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Twitter è il nuovo paradiso del porno online: tutti lo sanno ma nessuno lo dice

Twitter è diventato il nuovo paradiso del porno, soprattutto amatoriale e mercenario. Migliaia di foto e filmati di ogni tipo disponibili in forma gratuita senza nessun filtro

Twitter è il nuovo paradiso del porno online: tutti lo sanno ma nessuno lo dice

In “Porno”, autentico capolavoro scritto da quel geniaccio di Irvine Welsh, c’è una frase che sintetizza decine e decine di manuali sulla rete: “non credere a tutto quello che ti dicono, Internet l’ha fatto il porno”.

La rete “È” il porno

In effetti tutto lo sviluppo che c’è dietro alla rete è figlio del porno: velocità di trasferimento, compressione dei formati audio e video, sistemi di sicurezza per i pagamenti, ecc. ecc.

Per non parlare della componente fondamentale alla base del successo delle chat e dei social network, fin dai tempi di IRC e di MySpace: conoscere persone con cui fare sesso.

Del resto che il sesso sia uno dei grandi motori dell’umanità, nel bene e nel male, non è certo una novità.

Sesso e porno non sempre vanno a braccetto, ma sesso e censura sì. Non parliamo poi di porno e censura. Per questo motivo in rete qualsiasi sito porno o che contenga materiale esplicito ha una pagina d’ingresso in cui viene chiesto all’utente di specificare la propria età.

Naturalmente tutti i minorenni dicono di essere maggiorenni e bypassano alla grande il blocco iniziale, ma per lo meno i gestori dei siti hanno la coscienza a posto.

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OFFICINA INFERNALE: 100% shit

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Mettiamo subito le cose in chiaro: questo non è un fumetto. Non so dirvi cosa sia, so soltanto che è una figata pazzesca.

Come scrive Akab nell’introduzione “il mio genere preferito non è ancora stato inventato”: mai frase su più azzeccata per descrivere il lavoro e l’arte di Officina Infernale.

Questo volume vuole essere un’antologia (parziale) di una ventina d’anni di terrorismo grafico e visivo, una testimonianza concreta di quanto si possa andare oltre. Oltre cosa? Oltre tutto […]

Potete leggere l’articolo integrale su Sugaprulp.it, però vi avverto che in questo articolo troverete parole ed espressioni piuttosto volgari. Già dal titolo dovreste aver capito che si parla di cose brutte, disgustose e che offendono la morale comune. Evitate di schiacciare sul link se non siete pronti a tutto. Anzi, meglio che quest’articolo non lo leggiate proprio.

«Bob fac tu sei il migliore de best attore facching porno del mondo»

«Al ristorante in un tavolo vicino al mio c’era nientemeno che Robert Bob De Niro che a un certo punto si alza e viene al mio tavolo, proprio lui! Bob De Niro!, per salutarmi e per dirmi fac Bob fac tu sei il migliore de best attore facching porno del mondo» [Roberto Bob Malone].

Tratto da Inchiesta a lucci rosse: un giornalista si finge attore porno.

Unreleased 70’s Porn Music: un must assoluto

No. Di certo non mi lascio sfuggire questa occasione. Che occasione? Quella di dire due parole su questo disco su cui nessuno ha inspiegabilmente impegnato orecchie e tempo per parlarne a dovere.

Chi sono i Pornosonic? E’ presto detto: probabilmente la migliore band in circolazione che abbia mai scritto e suonato musica per film porno. Ma facciamo un passo indietro nei primissimi anni settanta, quando il divo del cinema hard californiano Ron Jeremy, famoso per le dimensioni del suo pene (e perché sennò!) e per la capacità D’Annunziana dell’autofellatio, incontra uno dei più famosi turnisti della scena musicale made in LA. Da cotanta arte sublimata in solo due persone nasce il progetto Pornosonic: mettere la creatività musicale al servizio del nascente business porno-cinematografico. Va subito detto che le clausole contrattuali assicuravano l’anonimato ai singoli componenti del gruppo per evitare ricadute negative alla loro carriera a causa di qualche anima candida, e perciò non ci è dato sapere a chi dobbiamo questa perla nascosta, ma possiamo immaginare che si tratti di gente con i controattributi. Sì, perché il disco suona maledettamente bene: è accattivante, coinvolgente e ci fa immergere pienamente nell’atmosfera di quei primi e ruspanti film a luci rosse, pieni di uomini baffuti e basettoni, donne vere e non sintetiche come adesso e tutti, uomini e donne, con una spiccata allergia a rasoi e creme depilatorie.

Leggi il resto della recensione scritta da dlf su Debaser.