Vincono sempre loro: Brasile campione

Alla fine ha vinto il Brasile. Tutto secondo pronostico. Ieri sera speravo che Cuba riuscisse nel miracolo ma già dopo il primo set mi sono reso conto che i ragazzotti di Orlando Samuel Blackwood, non ce l’avrebbero mai potuta fare contro i verdeoro.

E dire che all’inizio non mi era sembrato il Brasile di sempre. Per un attimo avevo pensato che questa potesse essere la stessa squadra che avremmo potuto battere in semifinale a Pechino e che si era fatta soffiare la medaglia d’oro olimpica dagli USA. E invece no, i giocatori di Bernardinho hanno dimostrato di essere degli extraterrestri: quando il gioco si è fatto duro loro hanno iniziato a giocare.

Il vero vincitore di questo mondiale è Bernardinho: cambia (quasi) tutto e vince lo stesso. Oggi come oggi nessuno riesce a motivare una squadra come lui. Forse questo pazzo scatenato è davvero il più grande allenatore di tutti i tempi.

Probabilmente il Brasile all’inizio non era sembrato la solita squadra inarrivabile per colpa di una formula molto discutibile, con troppe partite inutili che servono solo ad esaltare le squadre così così (leggi Italia) e che nascondono i reali valori in campo. Certo, Mourilo poteva evitare l’uscita sul sorteggio che ci avrebbe favorito (cosa vera, per altro), soprattutto dopo la vergognosa partita del Brasile con la Bulgaria. Ma sono tutti dettagli, l’unica cosa che conta è la palla messa a terra da Vissotto che ha chiuso il terzo set della finale.

Capitolo Italia: bene ma non benissimo, direi. Sinceramente in pochi pensavano che questa squadra potesse arrivare tra le prime quattro, così come era successo anche a Pechino. L’impressione finale è che la reale forza della nostra nazionale sia un’altra, con Russia e Bulgaria che restano superiori agli azzurri.

Credo che sia arrivato il momento di cambiare tutto in nazionale, a partire da Anastasi,che invece dovrebbe prolungare il contratto. Se devo essere sincero non sono mai stato un sostenitore del Nano: sia qui che a Pechino ha puntato sugli uomini sbagliati, non ha saputo leggere le partite in corso, ha gestito così così la fase difensiva e quella della battuta. Insomma, non credo sia l’allenatore giusto per questa Italia. Ma un Bernardinho sulla panchina azzurra come lo vedreste? Fantascienza? Eh eh eh…

Le grandi delusioni azzurre restano Fei e Vermiglio: sono a fine carriera e si vede. Lasciano la nazionale nel peggiore dei modi e, forse, per loro sarebbe stato il caso di mollare la maglia azzurra due anni fa.

Tanto di cappello invece alla Serbia, che ha dimostrato di essere una signora squadra: grande intelligenza tattica, il giusto mix di gioventù ed esperienza, grande umiltà nello scendere in campo contro tutti, straordinaria capacità di reagire nei momenti difficili.

Prossimo appuntamento “che conta” Londra 2012: non vedo l’ora!

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