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aNobii le statistiche di un 2013 da lettore

aNobii le statistiche di un 2013 da lettore

aNobii mi informa che quest’anno ho letto 68 libri per un totale complessivo di 15.581 pagine (quando parlo di libri parlo di tutto: libri, fumetti, ebook)Come sempre numeri reali sono un po’ diversi a causa di tanta, troppa roba letta per lavoro e che non ha lasciato traccia, oltre a tutte le letture che per un motivo o per l’altro non sono finite dentro ad aNobii.

Rispetto all’anno scorso ho letto meno libri ma più pagine (per gli erotomani delle statistiche qui trovate i dati del 2012 e qui quelli del 2011). Per ora comunque il top resta il 2005 (163 libri per un totale di quasi 30mila pagine lette), anno che difficilmente potrà essere superato in futuro.

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Evviva Fabio Volo, evviva Checco Zalone!

Sono arcistufo di leggere commenti di (pseudo)intellettuali che si disperano per i successi di vendite di Fabio Volo o Checco Zalone, davvero non ne posso più.

Rodersi d’invidia fa male al fegato, vi rovina la vita, lo so che è brutto ma se i vostri libri non vendono il motivo è soltanto uno: la gente non li compra. Nemmeno i vostri amici, nemmeno i vostri contatti su facebook, perché c’è pieno di scrittori come centordicimila amici su facebook che poi vendono 450 copie al massimo dei loro romanzi. A sto punto fatevi due conti… 

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aNobii e le statistiche di un 2012 da lettore

SinfoniaDiPiomboaNobii mi informa che quest’anno ho letto 71 libri per un totale complessivo di 11.082 pagine (quando parlo di libri parlo di tutto: libri, fumetti, ebook).

I numeri reali sono un po’ diversi a causa di tanta, troppa roba letta per lavoro e che non ha lasciato traccia, oltre a tutte le letture che per un motivo o per l’altro non sono finite dentro ad aNobii.

Ogni anno mi ripeto che questi numeri non servono a niente però poi vado regolarmente a curiosare nella sezione statistiche di aNobii per quantificare la mia vita da lettore (sempre meglio che una vita da mediano).

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A breve un altro autore Sugarpulp in libreria

Ve la faccio molto breve: un importante editore italiano ha acquistato i diritti di “Che Dio ti aiuti, Bambola!”, l’ebook d’esordio di Carlo Callegari, e quindi dal 1° novembre l’ebook non sarà più in commercio perché entro qualche mese troverete il Bambola in tutte le librerie d’Italia.

[…] Per me che scrivo questa è una notizia strepitosa e infatti sono al settimo cielo: un autore che ho pubblicato come esordiente in ebook, che ho spinto tanto e in cui ho creduto e credo tantissimo ha fatto il salto, quello vero, e adesso pubblicherà proprio quel romanzo che avevo scelto con un grande big dell’editoria italiana.

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Leggere o rileggere?

Mi capita spesso di pensare a tutti quei libri che vorrei rileggere. Ce ne sono alcuni che evito accuratamente di prendere in mano perché so che se lo facessi resterei intrappolato inesorabilmente. Libri che ho letteralmente divorato e ogni volta mi diverto e mi emoziono come se fosse la prima volta.

Eppure esistono così tanti libri che non ho ancora letto che ha senso “perdere” tempo per tornare a sfogliare pagine già lette? In alcuni casi rileggere è indispensabile dato che esistono alcuni libri non possono essere esauriti in un’unica lettura, ma nella maggiorparte dei casi si tratta, semplicemente, di piacere allo stato puro.

I problemi a questo punto sono fondamentalmente due: tempo e selezione.

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Ebook: perché si parla sempre del contenitore e non del contenuto?

Quando si ha a che fare con i libri digitali si parte subito con il piede sbagliato: mi spiegate perché chiamarli ebook? Fino a prova contraria stiamo parlando comunque di un’edizione di un libro: che sia stampato su carta, manoscritto, fotocopiato o in formato digitale sempre dello stesso libro si parla. Non ho mai sentito un critico recensire un libro definendolo “brossurato”, “con copertina rigida” o in “edizione tascabile”… Da che mondo e mondo la critica letteraria recensisce il contenuto.

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Ho appena letto un capolavoro: “L’eroe dei due mari”, di Giuliano Pavone

Stanotte alle 2.15 ho chiuso “L’eroe dei due mari”, di Giuliano Pavone. L’ho chiuso e mi sono incazzato perché finire un libro così bello è un peccato. Ti viene il nervoso anche se sai che ogni libro prima o poi deve finire, ma è davvero un peccato sfogliare le ultime pagine di un libro che ti ha regalato così tante emozioni.

Capitolo dopo capitolo si alternano emozioni spontanee, vere, che ti travolgono e che, proprio quando meno te l’aspetti, ti stupiscono. Non trovo le parole per descrivere questo libro. Un capolavoro. Ecco cos’è questo libro. Un capolavoro.

Una dichiarazione d’amore ad un città, Taranto, che è la vera protagonista di una storia scritta con uno stile ed un ritmo magistrali. Una serie di personaggi vivi, che ti contagiano con le loro passioni, le loro miserie, i loro amori, la loro voglia di vita.

E poi leggendo questo libro si ride di gusto: alcune battute e alcune scene fanno proprio scompisciare, ma ci sono momenti in cui tra le labbra ti affiora una risata amara, malinconica.

Dentro a questo libro c’è molto più di quanto possa sembrare: leggetelo perché qui si racconta un pezzo d’Italia, qui dentro ci trovate tanta vita. E poi quando vi ricapita tra le mani un libro così bello? E dai cazzo…

Consulta la scheda del libro su aNobii

Acquista il libro su Webster.it

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«Sono un ragazzo che lavora per pagarsi gli studi all’Università».

Il Corriere del Veneto dedica oggi la mezza pagina di apertura della sezione cultura a “La ragazza che non voleva essere trovata” (Gruppo Editoriale Albatros), il romanzo di esordio del giovane Paco Ruzzante.

Il virgolettato del titolo è preso dall’articolo in cui si spiega appunto che il giovane Paco, che è il figlio dell’ex parlamentare Piero Ruzzante che attualmente è consigliere regionale e segretario padovano del Pd, si definisce «un ragazzo che lavora per pagarsi gli studi all’Università». L’introduzione del libro è di Walter Veltroni. Ciliegina sulla torta: c‘è del noir nel finale, drammatico…

Mi viene il vomito. Possibile che restiamo sempre l’Italia di Fantozzi? Possibile che non conti davvero un cazzo scrivere un buon libro (quello di Ruzzante magari è un capolavoro, non lo so perché non l’ho letto ma non è questo che mi interessa)? La sensazione, netta e bruciante, è che l’unica cosa importante è essere figlio di un qualche cardinale o  di un potente locale: perché è di questo che stiamo parlando.

Ma fin qui tutto bene, mando giù la solita cucchiaiata di merda perché si sa che funziona così. Quello che però non riesco a capire è perché a 22 anni uno si senta già in dovere di doversi giustificare dicendo che è un ragazzo che lavora per pagarsi gli studi all’Università? Qualcuno sa spiegarmi di cosa diavolo stiamo parlando?

E poi devo sentirmi dire da Veltroni che questo libro «è un’opportunità per capire qualcosa di più di un’intera generazione»? Quando sento parlare di giovani citando chat, spritz e vita universitaria mi viene voglia di mettere mano alla fondina.

Io credo che per capire un’intera generazione (che per inciso non ho idea di quale possa essere) sia molto più utile leggere anche una sola riga pubblicata su Sugarpulp, se vogliamo parlare di letteratura o di cose che le possono minimamente assomigliare. Poi magari sono io che mi sbaglio, che ne so…

Sugarpulp Addict!

[…] Ma non perdiamoci troppo in chiacchiere e andiamo giù dritti a bomba con quello che vi aspetta: iniziamo con la recensione firmata da Pierluigi Porazzi di Sex Addict, romanzo d’esordio di Stephen Jay Schwartz che ci parla di una storia ultranoir ambientata in una Los Angeles che puzza di marcio; si continua con Alberto Puppin che ha recensito “Io, non io, neanche lui” di Andrea G. Pinketts. Chiudiamo il trittico di questa settimana con “Il Signore delle Mosche”, nuovo strepitoso racconto del nostro Carlo Callegari che continua a presentarci le (dis)avventure della famiglia Mosole. […]

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Salone del Libro di Torino, editoria ditigale e audiolibri

Oggi a Torino parte il Salone Internazionale del Libro. Da tempo ormai collaboro con Good Mood Edizioni, casa editrice specializzata in audiolibri, che al Salone di quest’anno presenterà una novità rivoluzionaria: sto parlando di FILEBOOK®, un nuovo brevetto che consentirà alle librerie, di poter vendere file digitali. In pratica ti scegli un titolo, lo paghi in libreria e poi a casa te lo scarichi tranquillamente da un portale dedicato su internet.

In questo modo l’audiolibro, in vendita fino ad oggi in libreria solo sotto forma di CD Audio o CD mp3, potrà essere venduto anche nel puro formato digitale. Una rivoluzione che inoltre apre le porte al mondo degli ebook anche per le librerie, dato che grazie a FILEBOOK® le librerie e i punti vendita potranno offrire ai loro clienti anche gli ebook, senza venire tagliati fuori da quello che è considerato da tutti come il futuro del mercato libraio. In pratica grazie a FILEBOOK® potranno offrire ai loro clienti un prodotto che finora era possibile acquistare soltanto online.

I vantaggi di questa idea rivoluzionaria per il mondo librario italiano (e non solo) sono molteplici:

  • Riduzione dell’impatto ambientale;
  • Abbattimento di tutti i costi di stampa nella produzione del CD;
  • Abbattimento dei costi di trasporto editore-distributore-librerie;
  • Migliore gestione nella movimentazione delle merci e dello spazio, con la possibilità di offrire un centinaio di titoli occupando lo spazio che normalmente viene occupato da una decina di libri cartacei;
  • Gestione semplificata dei resi e quindi delle relative spese di trasporto;
  • Acquisti in sicurezza perché effettuati direttamente in libreria con i sistemi di pagamento abituali.

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Una mia intervista (doppia) nel blog di Marilù Oliva

Marilù Oliva ha fatto un’intervista doppia a me e a Michele Fiano in quanto collaboratori storici di Sugarpulp. Si parla di libri, di noir, di pulp, di sugarpulp, di vita e di cosette varie.

Potete leggere tuta l’intervista doppia nel blog di Marilù Oliva.

Barbabietole in campeggio a Christal Lake

Cari gremlins assetati di sangue, le vostre barbabietole assassine sono tornate più splatter e horror che mai.

Oggi vi proponiamo tre pezzi freschi freschi pieni di sangue e paura (e anche un po’ di merda via, non ci facciamo mancare niente). Il primo pezzo è di Marilù Oliva che ha firmato una splendida intervista a Jack Ketchum, il nuovo protagonista dell’horror a stelle e strisce sia che si parli di cinema che di libri (l’erede di Stephen King?).

Si prosegue poi con L’ora del Vampiro, un pezzo in cui Fabio Lotti fa un’analisi semiseria di quella che sembra essere la moda letteraria del momento: vampiri, demoni, mostri, occultismo, sangue che cola da tutte le parti, fantasmi che entrano ed escono dalle tombe per attraversare libri, film e serie televisive… e chi più ne ha più ne metta.

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