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I deliri di Frattini sull’arresto di Assange

I casi sono due: o il nostro ministro degli esteri Frattini parla con toni efatici di cose che non conosce oppure è in malafede. Ecco la sua dichiarazione riportata su Corriere.it a proposito dell’arresto di Julian Assange:

«Era ora, l’accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo. Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono».

Ora qualcuno vuole spiegare a Frattini che Assange è stato arrestato per rispondere ad un’accusa di presunta violenza sessuale? Che poi più precisaemnte l’accusa sarebbe quella di aver rotto un preservativo durante un rapporto consenziente con due donne diverse, che è già cosa diversa rispetto allo “stupro” di cui parlano i giornali.

Qualcuno poi mi potrebbe spiegare cosa c’entra il presunto accerchiamento internazionale dato che Assange si è recato spontaneamente ad una stazione di polizia Londinese, ma qui entriamo poi nel mondo del “giornalismo” vero.

Forse bisognerebbe dire al nostro Ministro degli Esteri che al momento non esiste nessun mandato d’arresto o incriminazione di alcun tipo nei confronti di Assange per le rivelazioni di Wikileaks da parte di nessun Governo. Così, giusto per dire eh…

Perché i giornalisti odiano Wikileaks

Per molto tempo hanno fatto finta di nulla. Poi ad un certo punto anche in Italia è accaduto che di Wikileaks non si è potuto più non parlare. E allora, prima ancora di chiedersi quali cambiamenti importanti hanno causato le recenti campagne informative mediate dalle soffiate di Wikileaks, è interessante osservare come ha reagito il sistema dei media a queste novità piovute dal cielo. Perché in realtà solo una cosa rilevante è accaduta in questi ultimi mesi: la mediazione dei sussurri è stata in parte sfilata dalle mani del sistema dei media tradizionali e consegnata ad un altro nuovo soggetto.

Leggi tutto il post nel blog di Massimo Mantellini.