Archivi tag: Solo in Italia

Solo in Italia: il mistero di Scajola

In questi giorni si fa un gran parlare di Scajola e della casa che avrebbe comprato in nero con soldi non suoi. Come sempre in casi come questi l’indagato di turno ha parlato di gogna mediatica, attacco personale, ecc. ecc. Ma non era più semplice farsi fotografare con in mano l’atto del notaio che certifica che l’acquisto di quella casa sia stato regolare? O con in mano la ricevuta del pagamento effettuato in maniera regolare?

La cosa è talmente scontata che in giro l’ho sentita da diverse persone ed era comunque la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho letto la notizia. Non occorre neanche inviare tutto alla stampa, ti fai la foto col cellulare, la metti in internet e buona notte. Dopo di che denunci per calunnia chi ha dato la notizia falsa. Stiamo parlando di una cosa talmente banale e ovvia che perfino uno come Scajola dovrebbe arrivarci da solo. E allora perché non l’ha fatto? Perché i soliti vittimismi e piagnistei?

Ma, soprattutto, com’è che uno come Scajola è ancora Ministro? E’ un vero mistero della fede. Stiamo parlando di uno che negli ultimi anni ha collezionato una serie infinita di figure di merda, dal G8 di Genova alle dimissioni per le dichiarazioni su Enzo Biagi. Eppure è ancora lì. Boh… Già mi immagino la prossima evoluzione del caso Sacajola: anche ‘sto giro si dimette e poi nel giro di un mesetto gli tirano fuori un’altra bella poltrona da ministro, viceministro o sottosegretario con delega al nulla cosmico. Garantito.

La difesa della vita in Italia nel 2010

C’è una bambina di 13 mesi, Rachel, che il 3 marzo scorso si sente male. C’è un padre che ha un permesso di soggiorno a singhiozzo, scaduto perché ha perso il lavoro poche settimane prima.
Manca la tessera sanitaria, e la bambina viene liquidata in seguito a una visita di 6 minuti al pronto soccorsi dell’Uboldo di Cernusco sul Naviglio: entrata 00.39, uscita 00.45. Nonostante le medicine prescritte e somministrate, Rachel sta malissimo.
La famiglia, padre, madre e una sorellina di due anni e mezzo, torna al pronto soccorso.

Leggi il resto del post nel blog Bioetica.

La condanna beffa nel Paese degli insulti: gente senza vergogna

Su col morale: la giustizia sa essere velocissima. In una regione come il Veneto in cui la prima udienza di 44 processi civili è stata fissata dalla Corte d’Appello di Venezia nel 2017 (pazienza, pazienza…) un pubblico ministero di Treviso ci ha messo tre-giorni-tre a presentare appello contro l’assoluzione di una signora che aveva osato dire agli assessori comunali di Vittorio Veneto la parola «Vergognatevi!». Ai milioni di processi che impantanano i tribunali si aggiungerà anche lo strascico di questo. Quali siano gli esempi arrivati in questi anni dall’alto, li ricordiamo tutti. Una rinfrescatina? Oscar Luigi Scalfaro, all’epoca capo dello Stato, fu liquidato da Vittorio Sgarbi in piazza Montecitorio come «una scorreggia fritta». Roberto Maroni spiegò che «Bossi ce l’ha duro, Berlusconi ce l’ha d’oro, Fini ce l’ha nero, Occhetto ce l’ha in (censura) ».

Leggi il resto dell’articolo di Gian Antonio Stella su Corriere.it

“Chi ha detto testa di cazzo a mio figlio?!?”

Mi sento sempre un po’ a disagio a leggere No Ticket On The Bus, uno dei migliori blog in circolazione. Mi sento a disagio perché putroppo ritrovo quel mondo di teste di cazzo (termine tecnico che indica una precisa fascia sociale) con cui tutti abbiamo a che fare ogni giorno. Se avete cinque minuti date una letta al post che ho linkato qui sotto e ditemi se non ho ragione.

“[…] Mi fermo a chiacchierare con i vigili, si parla di gioventù bruciata e di come vent’anni prima se mi fossi rivolto a mia madre in quel modo mi sarei ritrovato con 5 dita stampate in faccia, ma erano altri tempi, non esisteva il telefono azzurro, non c’ era la caccia al pedofilo in televisione e sopratutto i genitori erano quelli che venivano dalla miseria e dalla consapevolezza del valore delle cose, altri tempi!
Esco, non sono più il controllore e saluto il comandante dei vigili sulla soglia del comune di Padulle, ma incrocio un uomo, nervoso, agitato, molto incazzato!
Non caga la mossa nei confronti dei controllori e si rivolge ai vigili “Chi ha detto testa di cazzo a mio figlio?!?” […]”.

Leggi il resto dell post di King Freak sul blog BarBologna.splinder.com