Archivi tag: paese di merda

La difesa della vita in Italia nel 2010

C’è una bambina di 13 mesi, Rachel, che il 3 marzo scorso si sente male. C’è un padre che ha un permesso di soggiorno a singhiozzo, scaduto perché ha perso il lavoro poche settimane prima.
Manca la tessera sanitaria, e la bambina viene liquidata in seguito a una visita di 6 minuti al pronto soccorsi dell’Uboldo di Cernusco sul Naviglio: entrata 00.39, uscita 00.45. Nonostante le medicine prescritte e somministrate, Rachel sta malissimo.
La famiglia, padre, madre e una sorellina di due anni e mezzo, torna al pronto soccorso.

Leggi il resto del post nel blog Bioetica.

La condanna beffa nel Paese degli insulti: gente senza vergogna

Su col morale: la giustizia sa essere velocissima. In una regione come il Veneto in cui la prima udienza di 44 processi civili è stata fissata dalla Corte d’Appello di Venezia nel 2017 (pazienza, pazienza…) un pubblico ministero di Treviso ci ha messo tre-giorni-tre a presentare appello contro l’assoluzione di una signora che aveva osato dire agli assessori comunali di Vittorio Veneto la parola «Vergognatevi!». Ai milioni di processi che impantanano i tribunali si aggiungerà anche lo strascico di questo. Quali siano gli esempi arrivati in questi anni dall’alto, li ricordiamo tutti. Una rinfrescatina? Oscar Luigi Scalfaro, all’epoca capo dello Stato, fu liquidato da Vittorio Sgarbi in piazza Montecitorio come «una scorreggia fritta». Roberto Maroni spiegò che «Bossi ce l’ha duro, Berlusconi ce l’ha d’oro, Fini ce l’ha nero, Occhetto ce l’ha in (censura) ».

Leggi il resto dell’articolo di Gian Antonio Stella su Corriere.it

Nuovo condono edilizio in arrivo: siamo davvero la Repubblica delle Banane

Un nuovo condono edilizio, con possibilità di sanare anche gli abusi commessi in aree sottoposte a vincolo ambientale e paesaggistico. Così dispone il disegno di legge presentato dal Pdl in Senato lo scorso 17 febbraio, che fa slittare i termini per la presentazione delle domande dal 10 dicembre 2004, come prescrive la legge sul condono edilizio, al 31 dicembre 2010. Se il provvedimento venisse approvato, una nuova valanga di richieste di sanatoria potrebbe inondare gli sportelli dei Comuni d’Italia, e questa volta con un’agevolazione in più per chi ha commesso l’abuso: i beni ambientali e paesistici scompaiono dalle aree intoccabili.

Leggi tutto l’articolo su Repubblica.it

Piazza Fontana 40 anni dopo.

Oggi sul Corriere della Sera c’è uno speciale di quattro pagine su Piazza Fontana. Ore 16.57, 12 dicembre 1969, Milano, Piazza Fontana: un bomba cambia per sempre la storia di tante persone e quella di tutto il Paese. Dopo 40 anni si sa ancora poco o niente. L’unica certezza è che nessuno ha mai pagato per quella strage che ha segnato profondamente l’Italia, nessuno se non gli innocenti morti e feriti in quella piazza e loro familiari. Senza dimenticare Pinelli, ferroviere anarchico.

Dopo 10 processi e 40 anni lo Stato ci dice che non ci sono colpevoli per Piazza Fontana. Soltanto vittime. Non esite una verità giudiziaria. Possiamo dire per lo meno che esiste una verità storica? Forse, ma possibile che in questo Paese ci si debba sempre accontentare? Possibile che la verità resti sempre insabbiata? Possibile che nessuno paghi per una strage del genere? Può bastare sentirsi ripetere che sono state Stragi di Stato?

Continua a leggere Piazza Fontana 40 anni dopo.

Aldo Grasso, il TG1, il caso Boffo e il “ripensamento” di Feltri

Aldo Grasso sul Corriere della Sera:
«Il Tg1 delle 20 di venerdì 4 dicembre ha completamen­te ignorato la notizia del clamoroso ripensamento su Dino Boffo di Vittorio Feltri, costretto a derubricare le pesanti ac­cuse in bagattelle. Eh, sì, in Rai, da un po’ di tempo…»

P.S.

Ma sono l’unico a cui non sembra incredibile che Feltri non sia ancora stato radiato dall’Ordine dei Giornalisti? Qualcuno mi sa dire a cosa dovrebbe servire l’Ordine dei Giornalisti? No perché è da anni che me lo domano senza riuscire a capirlo.

Solo in Italia: Beatrice Borromeo

Purtroppo ho letto l’intervista a Beatrice Borromeo pubblicata su Corriere.it, la tanto sbandierata anteprima del servizio da copertina di “A” (si dovrebbe dire cover story, ma io sono un po’ grezzotto). Mentre la leggevo ho provato un forte senso di disagio misto a nausea, poi sono passato velocemente alla vergogna e allo schifo. Soltanto in Italia ad una come la Borromeo si possono lasciar dire certe cose se impunemente (e qui bisognerebbe aprire una parentesi infinita sui nostri giornalisti…). Ecco perché ho decido di inaugurare una nuova sezione nel blog: “solo in Italia”. Si perché solo da noi possono succedere certe cose. Di seguito riporto alcuni dei passaggi più significativi di questa sconcertante intervista con relativi commenti.

Continua a leggere Solo in Italia: Beatrice Borromeo