Il Padrino, di Mario Puzo – Citazioni

Il Padrino, di Mario Puzo, traduzione di Mercedes Giardini, Corbaccio, 19 euro – Citazioni

Il Padrino, di Mario Puzo - CitazioniAmerigo Bonasera:
“Ci hanno preso in giro”. Fece una pausa e poi prese la sua decisine, senza più temere quale ne sarebbe stato il prezzo. “Per avere giustizia dobbiamo andare in ginocchio da Don Corleone”.

Narratore:
A Don Vito Corleone tutti si rivolgevano per aiuto senza mai venire delusi. Non faceva vane promesse e neppure avanzava scuse vili di aver le mani legate da forze più potenti. Non era necessario che fosse amico, e neppure avere i mezzi con cui ripagarlo. Una sola cosa era fondamentale. Che il supplicante, lui, lui stesso, proclamasse la sua amicizia. E allora, non aveva importanza quanto povero o debole fosse, Don Corleone avrebbe preso a cuore i guai di quell’uomo. Nulla avrebbe lasciato di intentato pur di risolvere il caso. La sua ricompensa? Amicizia, il rispettoso titolo di Don, e qualche volta il più affettuoso nomignolo di Padrino. Forse solamente in segno di rispetto, ma mai per interesse, un umile regalo: un bottiglione di vino genuino o un cestino di taralli pepati preparati apposta per allietare la sua tavola natalizia. Era sottinteso, era una mera questione d buone maniere, che ci si doveva proclamare suoi debitori e che egli aveva il diritto in qualsiasi momento di chiedere di estinguere il debito con qualche piccolo servizio.

Narratore:
Luca Brasi era davvero un uomo da spaventare il diavolo in persona. Piccolo, tozzo, dal cranio massiccio, la sua presenza faceva suonare le campane a martello. La faccia portava il marchio della violenza. Gli occhi erano castani ma, senza il calore tipico di quel colore, erano di un marrone implacabile. La bocca non era tanto crudele quanto senza vita: sottile e della tinta della carne di vitello. La fama di violenza di Brasi era terrificante, e leggendaria la sua devozione per Don Corleone […] Luca Brasi non temeva la polizia, non temeva Dio, non temeva l’inferno, non temeva né amava i suoi simili. Ma aveva eletto, aveva scelto di temere e amare Don Corleone.

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Don Corleone:
“L’amicizia è tutto. L’amicizia è più del talento. È più del governo. È quasi uguale alla famiglia. Non dimenticarlo mai. Se ti fossi costruito una cerchia di amicizie non avresti avuto bisogno di rivolgerti a me per aiuto”.

Tom Hagen:
Quanto al fatto di contare su di lei, Mr. Corleone è esageratamente sensibile. Non chiede mai un secondo favore quando gli è stato rifiutato il primo.

Michael Corleone:
“Tom non ti devi lasciare sviare. Tutto è personale, ogni briciola d’affari. Ogni pezzetto di merda che ogni uomo deve mangiare ogni giorno della sua vita, è una questione personale. Li chiamano affari. OK. Ma è personale da morire. Sai da chi l’ho imparato? Dal Don. Il mio vecchio. Il Padrino. se un fulmine colpisce uno dei suoi amici il vecchio la prende come una questione personale. Il mio arruolamento nei Marines, l’ha preso come una questione personale. Questo è ciò che lo rende grande. Il Grande Don. Prende tutto come un fatto personale. Come Dio.”

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Michael Corleone:
“Vi sono faccende che devono essere sbrigate senza mai chiacchierare. Non devi tentare di giustificarle. Perché non possono essere giustificate. Le fai e basta. Poi le dimentichi”.

Narratore:
[Don Corleone] Stabilì un metodo che lo isolasse da qualsiasi atto operativo. Quando impartiva un ordine, era a Genco o ad un altro dei caporegime da solo. Raramente aveva un testimone a una disposizione impartita in particolare a uno qualsiasi di loro. Poi separò il gruppo di Tessio da Clemenza e nel corso degli anni fece chiaramente capire che non voleva che i due uomini si frequentassero neppure socialmente, ad eccezione di quando era assolutamente necessario. Ne spiegò la ragione a Tessio che, più intelligente, capì immediatamente, sebbene Vito giustificasse la decisione con una misura di sicurezza nei confronti della legge. Tessio invece comprese che Vito non voleva che i due capiregime avessero l’occasione di cospirare contro di lui e capì anche che non vi era sottintesa alcuna diffidenza, ma una mera precauzione tattica.

Narratore:
Don Vito Corleone aiutava tutti. Non solo lo faceva volentieri, ma anche li incoraggiava, per togliere l’amaro della beneficenza che ricevevano. Era quindi più che naturale che quando questi italiani erano incerti e confusi su chi votare per essere rappresentati negli incarichi pubblici della città o nel Congresso, si rivolgessero per consiglio all’amico Don Corleone, al loro Padrino. Così divenne una tale potenza politica da essere tenuto in gran conto da esperti capi di partito.

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Don Vito Corleone:
“Su questa terra vi sono uomini”, diceva, “che circolano chiedendo di essere uccisi. Devi averli notati. Litigano quando giocano d’azzardo, scendono rabbiosi dalle automobili se qualcuno ha urtato i parafanghi, umiliano o fanno i prepotenti con persone di cui non conoscono il carattere […] È gente che vaga per il mondo urlando Uccidetemi! Uccidetemi!. C’è sempre qualcuno disposto ad accontentarli […] Luca Brasi era uno di questi. Ma era talmente straordinario che per lungo tempo nessuno riuscì a prenderlo. La maggior parte non è di alcuna utilità, ma un Brasi è un’arma formidabile. Poiché non teme la morte e addirittura la cerca, il trucco consiste nel divenire l’unica persona al mondo dalla quale egli veramente non desidera essere ucciso. Ha questa sola paura, non della morte, ma che tu possa essere colui che l’ammazzerà. Allora è tuo”.

Narratore:
[Kay Adams] Osservò come il marito riceveva i loro omaggi. Gli rammentava le statue di Roma, di quegli imperatori dell’antichità che, per diritto divino, erano arbitri della vita e della morte sui loro sudditi. Una mano sul fianco, il viso atteggiato a un’autorità fredda e superba, mentre il corpo era negligentemente e arrogantemente a suo agio, appoggiato su una gamba leggermente più indietro dell’altra. I capiregime erano in piedi davanti a lui. In quel momento Kay capì che tutto ciò di cui l’aveva accusato Connie era vero. Ritornò in cucina e pianse.

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