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La banda dei tre: a gennaio in libreria

A gennaio Fanucci TimeCRIME pubblicherà “La banda dei tre”, di Carlo Callegari. Sono particolarmente orgoglioso di questo libro perché in realtà il libro è uscito a dicembre 2011 in formato ebook con il titolo Che Dio ti aiuti, Bambola! con LA CASE Books, casa editrice statunitense di cui sono direttore editoriale per l’Italia.

Il fatto che un editore importante come Fanucci abbia acquistato i diritti dell’ebook per pubblicare il libro con un nuovo titolo, una nuova cover un un nuovo editing è la dimostrazione concreta che con LA CASE Books stiamo andando nella direzione giusta: abbiamo creduto da subito nel libro di Carlo perché, c’è poco da fare, quando leggi un libro del genere non puoi non innamorartene.

Non a caso l’ebook del Bambola è diventato in breve uno dei nostri titoli più venduti (il pi venduto nella sezione narrativa), con quasi 700 copie vendute in meno di 10 mesi (per l’esatteza 694).

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Dolci Colline di sangue, di Mario Spezi e Douglas Preston

Il caso del Mostro di Firenze è probabilmente il caso per eccellenza della Storia Italiana. Nessun altra storia criminale infatti è riuscita ad esercitare un tale impatto nell’immaginario pubblico italiano ed internazionale (il libro di Spezi e Preston è un best seller internazionale).

Mario Spezi è il giornalista che molto probabilmente ha seguito meglio di chiunque altro tutta questa vicenda, basti dire che è stato lui a coniare l’espressione “Mostro di Firenze”. Questo romanzo scritto a due mani con l’americano Douglas Preston riesce a raccontare con uno stile asciutto ed avvicente la storia degli 8 duplici omicidi consumatisi nelle dolci colline toscane per mano del misterioso Mostro.

Spezi si spinge addirittura più in là: il libro infatti si conclude con il resoconto dell’intervista che Preston e Spezi hanno fatto alla persona che secondo loro è il responsabile dei delitti del Mostro di Firenze. Vi assicuro che quella scena, che arriva alla fine di un vero e proprio viaggio nell’orrore e nella follia della mente umana, mette i brividi.

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Bacchiglione Blues, di Matteo Righetto

Bacchiglione Blues, di Matteo Righetto
Perdisa Pop, 144 pagine, 14 euro
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Sugarpulp Addict!

[…] Ma non perdiamoci troppo in chiacchiere e andiamo giù dritti a bomba con quello che vi aspetta: iniziamo con la recensione firmata da Pierluigi Porazzi di Sex Addict, romanzo d’esordio di Stephen Jay Schwartz che ci parla di una storia ultranoir ambientata in una Los Angeles che puzza di marcio; si continua con Alberto Puppin che ha recensito “Io, non io, neanche lui” di Andrea G. Pinketts. Chiudiamo il trittico di questa settimana con “Il Signore delle Mosche”, nuovo strepitoso racconto del nostro Carlo Callegari che continua a presentarci le (dis)avventure della famiglia Mosole. […]

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Un pieno di Sugarpulp

Ciao tosi, torniamo a farci vivi con un bel po’ di materiale succoso e zuccherino, in pieno stile barbabietolato. Vi spariamo subito un colpo secco in mezzo agli occhi: andate a leggervi La crisi non è un fattore da sottovalutare, racconto inedito dai toni acidi di Thomas Tono. E poi via con due post al gusto di barbabietola: Giacomo Brunoro ha recensito Il letto di formiche di Donato Dalla Valle, mentre Michele Orti Manara ci presenta Sputerò sulle vostre tombe di Boris Vian.

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One Shot: Joe Lansdale e Victor Gischler a Padova

Sugarpulpissimo

Ciao bellezze,

la barbabietola è tornata! Prima di iniziare a parlare degli aggiornamenti di questa settimana vi ricordiamo l’appuntamento di sabato 17 aprile alla Libreria Lovat di Padova: Marilù Oliva presenterà il suo Repetita insieme a Matteo Righetto e Matteo Strukul.

Questo sarà l’ultimo appuntamento prima del grande happening del 24 maggio con Joe Lansdale e Victor Gischler: non mancate!

Torniamo a bomba alle novità di questa settimana: Marco Meneghetti ha recensito per noi “Sunset Limited” del grande Cormac McCarthy, uno dei numi tutelari della cricca Sugarpulp;  Alessando Morera invece ci racconta “Un gioco da bambini” di James C. Ballard, autore di culto per più di una generazione.

Chiudiamo con un pezzo da 90: un’intervista esclusiva per le barbabietole del Nord Est a Victor Gischler (padrino di Sugarpulp) firmata da Fabrizio Fulio Bragoni.

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Appuntamento alla Libreria Lovat

Domani alle 18.00 alla Libreria Lovat di Padova presenterò “La felicità dei cani”, il romanzo d’esordio di Adamo Dagradi. Insieme a me ci sarà l’autore. “La felicità dei cani” è uno dei romanzi più intensi che mi sia capitato di leggere quest’anno: un giallo pesantemente macchiato di noir che prende le atmosfere del cinema americano e le sbatte tra le pagine di un libro tutto italiano, ambientato in una città che più Genova di così non si può con una serie di personaggi credibili e tragicamente umani. Un romanzo che ha il gran pregio non dare mai niente per scontato e, soprattutto, che riesce sorprenderti pagina dopo pagina.

La Libreria Lovat è al Parco Commerciale Padova Est, di fronte all’Ikea. La presentazione è organizzata da Sugarpulp e inizierà alle 18.00. Vi lascio con un po’ di link utili per approfondire l’argomento, per il resto ci si vede domani.

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L’evento su FaceBook con tutti i dettagli della presentazione.

Sugarpulp: la consacrazione

Ciao belli a mamma, le vostre barbabietole tossiche sono tornate. Iniziamo con una vera bomba atomica, esplosa ieri sulle pagine del Corriere del Veneto: tutta la prima pagina della sezione Cultura del Corriere del Veneto infatti era dedicata alla recensione de “L’Ombra del Falco”, come potete vedere qui a lato. E sentite come Matteo Giancotti, l’autore del pezzo, ha definitivamente consacrato sulle pagine del Corriere le barbabietole tossiche: «Col suo taglio molto cinematografico, e la sua ambientazione locale trattata in salsa epica e “americana”, “L’ombra del falco” entra perfettamente nei canoni del progetto Sugarpulp, fondato a Padova da Matteo Righetto (autore di “Savana Padana”) e Matteo Strukul. Sugarpulp, il movimento che teorizza un’epica del Nordest frullata in una “narrazione a duecento all’ora”, sta organizzando tra l’altro per la fine di maggio a Padova una serie di incontri coi grandi autori del genere noir» (trovate l’articolo integrale su Corriere.it).

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La felicità dei cani e L’ombra del falco: due romanzi strepitosi

In questi giorni ho avuto la fortuna di leggere due romanzi strepitosi: La felicità dei cani di Adamo Dagradi e L’ombra del falco di Pierluigi Porazzi.

Il primo è un gran bel poliziesco, un giallo colorato di nero che sembra sbucato da uno schermo americano acido ed cattivo.  Non ci sono buoni ne La felicità dei cani, ma tutti i personaggi sono assolutamente “umani”. I veri protagonisti di questa storia che parte lenta e che decolla con un ritmo forsennato sono due: la città in cui è ambientata la storia (io dico Genova: si si, è lei) e il XX Distretto. E poi sotto c’è una storia che fila, uno stile mai banale, colori sfuocati che ti fanno respirare l’odore di un inverno gelido che schiaccia una città di mare in cui si sente troppo la puzza di marcio. Un gran bel libro e, oggi come oggi, non è affatto cosa da poco.

Consulta la scheda de “La felicità dei cani” su aNobii.
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L’ombra del falco invece è una droga: un thriller allucinato che ti tiene incollato dall’inizio alla fine e che butta sul tavolo una serie di personaggi indimenticabili. Una volta che l’hai iniziato lo devi finire.  Tra le pagine di Porazzi trovi tanta puzza di vita, una storia che non ha nessuna sbavatura, uno stile secco ed essenziale che mantiene alto il ritmo della storia, una scrittura che riesce a raccontare il territorio e l’orrore (quello macabro e splatter del serial killer e quello corrotto ed ordinario della societa’ normale) in maniera agghiacciante. Da leggere per rendersi conto di quanto siano sopravvalutati certi “maestri”: se un libro del genere arrivasse dalla Svezia o dagli Stati Uniti tutti avrebbero già urlato al capolavoro. Splendide poi certe piccoli citazioni che colpiscono al cuore i nerd  come me (la spilletta del Punitore, il pupazzetto di Iron Man). E già che ci sono me la tiro un po’, dato che ho indovinato tutto nelle prime 60 pagine seguendo il metodo di papa’ Poirot: psicologia e un po’ di cellule grigie (che servono soprattutto per decifrare il vero indizio che ci dà Porazzi a metà libro e che ha confermato la mia intuizione iniziale).

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