Archivi tag: televisione

Meno tv per tutti? (con un pizzico di nostalgia)

Nei mesi scorsi è passato praticamente sotto silenzio (oppure io sono l’unico che non se n’é minimamente accorto) un dato che invece ha un significato enorme: per la prima volta negli ultimi vent’anni negli Stati Uniti è diminuito il numero di case dotate di televisore (fonte: rilevazioni annuali preliminari Nielsen).

Di fatto la decrescita si verificherà nel 2012 anno in cui gli attuali 115,9 milioni di apparecchi tv passeranno ad 114,7, per una penetrazione tra la popolazione che passa dal 98,9% al 96,7%. Non si scendeva sotto il 97% dal 1974.

Trovate un sacco di grafici e di analisi dettagliate dei dati Nielsen su Next Tv.

Continua a leggere Meno tv per tutti? (con un pizzico di nostalgia)

Ecco perché “Pablito mon amour” di Davide Golin è un libro splendido

E a sera, dopo Novantesimo minuto, scenendere dal mio amichetto Giangi. Io e lui a giocare con il niente. A polentoni contro terroni, a Gringo della carne Montana contro l’uomo in ammollo, all’omino Bialetti contro Miguel e Carmenencita, a Brigate Rosse contro Ordinene Nuovo e alla fine tutti quanti contro la Juve (da Pablito mon amour, di Davide Golin).

Sono tanti i motivi per cui credo che Pablito mon amour di Davide Golin sia un libro bellissimo. Per prima cosa perché è scritto molto bene, con uno stile deliziosamente pop; poi perché il suo autore ha fatto un gran lavoro sulla lingua, mischiando le carte e riuscendo a trasmettere pagina dopo pagina un senso di freschezza meraviglioso; Continua a leggere Ecco perché “Pablito mon amour” di Davide Golin è un libro splendido

Il caso Rai Internazionale e il cattivo servizio al Paese

Ultimamente mi trovo sempre più d’accordo con Aldo Grasso: che sia un problema? Comunque questo è quanto:

“[…] Prendiamo la trasmissione più seguita, «La giostra del gol». È il classico appuntamento con il nostro campionato. Di solito funziona così: viene trasmessa la diretta di una partita nel corso della quale si aprono finestre su altri campi, quando una squadra segna un gol. Una sorta di «Tutto il calcio» televisivo. Fino allo scorso anno a condurre «La giostra» c’era Carlo Brienza che la materia, bene o male, la masticava. Quest’anno c’è Francesca Calligaro, una biondona che cerca di mettersi in mostra in tutte le maniere incurante della materia che tratta. Succede così che durante Sampdoria-Roma (partita principale), il telecronista dia in vantaggio la Roma, nonostante la rimonta dei doriani (del resto, un altro collega telecronista sosteneva che Leonardo e Zanetti fossero connazionali). Anche gli otto gol di Milan-Udinese vengono assegnati nella grafica a vanvera. Magari fra le risatine dello studio, che contempla due ospiti fissi, i pensionati Italo Cucci e Gianfranco De Laurentiis, più qualche ospite a sorpresa tipo Pascal Vicedomini […]

 

Leggi tutto l’articolo su Corriere.it

Frankenstein

Ragionare, oggi, su quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio al programma televisivo “Porta a Porta” è del tutto superfluo. Tutto già sentito. E non solo una volta. Per questo motivo vale la pena considerare altri elementi. Uno su tutti l’auditel.

Sconfessando il lavoro fatto nelle precedenti prime serate, Bruno Vespa ha chiuso la serata con il 13,47% di share. In media, come si apprende da una nota dell’ufficio stampa RAI, gli speciali di “Porta a Porta” registrano circa il 19% di share. Quasi 6 punti in meno.

Leggi il resto del post nel blog di Giovanni Molaschi.

La Rai ha fatto una scelta di campo

Così scrive Aldo Grasso sul Corriere di oggi:

“[…] L’atteggiamento della Rai è di non facile lettura, e comunque non in linea con la nozione di Servizio pubblico (SP) rappresenta­ta ad esempio dalla Bbc, che fin dalle origini ha par­torito l’idea della tv come bene comune di importan­za nazionale, al pari della luce, del gas, dei trasporti. Il SP, in quanto retto da un canone, dovrebbe fare in modo che i suoi servizi siano totalmente pubblici (parliamo delle reti gene­raliste), e cioè visti dal più alto numero di persone, indipendentemente dalle piattaforme di trasmissio­ne, considerate «tecnolo­gicamente neutrali». Il fat­to che la Rai sia entrata in conflitto con Sky, con il ri­schio di negarsi a quasi cinque milioni di fami­glie, costituisce un uni­cum in Europa. In nessun altro Paese le politiche dei public service broadca­sting hanno condotto alla ritirata da una piattafor­ma distributiva. Talmente un unicum che il governo italiano ha già pronta una legge che servirà a giustifi­care il divorzio […].”

Trovate il resto dell’articolo sul sito del Corriere.