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Ascoltati nel 2011

Quelli che seguono comunque sono i 10 album che ho ascoltato di più quest’anno (si, ok, sono uno che ascolta ancora gli album).

Non credo minimamente che siano gli album più belli dell’anno, anche perché non si tratta di album pubblicati nel 2011. Semplicemente gli album che, per una serie infinita di motivi, sono girati di più nella mia macchina, nel mio iPhone o nell’impianto a casa.

Vado completamente a braccio quindi, come sempre in queste cose, in realtà scriverò gli album che sto ascoltando di più ultimamente…

  • III, Chickenfoot
  • Italyan, Rum Casusu Çikti, Elio e le Storie Tese
  • Sheik Yerbouti, Frank Zappa
  • Liberi Liberi, Vasco Rossi
  • F.U.C.K, Van Halen
  • Happy Hollidays, Billy Idol
  • Past to Present 1977-1990, Toto
  • De-Mente, Abbattilanoia
  • Ear T-Tracy, Andy Timmons
  • Holy Diver, Ronnie James Dio

Certo che a guardarli messi insieme così uno dopo l’altro mi sembra evidente una sola cosa: ho dei gusti musicali a di poco orrendi.

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WHOCARES: il nuovo supergruppo con Ian Gillan, Tony Iommi, Jason Newsted, Nicko McBrain e Jon Lord

E’ quasi un’overdose di nomi importanti, il nuovo supergruppo chiamato Whocares. Il cuore del gruppo è quello di Ian Gillan e Tony Iommi, che hanno deciso di registrare due canzoni di beneficienza per la costruzione di una scuola di musica in Armenia. I due musicisti, che avevano scritto insieme l’album ‘Born Again’ dei Black Sabbath, hanno chiamato a raccolta una serie impressionante di musicisti, per dar vita al progetto: Jon Lord, compagno di Gillan nei Deep Purple, Nicko McBrain degli Iron Maiden, Jason Newsted (al momento non suona in nessuna band, ma sicuramente tutti lo conoscono, vero?), e il chitarrista degli Him Mikko “Linde” Lindström.

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La gioiosa anarchia dei Pitura Freska

«Dedicà a tuti quei che ghe stèmo sui cojoni!»: con questa frase esplode Olive, album live del ‘99 che segna il canto del cigno di Pitura Freska.

Un frase che racchiude in poche parole tutta la gioiosa anarchia della band veneziana che è stata tra le protagoniste della scena musicale italiana per quasi un decennio.

C’è poco da fare, prima di loro nessuno di noi aveva mai visto una band cantare in dialetto veneto anzi, venessiano, e raggiungere livelli di notorietà di quel genere. Nel ‘97 i fioi sbarcano addirittura sul palco dell’Ariston, ipnotizzando San Remo con il loro Papa nero e con un’interpretazione che sprigiona una vitalità incontenibile.

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School Of Classick Rock: questa notte!

Torna su Easy Network l’appuntamento con School Of Classic Rock, questa notte dalle 23.59 alle 6 del mattino. Tutti i dettagli su Facebook, intanto qualche anticipazione: le lezioni di chitarra di Andrea Livieri esploreranno la musica dei four horsemen, i Metallica. Per quanto riguarda Shut Up & Play Yer Guitar, lo spazio in cui presento i grandi album live della musica rock, questa notte vi proporrò qualche brano tratto da Fronte del Palco, lo storico album live di Vasco Rossi che non solo ha definitivamente consacrato Vasco a rockstar , ma che ha anche lanciato quel piccolo genio di Andrea Braido. E poi tutti gli altri appuntamenti con Lollo, con Lucio Mazzi e con i grandi bassisti della storia del rock.

Rock & Roll!

Unreleased 70’s Porn Music: un must assoluto

No. Di certo non mi lascio sfuggire questa occasione. Che occasione? Quella di dire due parole su questo disco su cui nessuno ha inspiegabilmente impegnato orecchie e tempo per parlarne a dovere.

Chi sono i Pornosonic? E’ presto detto: probabilmente la migliore band in circolazione che abbia mai scritto e suonato musica per film porno. Ma facciamo un passo indietro nei primissimi anni settanta, quando il divo del cinema hard californiano Ron Jeremy, famoso per le dimensioni del suo pene (e perché sennò!) e per la capacità D’Annunziana dell’autofellatio, incontra uno dei più famosi turnisti della scena musicale made in LA. Da cotanta arte sublimata in solo due persone nasce il progetto Pornosonic: mettere la creatività musicale al servizio del nascente business porno-cinematografico. Va subito detto che le clausole contrattuali assicuravano l’anonimato ai singoli componenti del gruppo per evitare ricadute negative alla loro carriera a causa di qualche anima candida, e perciò non ci è dato sapere a chi dobbiamo questa perla nascosta, ma possiamo immaginare che si tratti di gente con i controattributi. Sì, perché il disco suona maledettamente bene: è accattivante, coinvolgente e ci fa immergere pienamente nell’atmosfera di quei primi e ruspanti film a luci rosse, pieni di uomini baffuti e basettoni, donne vere e non sintetiche come adesso e tutti, uomini e donne, con una spiccata allergia a rasoi e creme depilatorie.

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Cyberpunk, un (cyber)disco di Billy Idol

Probabilmente uno dei dischi più sottovalutati degli ultimi 50 anni. A quanto pare il disco non dev’essere andato giù neppure al suo autore, dato che dopo questo piccolo capolavoro ha aspettato 12 anni per incidere un altro album e, soprattutto, dato che ha abbondantemente rinnegato questa sua esperienza al limite del visionario. Billy Idol lo conoscono più o meno tutti: tamarrone biondo ossigenato, è stato tra i protagonisti della scena punk sul finire degli anni ’70 con i Generation-X e poi ha spaccato nelle classifiche di tutto il mondo con ottimi album di rock (melodico?) per gran parte degli anni ’80. Poi era sparito, causa un brutto incidente in moto, ed era tornato sulla cresta dell’onda con ‘Charmed Life’, in dischetto discreto e un po’ paraculo.

Leggi tutta la recensione su Debaser.

Chickenfoot: l’album

L’album d’esordio dei Chickenfoot è puro rock & roll. E’ uno di quegli album che è bello ascoltare d’estate, quando c’è un caldo tignoso e ti squagli di sudore in pomeriggi che non finiscono mai: riesci a sopravvivere giusto perché hai una birretta ghiacciata in mano, e sai benissimo che le finestre aperte non fanno certo passare un po’ di fresco, servono solo a spaccare le palle a tutti i vicini con quel volume esagerato. Altro che cuffie, iPod e cazzate varie…

E’ il caso però di fare un passo indietro dato che parlare di “esordio” non è proprio corretto, visto che i componenti dei Chickenfoot sono Joe Satriani, Sammy Hagar e Michael Anthony dei Van Halen, e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers. Com’è nata la cosa? Semplicissimo: i quattro sono amici da sempre, si trovavano spesso a suonare e a cazzeggiare nel club di Sammy Hagar a Costa Mesa e hanno pensato bene di far saltar fuori un album. Non si tratta certo della prima “superband” che nasce in modo apparentemente casuale, né sarà l’ultima. Quello che stupisce in questa operazione sono due aspetti: la semplicità con cui è stata messa in piedi tutta la baracca e la perfezione dell’apparato 2.0.

Leggi il resto della mia recensione su Debaser.

Chickenfoot: il video

E’ da un bel po’ che sto tenendo d’occhio il progetto Chickenfoot, che vede coinvolti Joe Satriani, Sammy Hagar e Mike Anthony dei Van Halen, e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers. Ecco il primo video della band che, tra l’altro, negli Stati Uniti sta ottenendo un successo clamoroso. Altri dettagli li trovate nel blog MusicaMetal.

P.S.
Due date italiane per i Chikenfoot: 3 luglio a Pistoia e 5 luglio a Lignano. E indovinate un po’ qual é lunica settimana di tutta l’estate in cui io sarò in vacanza a più di mille kilometri da queste due località?

I “Kings Of Metal” in allegato su Tv Sorrisi e Canzoni

Sui siti internet di Tv Sorrisi & Canzoni e Panorama, nella sezione “allegati”, non ce n’è traccia, ma le pubbicità che vedo in giro annunciano che da oggi, 5 Giugno 2009, in allegato alle due riviste si troveranno i cd della linea Kings Of Metal – non è una monografia sui Manowar (anche se un loro cd è previsto), ma la “linea dura” di 11 cd variamente metal che vengono offerti al prezzo di 9.90 euro in collaborazione con Gods Of Metal.

Leggi il seguito del post con il piano completo dell’opera in Musica Metal, il blog di Paolo Bianco.