Non ci sono più le puttane di una volta, ovvero: del crollo della deontologia professionale

Wayne Rooney è il fessacchiotto del momento: la escort di turno ha rivelato che, addirittura mentre la sua bella mogliettina era incinta, lui organizzava orge a pagamento con lei ed una collega. Orrore e raccapriccio. Alla povera mogliettina tradita non resto altro che far pagare il conto al futuro ex marito. E ho il sospetto che non sarà un conto molto leggero.

Questo è soltanto l’ultimo caso di una serie molto lunga di escort dalla lingua lunga (lo so che detto così suona male ma rende l’idea): Tiger Woods è l’esempio più recente tra gli sportivi, ma anche dalle nostre parti più di un politico ha avuto qualche leggerissimo problemino con storie di escort. E qualcuno mi pare di ricordare che fosse anche un politico decisamente importante: ora non mi ricordo il nome ma magari dopo mi torna in mente…

Comunque il punto è un altro: si può sapere dov’è finita la professionalità? Che vip, sportivi milionari o miliardari, ricchi ricconi e ricchissimi siano da sempre i principali clienti delle escort di lusso (e non) non è certo una novità. A occhio e croce è una cosa che va avanti da qualche migliaio di anni.

La novità sta nel fatto che ormai anche la escort più pagata non è più affidabile: arriva il primo giornalista che le promette un bel servizio in prima pagina e questa vuota il sacco. Con relativo sputtanamento e linciaggio pubblico del marito di turno. Una volta si poteva parlare di deontologia professionale, di rigore, di affidabilità. Oggi non più.

Fino a qualche anno fa chi poteva permetterselo ricorreva sempre a queste serie professioniste: pagavi profumatamente i loro servizi perché sapevi di poterti fidare di loro. Ora non è più così. Viviamo nell’era dei reality globali bellezza, e non basta quanto paghi, salterà sempre fuori una escort che è disposta a sputtanarti per un’intervista in prima pagina sul Sun. O perché sotto sotto sperava che alla fine l’avresti sposata (e si, Pretty Woman ha fatto più danni alla categoria di quanto si possa immaginare).

E allora a questo punto la domanda sorge spontanea: ma vale davvero la pena pagarle così tanto? Prima i vip (o presunti tali( evitavano come la peste le ragazzette e le fans e si affidavano alle professioniste per evitare scandali, complicazioni, seccature ed inutili perdite di tempo.

A quei livelli la famigliola felice la devono avere comunque perché fa tanto effetto mulino bianco con gli sponsor, ma nessuno vuole rinunciare a certi piccoli svaghi. E allora, visto che vuoi evitare seccature e fastidiose pubblicità, paghi.

Oggi come oggi pagare non basta più, se il tuo faccione e il tuo nome sono spendibili a qualsiasi livello non puoi più stare tranquillo. Ormai non solo non ci sono più le mezze stagioni, non ci sono più neanche le puttane di una volta.

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