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Felice Maniero, a Jesolo un convegno su Faccia d’Angelo

Felice Maniero, sabato a Jesolo un convegno sulla Mala del Brenta all’interno della mostra dedicata ai Serial Killer. Con Fabio Sanvitale, Antonio Palmosi, Monica Zornetta e Cinzia Tani

Felice Maniero continua a fare notizia, dato che sabato 30 gennaio al Pala Arrex di Jesolo si terrà il convegno “Mafia del Brenta: una storia di amicizia e morte“.

La storia della Mala del Brenta e del suo leader, “Faccia d’Angelo”, verrà raccontata dai criminologi Fabio Sanvitale e Antonio Palmosi insieme alle giornaliste Monica Zornetta e Cinzia Tani. Continua a leggere Felice Maniero, a Jesolo un convegno su Faccia d’Angelo

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Ludwig: un caso chiuso… forse.

La storia di Ludwig è a modo suo un unicum nel panorama dei Misteri Italiani. A livello giudiziario questo è un caso risolto: per la legge italiana ci sono due colpevoli. Un caso chiuso insomma, un caso di cui sappiamo tutto… forse, perché in realtà a tutt’oggi uno dei condannati si dichiara estraneo ai fatti e non perde occasione per dichiarare la sua innocenza alla stampa ed alla televisione. Ma chi o che cosa si celava dietro alla sigla Ludwig?

Gli omicidi e le azioni criminali ascritte a Ludwig coprono un arco di tempo che va dal 1977 al 1984. Sette anni in cui si contano 15 morti e numerosi feriti, soprattutto in Veneto. Coltelli, asce, martelli e fuoco le  armi preferite. Gli obiettivi sono i “diversi”, o meglio tutti quelli che non sono degni di vivere secondo una farneticante filosofia neonazista a cui il gruppo sembra aderire.

Sotto i colpi mortali di Ludwig cadranno così senzatetto, prostitute, frequentatori di cinema a luci rosse e drogati, ma anche religiosi di diversi ordini. Agli occhi del gruppo sono tutti accomunati dal fatto di appartenere ad una razza inferiore e per questo non meritano di vivere. Dopo gli omicidi arrivano puntuali le rivendicazioni spedite ai giornali e all’Ansa. La più celebre recita: “la Nostra fede è nazismo, la nostra giustizia è morte, la nostra democrazia è sterminio”.

La polizia prova ad indagare nell’ambiente dell’eversione di destra che in quegli anni nel Veneto aveva una delle sue roccaforti ma non emerge nulla. L’organizzazione non sembra avere nessun progetto politico concreto e non sembra riconoscersi nell’area della destra extraparlamentare. Si firma Ludwig ma ancora oggi non sappiamo a che cosa si riferisca di preciso questo nome.

Alla fine verranno catturati due ragazzi, Wolfgang Abel e Marco Furlan, mentre cercano di incendiare con due taniche di benzina la discoteca Melamara di Castiglione delle Stiviere. Sarà soprattutto il  rinvenimento di alcune minute delle rivendicazioni trovate in casa dei sospetti a far maturare negli inquirenti la certezza di aver messo le mani sul famigerato gruppo Ludwig.

Ma chi sono Abel e Furlan? Sono due ragazzi della cosiddetta “Verona bene”, benestanti e senza grossi problemi, come del resto lo erano anche i tre “bravi ragazzi” del massacro del Circeo. Rispetto ai tre romani però Abel e Furlan sono due persone con un’intelligenza di molto al di sopra della media: all’università infatti andavano avanti a suon di 30 e lode in Matematica e Fisica. I due indaganti si dichiarano estranei ai fatti: volevano dare fuoco alla discoteca Melamara, questo si, ma si trattava soltanto di una “ragazzata”. Loro con Ludwing non hanno nulla a che vedere, ma nessuno gli crede: troppo importanti le prove a loro carico, troppo evidenti gli indizi che li inchiodano.

Caso chiuso… forse, perché in realtà restano ancora oggi delle zone grigie mai chiarite del tutto. Per prima cosa ci sono le testimonianze di quanti si trovano nelle zone dei delitti e che parlano di persone dalle fisionomie molto diverse da quelle di Abel e Furlan ma, soprattutto, in alcuni casi parlano di gruppi di più di due persone. Poi c’è un ultimo inquietante dettaglio: secondo la versione ufficiale Furlan ed Abel avrebbero lasciato la loro Vespa a Carpenedolo ed avrebbero percorso il tratto di strada fino alla discoteca a piedi con le due taniche di benzina, ben 7 chilometri di strada statale. Un’enormità, soprattutto se le cose fossero finire male e ci fosse stato bisogno di scappare. Un piano troppo stupido perfino per un criminale occasionale, figuriamoci per dei criminali incalliti, metodici e razionali come quelli di Ludwig. Qualcosa non torna.

C’è forse qualcuno che li ha trasportati in macchina da Carpenedolo a Castiglione delle Stiviere e non ha mai pagato per i suoi delitti? Si tratta forse di quella persona dalle fattezze diverse che in molti testimoni giurano di aver visto in diversi luoghi dei delitti? Una cosa però è certa: dopo l’arresto di Abel e Furlan Ludwig non ha più colpito.

Per saperne di più: Il caso Ludwig: follia neonazista a Nordest, di Jacopo Pezzan e Giacomo Brunoro (2011, LA CASE Books).

Dolci Colline di sangue, di Mario Spezi e Douglas Preston

Il caso del Mostro di Firenze è probabilmente il caso per eccellenza della Storia Italiana. Nessun altra storia criminale infatti è riuscita ad esercitare un tale impatto nell’immaginario pubblico italiano ed internazionale (il libro di Spezi e Preston è un best seller internazionale).

Mario Spezi è il giornalista che molto probabilmente ha seguito meglio di chiunque altro tutta questa vicenda, basti dire che è stato lui a coniare l’espressione “Mostro di Firenze”. Questo romanzo scritto a due mani con l’americano Douglas Preston riesce a raccontare con uno stile asciutto ed avvicente la storia degli 8 duplici omicidi consumatisi nelle dolci colline toscane per mano del misterioso Mostro.

Spezi si spinge addirittura più in là: il libro infatti si conclude con il resoconto dell’intervista che Preston e Spezi hanno fatto alla persona che secondo loro è il responsabile dei delitti del Mostro di Firenze. Vi assicuro che quella scena, che arriva alla fine di un vero e proprio viaggio nell’orrore e nella follia della mente umana, mette i brividi.

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L’audiolibro “Il Mostro di Firenze” al primo posto della classifica degli audiobooks più venduti in Italia su iTunes Store

Il Mostro di Firenze, l’audiolibro che ho scritto a quattro mani con Jacopo Pezzan ha raggiunto il primo posto nella classifica degli audiolibri più venduti in Italia su iTunes Store, che rappresenta il punto di riferimento per tutti gli operatori del settore nel mondo degli audiolibri.

Tenendo conto che il libro è disponibile su iTunes da poco più di due settimane devo ammettere che si tratta di un successo che va oltre ogni più rosea previsione. Da quanto è uscito infatti l’audiolibro è costantemente nella top ten e oggi appunto ha raggiunto la vetta, scalzando Siddartha di Herman Hesse letto da Enzo De Caro che resisteva al top da un bel po’ di settimane.

Altra grande soddisfazione: al quinto posto c’è “I Misteri del Vaticano: Il Caso Orlandi“, altro audiolibro scritto dal sottoscritto insieme a Jacopo Pezzan, anche questo pubblicato sempre dalla casa editrice statunitense LA CASE.

George Clooney sarà il protagonista del film sul Mostro di Firenze

La notizia è ufficiale: George Clooney sarà il protagonista del film sul Mostro di Firenze che dovrebbe uscire nelle sale di tutto il mondo entro la fine del 2011.

La Fox ha infatti acquistato i diritti del libro “The Monster Of Florence”, di Douglas Preston e Mario Spezi. Nel film Clooney interpreterà proprio il ruolo di Preston. Potete leggere la notizia completa su Corriere.it.

La notizia non può che farmi piacere dato che ho appena pubblicato l’audiolibro “Il Mostro di Firenze”, scritto insieme a Jacopo Pezzan. L’audiolibro per ora è in vendita sul sito di Good Mood Edizioni ma dalle prossime settimane (già dalla prossima probabilmente) sarà disponibile anche su iTunes Store.

Entro la metà di febbraio inoltre verrà pubblicata la versione inglese dell’audiolibro, confidando nei potenti mezzi del mercato globale: ma  per chi passa da queste parti dovrebbe bastare l’italiano, quindi cosa state aspettando? Correte a comprarlo, vi bastano un paio di click e il gioco è fatto!

La felicità dei cani e L’ombra del falco: due romanzi strepitosi

In questi giorni ho avuto la fortuna di leggere due romanzi strepitosi: La felicità dei cani di Adamo Dagradi e L’ombra del falco di Pierluigi Porazzi.

Il primo è un gran bel poliziesco, un giallo colorato di nero che sembra sbucato da uno schermo americano acido ed cattivo.  Non ci sono buoni ne La felicità dei cani, ma tutti i personaggi sono assolutamente “umani”. I veri protagonisti di questa storia che parte lenta e che decolla con un ritmo forsennato sono due: la città in cui è ambientata la storia (io dico Genova: si si, è lei) e il XX Distretto. E poi sotto c’è una storia che fila, uno stile mai banale, colori sfuocati che ti fanno respirare l’odore di un inverno gelido che schiaccia una città di mare in cui si sente troppo la puzza di marcio. Un gran bel libro e, oggi come oggi, non è affatto cosa da poco.

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L’ombra del falco invece è una droga: un thriller allucinato che ti tiene incollato dall’inizio alla fine e che butta sul tavolo una serie di personaggi indimenticabili. Una volta che l’hai iniziato lo devi finire.  Tra le pagine di Porazzi trovi tanta puzza di vita, una storia che non ha nessuna sbavatura, uno stile secco ed essenziale che mantiene alto il ritmo della storia, una scrittura che riesce a raccontare il territorio e l’orrore (quello macabro e splatter del serial killer e quello corrotto ed ordinario della societa’ normale) in maniera agghiacciante. Da leggere per rendersi conto di quanto siano sopravvalutati certi “maestri”: se un libro del genere arrivasse dalla Svezia o dagli Stati Uniti tutti avrebbero già urlato al capolavoro. Splendide poi certe piccoli citazioni che colpiscono al cuore i nerd  come me (la spilletta del Punitore, il pupazzetto di Iron Man). E già che ci sono me la tiro un po’, dato che ho indovinato tutto nelle prime 60 pagine seguendo il metodo di papa’ Poirot: psicologia e un po’ di cellule grigie (che servono soprattutto per decifrare il vero indizio che ci dà Porazzi a metà libro e che ha confermato la mia intuizione iniziale).

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