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Scajola, il Corriere della Sera e l’italiano (questo sconosciuto)

Copincollo direttamente da Corriere.it (e speriamo di non essere denunciato, dato che come al solito c’è la barzelletta della © RIPRODUZIONE RISERVATA):

Poi ha concluso: «Sono certo che le mie dimissioni permetteranno al governo di andare avanti con il lavoro che anche io ho contribuito». Il grassetto è mio. Qui il link all’articolo sul sito del Corriere, sotto invece l’immagine del pezzo incriminato.

A questo punto ci troviamo di fronte a tre possibilità:

  • l’ex Ministro Scajola non ha molta confidenza con la lingua italiana (me la gioco 1 a 1);
  • chi ha scritto l’articolo non ha molta confidenza italiana (me la gioco 2 a 1);
  • chi ha scritto l’articolo conosce l’italiano ma ha pensato che è più importante riportare fedelmente le dichiarazioni del Ministro (me la gioco 1.000 a 1).

Continua l’inesorabile marcia del “che” verso il suo ruolo di pronome relativo universale: tempo un dieci anni e ci siamo. Intanto, se volete darvi un rinfrescatina, ecco un link molto utile su wikipedia.

Solo in Italia: il mistero di Scajola

In questi giorni si fa un gran parlare di Scajola e della casa che avrebbe comprato in nero con soldi non suoi. Come sempre in casi come questi l’indagato di turno ha parlato di gogna mediatica, attacco personale, ecc. ecc. Ma non era più semplice farsi fotografare con in mano l’atto del notaio che certifica che l’acquisto di quella casa sia stato regolare? O con in mano la ricevuta del pagamento effettuato in maniera regolare?

La cosa è talmente scontata che in giro l’ho sentita da diverse persone ed era comunque la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho letto la notizia. Non occorre neanche inviare tutto alla stampa, ti fai la foto col cellulare, la metti in internet e buona notte. Dopo di che denunci per calunnia chi ha dato la notizia falsa. Stiamo parlando di una cosa talmente banale e ovvia che perfino uno come Scajola dovrebbe arrivarci da solo. E allora perché non l’ha fatto? Perché i soliti vittimismi e piagnistei?

Ma, soprattutto, com’è che uno come Scajola è ancora Ministro? E’ un vero mistero della fede. Stiamo parlando di uno che negli ultimi anni ha collezionato una serie infinita di figure di merda, dal G8 di Genova alle dimissioni per le dichiarazioni su Enzo Biagi. Eppure è ancora lì. Boh… Già mi immagino la prossima evoluzione del caso Sacajola: anche ‘sto giro si dimette e poi nel giro di un mesetto gli tirano fuori un’altra bella poltrona da ministro, viceministro o sottosegretario con delega al nulla cosmico. Garantito.