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Sogno un mondo in cui Carofiglio non vende nemmeno una copia


“Finito lo pseudo fair play della gara, dirò la mia sul merito dei libri. Ha vinto un libro [di PIPERNO] profondamente mediocre, una copia di copia, un esempio prototipico di midcult residuale. Ha rischiato di far troppo bene anche un libro letterariamente inesistente [di CAROFIGLIO], scritto con i piedi da uno scribacchino mestierante, senza un’idea, senza un’ombra di responsabilità dello stile, per dirla con Barthes” (Vincenzo Ostuni).

A causa di queste parole Gianrico Carofiglio voleva inizialmente querelare il signor Ostuni poi ha preferito avanzare una richiesta di danni (io ho saputo della cosa da qui).

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Chi ha paura della rete?

Resto sempre molto perplesso di fronte ad iniziative che cercano di limitare o bloccare “la rete”.  Semplicemente perché non ho ancora capito cosa si intenda con l’espressione “la rete”: io continuo a considerare internet un semplice strumento, o se volete un luogo in cui le persone fanno delle cose. Di conseguenza le responsabilità delle azioni sono sempre delle persone che le commettono: cercare di azzerare la responsabilità personale parlando della “rete” come di un qualcosa che agisce in prima persona mi fa davvero incazzare.

La novità di oggi è che la Comunità Europea sta pensando ad una nuova legge per impedire la vendita online ai soggetti che non hanno un negozio “di mattoni e malta” (citazione letterale). No, non è uno scherzo (trovate la notizia su Corriere.it).

Non c’è niente da fare, la burocrazia e il potere politico ragionano (quasi) sempre in un’unica direzione: mantenere lo status quo, preservare il privilegio. E’ bello notare poi come la Storia continui a non insegnare niente: da millenni si cerca disperatamente di avversare in ogni modo le innovazioni culturali che minano gli equilibri consolidati, e da millenni si va incontro a fallimenti clamorosi. Niente, non impariamo niente dal passato: e allora via, è arrivato il momento di tornare a svuotare il mare con un cucchiaino (come fa giustamente notare Luigi Offeddu sul Corriere). Questa volta però usiamo un cucchiaino “di mattoni e malta”

Così si difende il crocifisso: a suon di bestemmie!

Da un attivista della Lega è arrivato l’ennesimo grandissimo esempio di difesa dei valori cristiani simboleggiati dal crocifisso (proprio adesso che vorrebbero metterlo pure sul tricolore…).

Ansa, 27 novembre, 16.07:

GENOVA – Con in mano i volantini per difendere il crocifisso, un attivista della Lega Nord Liguria si è fatto scappare una serie di bestemmie stamani a Genova durante una animata discussione con un passante che la pensava diversamente. È accaduto nella centrale Piazza De Ferrari, dove la Lega Nord ha allestito un gazebo per raccogliere firme per mantenere i crocifissi nelle scuole. Verso le 11.20, un attivista del partito che distribuiva volantini ha iniziato a discutere animatamente con un passante che la pensava diversamente. In pochi secondi si è passati agli insulti e l’attivista, un uomo sui cinquant’anni, ha dato uno spintone all’altro, un uomo sui 60 anni. Sono intervenuti alcuni attivisti che hanno cercato di dividere i contendenti ma a quel punto il leghista ha perso il controllo e ha iniziato a urlare bestemmie tra lo stupore dei passanti. Sono intervenuti due agenti della Digos ai quali l’uomo ha spiegato di aver agito così perché da poco aveva perso il lavoro e l’altro gli aveva detto di “andare a lavorare”.

(Dal sito Bioetica)