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Marvel Comics. Una storia di eroi e supereroi, citazioni

Marvel Comics. Una storia di eroi e supereroi, citazioni

Titolo: Marvel Comics. Una storia di eroi e supereroi
Autore: Sean Howe
Editore: Panini Comics
PP: 533
Prezzo: euro 29.90 cartaceo, euro 6.99 ebook

Marvel Comics. Una storia di eroi e supereroi, citazioni

Stan Lee:

Se saltano una scadenza gli mandi un avvertimento, se lo rifanno li licenzi. Se l’albo non vende, lo sistemi o lo chiudi e licenzi chi ci lavora. Se vende, chiudi il becco e non interferisci. Non puoi stare a controllare personalmente ogni singolo dettaglio. Non c’è tempo. Ci sono troppe cose da fare

Marvel Comics. Una storia di eroi e supereroi, citazioni

Todd McFarlane:

Se io realizzo un albo con ventidue tavole bianche, e i ragazzini ne comprano un milione di copie, chi se ne frega di come sono stati fatti i fumetti negli ultimi cinquant’anni? Non mi interessa se un tempo c’erano parole e disegni: se ne diamo via un milione di copie, vuol dire che i ragazzini sono contenti, io sono contento e tu vendi un sacco di fumetti.

Marvel Comics. Una storia di eroi e supereroi, citazioni

Chris Claremont:

Raramente troverai esempi mirabili di bellezza estetica tra i fans dei fumetti o della fantascienza. Il fatto è che, se sei a posto mentalmente o fisicamente, non hai bisogno di rifugiarti nella fantasia, perché la realtà è già bella abbastanza. Sono le persone che ne hanno bisogno assecondano la propria fantasia, e queste solitamente hanno un qualche tipo di carenza da compensare. Spesso sono un po’ troppo intelligenti, oppure non sono esattamente Raquel Welch o Dolly Parton o il clone di una qualche bellezza televisiva.

Marvel Comics. Una storia di eroi e supereroi, citazioni

Frank Miller:

Seduto nella vasca da bagno, senza un soldo e a 5.000 km di distanza da New York, ebbe un’idea. “Pensai: e se tutto questo fosse successo a Matt Murdock? Se avesse perduto tutto?” Poco tempo dopo, Ralph Macchio lo chiamò e gli disse che Denny O’Neil, a causa dei continui disaccordi con Shooter, aveva lasciato Daredevil. Miller gli sottopose la sua idea, e la questione fu subito risolta: sarebbe tornato a scrivere Daredevil.

Marvel Comics. Una storia di eroi e supereroi, citazioni

Steve Englehart:

Mi sono stancato di scrivere storie e di non riuscire a pubblicarle. Una cosa su cui da sempre si può contare quando si parla delle due major è che pubblicano le cose che fai.

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Grant Morrison (parlando dei suoi X-Men):

Questa è una serie pop, essenziale come il nuovo disco di Eminem o l’ultimo film di Keanu (Reeves). Possiamo ricongiungerci con la cultura, e l’unico modo di farlo è lasciarci alle spalle l’idea di chi debbano essere i nostri lettori. Se vogliamo riuscirci, dobbiamo offrire qualcosa che i film e i videogame non possono fare. E quello che il pubblico di massa vuole da noi (e lo ho chiesto a molti) è pura immaginazione, personaggi già pronti, scene eccessive, rabbia, angoscia e drammi emotivi. Bella gente con poteri incredibili che fa cose sorprendenti e divertenti!

Marvel Comics. Una storia di eroi e supereroi, citazioni

Tom Brevoort (a proposito degli anni ’90):

Era come la cultura della cocaina senza l’uso della droga. Tutti quanti ricevevano sempre più copie a causa di questa esplosione delle vendite. Lanciavi una testata, e i supervisori si lamentavano che aveva venduto solo mezzo milione di copie. Cinque anni dopo, di fronte a un risultato del genere avrebbero fatto i salti di gioia.

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Giudice distrettuale Colleen McMahon, 2001:

Il punto centrale del caso è se il lavoro di Kirby sia da ritenersi o meno work-for-hire con cessione dei diritti d’autore come stabilito dal Copyright Act del 1909 e dall’interpretazione datane dai tribunali, in special modo la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Secondo Circuito. Se lo è, allora la Marvel possiede il copyright dei lavori di Kirby, che questo sia “giusto” o meno. Se non lo è, allora gli eredi di Kirby hanno il diritto legale di ritornare in possesso di detti copyright, a prescindere dall’impatto che questo possa avere sulla recente acquisizione aziendale o sui guadagni provenienti dai film realizzati e di futura realizzazione.

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Sulla morte delle superstar del fumetto

Sulla morte delle superstar del fumettoDa qualche anno a questa parte (per comodità facciamo circa nell’ultimo triennio) è in atto nel mercato americano un fenomeno silenzioso che continua a mietere vittime. Un genocidio perpetrato in silenzio, e che ha cambiato radicalmente il volto del fumetto di massa USA. La morte delle superstar fumettistiche.

Nel nostro fumetto seriale, la figura della “star” ha un significato relativo. In un mercato polarizzato dalle icone fumettistiche, il nome dell’autore, per usare un eufemismo, non è fondamentale: per esempio, nei fumetti Bonelli, Disney e Astorina, capisaldi storici del fumetto da edicola in Italia, gli autori non sono mai indicati in copertina.

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Hulk Rosso spacca (e di brutto anche!).

Se siete degli intenditori di fumetti d’autore interrompete qui la lettura. Se adorate leggere i graphic novel (a me verrebbe da dire le graphic novel ma quelli bravi usano il maschile) chiudete questa pagina. Sapete che vi dico? Fanculo le graphic novel. Qui si parla di giornaletti.

Si è chiusa da poco la saga dell’Hulk Rosso, uno dei cicli narrativi marvel più divertenti che mi sia passato tra le mani in questi ultimi anni. Rhulk, com’è subito stata ribattezzata questa variante cattiva e spietata di Hulk, è comparso per la prima volta nel gennaio del 2008 e per un paio d’anni ha letteralmente sconquassato il Marvel Universe a suon di brentoni sui denti a tutti conditi da humor nero a chili.

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Paperon de Paperoni si è comprato l’Uomo Ragno

Topolino si mangia l’Uomo Ragno. Con una megaoperazione da 4 miliardi di dollari, The Walt Disney Company ha annunciato l’acquisizione di Marvel Entertainment Inc. Sulla base dell’accordo, gli azionisti di Marvel riceveranno un totale di 30 dollari per azione in cash più lo 0,745 delle azioni Disney per ogni azione Marvel posseduta.

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Aggiornamento delle 22.28: vi consiglio vivamente di leggere l’analisi della faccenda nel blog di MMLupoi: non si parla di azioni, numeri e valori azionari, ma di fantasia, sogni, passione, passato, presente e futuro. Per dirla in una parola sola di fumetti.

Milo Manara disegna per la Marvel: arrivano le X-Gilrs (su testi di Chris Claremont)

«Un fumettaro non si può di­re fumettaro se non ha dise­gnato almeno un supereroe». Milo Manara, veronese, il disegnatore italiano più conosciuto al mondo, racconta così la deci­sione di accettare di realizzare un numero degli «X-Men». Il maestro veronese della No­na Arte è stato contattato, or­mai qualche anno fa, dalla Mar­vel americana perché realizzas­se una storia speciale per la te­stata principe «Uncanny X-Men», che è serializzata negli Stati Uniti d’America dal 1963 e che, dal 1973, viene pubblicata anche in Italia.

Leggi il resto dell’articolo sul sito del Corriere del Veneto.