl tutto è reso più gustoso dall’Enoteca veneta, con assaggi dei prodotti enogastronomici più famosi a livello mondiale.
Il Veneto conserva insomma il suo appeal mondiale come regione ospitale e terra del bello, del buono e dell’accoglienza – sottolinea l’assessore regionale al turismo – anche se, in questo quadro sostanzialmente luminoso per un’annata critica come quella trascorsa, non mancano le ombre. I numeri confermano infatti la pesante crisi economica che morde sempre più gli italiani, che si riflette sulla capacità di spesa delle famiglie. Infatti il dato positivo degli arrivi e quello non negativo delle presenze (che calano di pochissimo, nel 2011 era 63,4 milioni) è infatti ottenuto grazie al turismo straniero, mentre quello nazionale è crollato, soprattutto nella seconda metà dell’anno, con una diminuzione complessiva dell’8,7 per cento sulle presenze e del 2,9 per cento in termini di arrivi. Il che significa che intere famiglie italiane hanno rinunciato alle vacanze e che in ogni caso la durata delle vacanze è molto più ridotta che in passato.

Bisogna anche considerare che i numeri di arrivi e presenze non hanno lo stesso valore degli anni passati, perché per mantenere la clientela, soprattutto quella più affezionata come quella tedesca, che rappresenta da sola il 22,4 per cento di tutti i pernottamenti e che è aumentata peraltro dell’1,9 per cento in arrivi e del 2,6 per cento in pernottamenti, i prezzi sono stati per così dire contingentati, con riflessi sul reddito delle imprese. Queste hanno tenuto, ma ci saranno maggiori difficoltà ad investire sulla promozione e sulla qualità dell’offerta di un comparto che è, e rimane, economicamente il più interessante, soprattutto per il Veneto, e che soprattutto non è delocalizzabile.

Nel 2012 più di 62 milioni di turisti in Veneto che si conferma prima regione turistica d'ItaliaDa questi numeri e dall’andamento della stagione – ha commentato l’assessore veneto – si possono trarre molti insegnamenti. Il primo è che il turismo è davvero il più importante settore economico regionale e nazionale e che farlo crescere significa dare una mano al paese.

Il secondo è che per aiutarlo bisogna aumentare la concorrenzialità, ovvero diminuire i prezzi. Qui gli imprenditori hanno già fatto e ampiamente la loro parte, forse anche troppo se penso che in questo settore l’investimento deve essere continuo. E’ invece lo Stato che dovrebbe impegnarsi di più sostenendo a fatti e non a parole il comparto, a cominciare dalla riduzione del peso della fiscalità. E’ quest’ultima che porta la nostra offerta a costare da un quarto ad un quinto in più di quella del resto d’Europa e circa il doppio di quella di altre destinazioni turistiche mondiali. Significa ridurre l’IVA, il costo del lavoro, le tasse sul reddito in generale ed eliminare tutti quei balzelli, IMU e tassa di soggiorno compresa, che servono solo a fare cassa in amministrazioni pubbliche esauste, ma colpiscono la stessa possibilità di far crescere la ricchezza.

Se qualcuno avesse dei dubbi sulla fondamentale importanza economica del turismo, voglio ricordare che, secondo un’indagine del Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica (CISET) di Ca’ Foscari relativa al 2011, il turismo ha generato in Veneto un fatturato di 11 miliardi di euro e rappresenta l’8,2 per cento del PIL regionale, il 13 per cento dei consumi interni e mezzo milione di unità di lavoro. Si tratta di un fatturato che vale tre volte e mezzo quello dell’agricoltura, tre volte e mezzo quello dell’alimentare, tre volte il fatturato del tessile e abbigliamento, il 54 per cento dell’intero fatturato regionale del commercio. In termini di occupazione, il turismo dà lavoro in Veneto al 15 per cento sul totale degli occupati e copre il 10,5 per cento di tutti gli addetti al turismo d’Italia. Va anche sottolineata la trasversalità del turismo rispetto all’economia veneta, dove il PIL turistico è dato da una molteplicità di settori, non dai soli alberghi e ristoranti. Questi ultimi, anzi, rappresentano “solo” il 30 per cento del PIL turistico, dove il commercio incide per il 17,1 per cento, la locazione di fabbricati il 15,3 per cento, l’agroalimentare il 9,5 per cento, l’artigianato il 7,7 per cento, le attività culturali e ricreative il 6,7 per cento, i trasporti il 6,5 per cento.

 

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