10 cose ridicole dei Mondiali 2026 USA-Mexico-Canada, sperando che il calcio resti un gioco e non diventi mai uno sport.

10 cose ridicole dei Mondiali 2026

10 cose ridicole dei Mondiali 2026 USA-Mexico-Canada, sperando che il calcio resti un gioco e non diventi mai uno sport.

Il Campionato del Mondo di Calcio è la cosa più bella del mondo. Soltanto le Olimpiadi sono paragonabili a quel pentolone fumante di emozioni che è un campionato del mondo.

E così nonostante gli scandali, i blablablabla, le polemiche infinite e l’Italia che ormai i Mondiali se li sogna siamo tutti (o quasi) davanti alla televisione.

Questo non significa però che al netto di tutto anche in questi Mondiali 2026 ci siano tante cose ridicole che dovrebbero aiutarci a mettere tutto più in prospettive.

Ecco allora il nostro bel decalogo inutile delle 10 cose più ridicole dei Mondiali 2026 (in rigoroso ordine sparso).

1. Il numero spropositato di squadre presenti

Bello vedere tifosi da tutto il mondo sugli spalti, però dal punto di vista tecnico questo mondiale ipertrofico è una palla enorme. Partite ridicole, squadre semi-amatoriali, giocatori impresentabili. E nonostante tutto noi italiani siamo sul divano, cosa che dovrebbe farci molto riflettere.

2. I commentatori

Se guardate le partite su DAZN (o anche soltanto le sintesi delle partite su YouTube) tutti urlano a squarciagola. Il gesto tecnico più banale è “INCREDIBILE!!!!”, qualsiasi giocata è “NUMERO!!!!”, ogni gol è “LEGGENDARIO”. La sindrome di Adani (che in questi mondiali super ogni vetta di umorismo involontario) ha contagiato tutti. E allora tutti si preparano discorsetti con chat gpt ben oltre il limite del ridicolo. Nel dubbio l’importante è urlare come un invasato.

3. Numeri e record ridicoli

L’aver aumentato a dismisura le partite inserendo squadre imbarazzanti ha fatto sì che i cosiddetti top player infrangano un record dopo l’altro. Peccato che ai Mondiali i gol si pesino e non si contino, ma questo è un discorso troppo complicato per le menti semplici che raccontano il calcio oggi. La narrazione odierna ha bisogno di numeri da esaltare nel tentativo penoso di far diventare il calcio sempre più simile all’NBA o all’NFL. E allora inventiamoci ‘sti benedetti numeri.

4. Gianni Ifantino

Ovunque vada è sempre fuori posto, è sempre involontariamente comico. Peccato che governi il Calcio mondiale (e le casse del calcio mondiale) e quindi alla fine noi lo prendiamo per il culo ma poi ha ragione lui.

5. I cocchi di mamma

Da sempre i Mondiali rappresentano il peggio della corruzione e del nepotismo. Stati canaglia che giocando in casa raggiungono risultati mai visti, arbitri indecenti libri di agire senza pudore (ogni riferimento a Byron Moreno è puramente voluto). Cose di questo tipo in teoria dovrebbero migliorare negli anni e, invece, peggiorano sempre di più. Il risultato è un calcio sempre più di plastica in cui la competizioni, il gioco, la sfida, la vittoria e la sconfitta sono solo dettagli sbiaditi. In primo piano c’è sempre e solo il business.

6. Le seconde maglie delle squadre

Se parliamo di maglie horribilis credo che il Belgio vinca a mani basse con una seconda maglia impresentabile. Anche il pigiamone della Germania però non era male. Sono curioso di conoscere qual è la vostra maglia horribilis preferita.

7. Le pause pubblicitarie

Le hanno chiamate pause di idratazione ma non ci credono nemmeno loro. E occhio che tra primo e secondo tempo in finale ci sarà una pausa di 30 minuti per l’imperdibile e interessantissimo show. Vedasi quanto scritto sopra alla voce business, con l’aggiunta della tristezza nei confronti del gioco più bello del mondo che continua a essere preso a calci (piaciuto il gioco di parole?)

8. I dopo partita della RAI

Abbiamo preso un po’ per il culo DAZN ma mamma RAI non sta certo messa meglio. Anche in via Teulada ormai hanno superato il senso della decenza, con una gestione circense del palinsesto sportivo. Non si capisce poi perché certe persone debbano stare sempre e comunque in video (se non si fosse capito sto parlando di Paola Ferrari). Non voglio esagerare perché alla fine è un po’ come sparare sulla Croce Rossa, ma tant’è. Non si riesce a capire perché in studio ci siano soltanto ospiti geriatrici e giornalisti che, assunti a vita da mamma RAI, non siano riusciti a sviluppare un minimo di competenza dopo anni di durissimo lavoro. Mistero.

9. I guru in panchina

I vari Tuchel, Bielsa e compagnia cantante non stanno facendo una gran bella figura in questi mondiali. Ma tanto a loro frega poco, continuano a straparlare convinti di essere importantissimi e intelligentissimi. Questi allenatori messia erano delle belle macchiette e facevano tanto ridere fino a tutti gli anni ’90, poi è successo qualcosa (non chiedetemi cosa) e hanno tutti pensato di essere dei geni. Oddio, visto quello che si fanno pagare dei geni lo sono sicuramente, ma no nel senso che intendono loro. Chissà come mai però, quando allenano dei brocchi, hanno dei risultati da brocchi, e quando allenano dei campioni, spesso hanno dei risultati da brocchi uguali. Per la serie distruggiamo il gioco più bello del mondo affidandoci all’ufficio complicazione cose semplici.

10. Lele Adani

Lele fa più ridere di tutti. Ormai ha capito che fare il comico rende e interpreta il personaggio Lele Adani alla grandissima. In RAI sono contenti perché tanto così il rumore sui social aumenta e chi se ne frega di quello che dice. E noi fessacchiotti siamo tutti lì, a guardare le partite in tv sperando che sia tutto vero anche quando sappiamo che è tutto finto. Il calcio è morto, viva il calcio!

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