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Novità Audiolibri: La strana morte di Papa Luciani

Novità Audiolibri: La strana morte di Papa Luciani disponibile in download su iTunes e in streaming su Audible.

La strana morte di Papa Luciani è il titolo del nuovo audiolibro che scritto insieme a Jacopo Pezzan: per la prima volta un audiobook prova a far luce su una vicenda che ancora oggi alimenta dubbi e sospetti mai del tutto chiariti.

Scritto cime sempre tra Italia e USA, l’audiolibro è stato registrato in Italia e poi montato e masterizzato a Los Angeles. Continua a leggere Novità Audiolibri: La strana morte di Papa Luciani

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A proposito di “diserzione” di coscienza

«[…] Fare il medico non è un obbligo, e men che meno fare il medico ginecologo. E tanto basta per abolire come del tutto impoprio l’uso dell’espressione «obiezione di coscienza» a proposito dell’aborto, che si configura semplicemente come una delle prestazioni che il medico ginecologo ha l’obbligo di somministrare, nei termini della legge. La stessa cosa vale nei confronti dei farmacisti che si rifiutano di vendere i farmaci anticoncezionali. Il lavoro che ciascuno di noi si sceglie è allo stesso tempo una scelta di vita per noi e un servizio per gli altri. Se penso che quella professione comporta degli obblighi che contrastano con i miei princìpi, semplicemente scelgo di non farla. Non avrebbe alcun senso, oggi che la leva non è più obbligatoria, che un militare invocasse l’obiezione di coscienza […]».

E, ancora:

«[…] Vi siete mai chiesti perché non si pone il problema dell’obiezione di coscienza per gli avvocati a proposito del divorzio? Per due ragioni: la prima, di buon senso, è che un avvocato può specializzarsi in molti ambiti (proprio come il medico!) e dunque, se vuole, può scegliere di non occuparsi di divorzi così come un medico che non vuole praticare aborti può benissimo scegliere tra decine di altre specializzazioni. Ma temo che la ragione largamente più diffusa sia che i divorzi fanno guadagnare un sacco di soldi. Mentre gli aborti sono persino un ostacolo alla carriera».

Leggi tutto il post nel blog di Cinzia Sciuto.

Solo in Italia: la storia di Alessandro Casimirri

Per chi non lo sapesse Casimirri è l’ultimo latitante (latitante si fa per dire, dato che tutti sanno dov’è e cosa fa) tra i brigatisti che hanno partecipato all’agguato di via Fani. Non ha mai fatto un giorno di galera. Vive libero da sempre. La sua è una storia molto particolare. Ecco l’articolo su Casimirri pubblicato dalla Stampa:

C’ è il Papa, c’è suo padre con il Pontefice, c’è lui bambino che gioca con una palla nei Giardini Vaticani. Poi altre foto di una Roma in bianco e nero, e poco più in là, sulla parete, le mandibole di grossi squali toro. «Alcune persone sono già morte quando nascono, la loro è una vita in attesa della morte. Io invece ho avuto molte vite». Sei ergastoli sulle spalle e mai un giorno di galera: lo immagineresti deciso e imperioso l’uomo che da 28 anni è uno dei più grandi ricercati d’Italia. E invece eccolo qui, Alessio Casimirri, 59 anni, basso e ben piazzato, capelli neri e maglietta rossa aderentissima infilata nei pantaloni. La voce esce stridula, esitante: «Siete italiani? Anche io lo ero».

Casimirri ne ha avute tante, di vite. In quella di adesso fa il ristoratore, sospeso tra il suo locale storico a Managua, La Cueva del Buzo, e le battute di caccia subacquea a San Juan Del Sur, dove da poche settimane ha aperto il suo secondo ristorante, il Dona Ines”.

Leggi il resto dell’articolo sul sito de La Stampa.

Aggiungi un posto a tavola… ma anche no

Annullata la cena tra il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi e il segretario di stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone. L’incontro era previsto per stasera all’Aquila, a conclusione delle celebrazioni per la Perdonanza.

La notizia dell’annullamento è stata diffusa dalla sala stampa della Santa Sede; la stessa sala stampa vaticana ha aggiunto che il presidente del consiglio, “per evitare strumentalizzazioni” ha deciso di inviare all’Aquila in rappresentanza del governo il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta.

Leggi il resto dell’articolo su Repubblica.it