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L’editore digitale – una chiacchierata con Giacomo Brunoro di LA CASE Books

L’editore digitale – una chiacchierata con Giacomo Brunoro di LA CASE BooksRingrazio Paolo Zardi per la bella chiacchierata fatta sull’editoria digitale (e non solo). Trovate tutto nel blog di Paolo, intanto un piccolo estratto:

“[…] Prima quando si parlava di filtro editoriale non ho volutamente citato le librerie perché credo che oggi come oggi le librerie abbiano perso il loro ruolo di filtro editoriale, per lo meno quelle di catena. Discorso diverso va fatto per le librerie indipendenti che sono ancora un punto di riferimento per molti lettori ma per cui vedo un futuro molto difficile.

Il problema del futuro delle librerie però è strutturale: quante botteghe di sartoria sono ancora aperte? quante videoteche sonorimaste aperte? quanti negozi di dischi sono rimasti aperti? Eppure credo che siamo tutti d’accordo nel ritenere che il cinema e la musica siano forme di espressione assolutamente equiparabili alla lettura per quanto riguarda il loro valore culturale e artistico. Nonostante tutto la musica non è morta (anche se da quando non c’è più Frank Zappa non si sente più molto bene).

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Workshop: “Selfpublishing: impara a diventare l’editore di te stesso”

Durante il prossimo Sugarpulp Festival terrò due workshop su temi sull’editoria digitale. Il primo si terrà sabato 29 e domenica 30 settembre al Centro Culturale San Gaetano di Padova ed è dedicato al Selfpublishing, ecco la presentazione:

“SELFPUBLISHING: IMPARA A DIVENTARE L’EDITORE DI TE STESSO”

Il selfpublishing oggi è senza dubbio la sfida più interessante per il mondo dell’editoria: il ruolo dell’editore, centrale ed insostituibile fino a pochi anni fa, è stato messo duramente in discussione dalle nuove tecnologie e dalle nuove possibilità a disposizione degli autori. Ma scrivere un libro e metterlo online è sufficiente? No, non basta. La faccenda è tremendamente più complicata.
Ecco un workshop che vi permetterà di orientarvi tra i formati di conversione, le piattaforma di distribuzione, i contratti degli store online e tanto altro ancora.  Autopubblicare un ebook o un libro è qualcosa di molto più complesso di quanto si possa credere ed è indispensabile conoscere tutti i passaggi e i trucchi del mestiere per arrivare ad avere un prodotto di qualità.
Un workshop che vi fornirà tutti gli strumenti indispensabili (e qualche trucco) per giocare la vostra partita nel mondo dell’editoria e del selfpublishing: siete pronti a mettervi in gioco?

TROVATE TUTTI I DETTAGLI SUL WORKSHOP E SULLE MODALITA’ DI ISCRIZIONE SUL SITO DEL SUGARPULP FESTIVAL.

Salone Internazionale del Libro 2012: una primavera digitale che fatica a sbocciare

Oggi si chiude a Torino la 25esima edizione del Salone Internazionale del Libro. Sono tornato ieri dopo 3 giorni intensi fatti di appuntamenti, presentazioni, incontri, feste e chi più ne ha più ne metta.

[…] L’impressione generale infatti è che il mondo editoriale italiano, salvo qualche eccezione, sia costretto a parlare di digitale perché non è possibile ignorare il più grande cambiamento che ha investito l’editoria dai tempi di Gutenberg, ma che in realtà non ci sia né la voglia né la capacità che affrontare gli nuovi scenari che si stanno delineando.

Ebook e Audiolibri: mercati digitali a confronto

Se gli ebook sono il fenomeno editoriale del momento a volte ci si dimentica che, grazie allo sviluppo della tecnologia e degli store digitali, anche il mercato degli audiolibri negli ultimi anni è cresciuto a ritmi vertiginosi.

In questo post proverò comparare un po’ di dati per cercare di capire quale potrebbe essere il futuro di questi mercati. Per farlo credo sia indispensabile dare un’occhiata a cosa sta succedendo Stati Uniti, ovvero il Paese in cui questi mercati sono ormai pienamente consolidati e anche perché quello che succede nel mercato anglosassone dopo qualche anno puntualmente si ripete in forme più o meno simili anche noi.

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Quanto guadagna uno scrittore che pubblica su Amazon? Un post che racconta quello che nessuno vi ha ancora detto

Nell’ultimo anno il mondo editoriale internazionale non fa altro che parlare di ebook e di editoria digitale. Una gran bella rivoluzione secondo alcuni, una sciagura secondo altri. Amazon al momento è il player numero uno sul mercato dato che di fatto il mercato degli ebook è stato inventato dall’azienda di Jeff Bezos.

I commentatori più critici accusano Amazon di impoverire gli scrittori praticando prezzi troppo bassi, concetto sintetizzato alla perfezione da questa frase di Brian De Fiore: «Se la politica di Amazon di abbassare i prezzi continua, ce la faranno gli autori a guadganarsi da vivere?».

Cercherò di fare un po’ di chiarezza su questo punto perché stiamo assistendo ad una vera e propria campagna di oscurantismo, e il fatto che la maggior parte dei giornalisti italiani che scrivono certe cose lavori per grandi gruppi editoriali non aiuta di certo. Il post che segue sarà piuttosto lungo, ma contiene una serie di numeri che possono chiarire in maniera definitiva come quella del povero scrittore messo alla fame da Amazon sia una vera e propria bufala.

Facciamo un esempio concreto: lo scrittore “A” decide di pubblicare il suo libro in formato digitale senza editore e lo mette in vendita su Amazon. Seglie di venderlo 2.99 dollari. Si tratta di una cifra molto bassa, ma Amazon garantisce una royalties del 70% e, di coseguenza, per ogni copia venduta lui incassa circa 2 dollari, per la precisione 2.08 (ci sarebbe il discorso dell’IVA da fare, ma se avete il contratto con Amazon.com e siete americani l’IVA non la pagate per il semplice fatto che negli USA l’IVA non esiste). Tenete bene a mente questo dato e andiamo avanti.

Lo scrittore “B” invece decide di affidare il suo libro ad un editore tradizionale che lo mette in vendita al prezzo di 10 euro (sappiamo che in Italia i libri costano molto di più ma usiamo questo dato per questioni pratiche). Mettiamo caso che lo scrittore “B” abbia strappato un ottimo contratto all’editore che gli riconosce una percentuale del 10% sul prezzo di copertina. Chiunque abbia avuto a che fare con il mondo editoriale sa benissimo che stiamo parlando di pura fantascienza, ma ammettiamo per un attimo che sia così. Bene, in questo caso l’autore incasserebbe 1 euro a copia.

E mi sembra importante sottolineare che Amazon paga rendiconti mensili mentre normalmente gli editori ti pagano ad aprile i rendiconti chiusi al 31 dicembre dell’anno precedente (quando ti pagano), e cioè l’autore “A” incassa un assegno tutti i mesi mentre l’autore “B” incassa ad aprile 2012 l’assegno per i libri venduti nel 2011.

Nonostante tutto continuo a credere che quella dell’editore resti una figura importantissima per un autore: aiuta nelle scelte, evita un sacco di scocciature, ti permette di concentrarti solo sul tuo lavoro di scrittore e garantisce credibilità al tuo lavoro. Il problema è che nel mondo dell’editoria digitale un editore serio deve offrire ad un autore una percentuale che sia come minimo del 35% sul prezzo di copertina cosa che invece non succede.

Ora siamo ancora sicuri che la politica dei prezzi praticata da Amazon sia una rovina per gli autori? Io credo di no. I costi sono molto più bassi per un editore e quindi bisogna rassegnarsi ad abbassare i prezzi. Questo significa riportare l’autore al suo ruolo centrale nella produzione del libro, dato che di fatto oggi come oggi l’autore è soltanto una pedina del mercato editoriale e, non a caso, è il soggetto che incassa in assoluto la percentuale più bassa sul prezzo di copertina, segno che stiamo parlando dell’anello debole della catena.

Con l’editoria digitale non è più così: l’autore può permettersi di bypassare l’editore e di guadagnare molto di più proponendo il suo libro ad un prezzo di copertina molto più basso, cosa che tra l’altro gli permette di vendere molte più copie.

Facendo due conti in base alle cifre su cui si ragionava prima se l’autore “A” vende 1.000 ebook a 2.99 dollari guadagna in tutto 2.080 dollari. Per guadagnare la stessa cifra lo scrittore “B” deve vendere 2mila copie del suo libro che, però, costa ben 10 dollari a copia (e vi ricordo che questi dati si basano su condizioni contrattuali incredibilmente favorevoli per l’autore rispetto a quelle attualmente esistenti sul mercato).

Tornando alla domanda iniziale fatta da Brian De Fiore: «Se la politica di Amazon di abbassare i prezzi continua, ce la faranno gli autori a guadganarsi da vivere?», la risposta è assolutamente si, anzi gli autori molto probabilmente si guadagneranno da vivere molto meglio proprio perché Amazon abbasserà i prezzi. Questo significherà che potranno vendere molte più copie e guadagnando molto di più su ogni singola copia venduta. E il discorso si può applicare a tutti gli store online (iBooks, Book Republic, Ultima Books, Barnes & Noble, ecc), dato che le percentuali su cui viaggiano i grandi portali di distribuzione sono più o meno le stesse.

Forse adesso qualcuno ha capito perché tutti gli editori hanno così paura di Amazon…

Editoria e mercato digitale: situazione attuale e nuovi scenari

“[…] Ancora una volta l’esempio con quanto è successo nel mondo dell’industria discografica dovrebbe far riflettere molto gli editori: si va verso un futuro fatto di persone che leggeranno molto di più spendendo molto di meno. E’ un bene per l’industria editoriale? No, senza dubbio, ma sarà un gran bene per la cultura”.

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Mercato editoriale USA: crollano i tascabili, vendite alle stelle per gli ebook

Mentre in Italia la discussione del mondo editoriale si divide tra legge Levi e Manifesto TQ (sic!), ignorando di fatto o quasi l’editoria digitale o, peggio, snobbandola in maniera superficiale, dagli Stati Uniti arrivano notizie che dovrebbero far riflettere gli addetti ai lavori (ma non solo). Visti dalla provincia infatti gli USA sembrano vivere davvero in un’altra dimensione spazio-temporale, per lo meno per quanto riguarda l’editoria digitale. Ma iniziamo a pensare che sia sbagliato parlare di “editoria digitale” quando si analizza il mercato USA dato che ormai gli ebook in particolare e le nuove frontiere dell’editoria digitale in generale sono ormai una realtà consolidata del mercato editoriale tout court.

La notizia è questa: il New York Times riporta uno studio della Association of American Publishers assieme alla Book Industry Study Group che dimostra come dal 2008 a oggi le vendite dei tascabili sono crollate del 14%. Chi ci ha guadagnato in questo scenario? Gli ebook, naturalmente.

 

Con la legge Levi sconti bloccati al 15% per libri e ebook, ma solo online: per me questa legge è una porcata!

E’ stata approvata in maniera bipartisan in questi giorni la “Legge Levi” (entrerà in vigore dal 1° settembre 2011) che regolamenta (sic!) la vendita di libri sul web e, di conseguenza, anche degli ebook. In estrema sintesi con questa nuova legge gli store online non potranno proporre libri con un tasso di sconto superiore al 15%. Lo sconto potrà aumentare soltanto nel caso di campagne promozionali, a condizione che la promozione abbia una durata massima di un mese e che non venga lanciata in concomitanza con il periodo natalizio.

Ancora una volta siamo di fronte ad una lobby di mercato che impone in maniera assolutamente arbitraria una legislazione che fa arretrare il livello di libertà nel nostro Paese di qualche secolo.

Iniziamo a parlare dei lettori: grazie a questa legge i così detti “lettori forti” saranno costretti a spendere di più a parità di libri letti.

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Ebook: perché si parla sempre del contenitore e non del contenuto?

Quando si ha a che fare con i libri digitali si parte subito con il piede sbagliato: mi spiegate perché chiamarli ebook? Fino a prova contraria stiamo parlando comunque di un’edizione di un libro: che sia stampato su carta, manoscritto, fotocopiato o in formato digitale sempre dello stesso libro si parla. Non ho mai sentito un critico recensire un libro definendolo “brossurato”, “con copertina rigida” o in “edizione tascabile”… Da che mondo e mondo la critica letteraria recensisce il contenuto.

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In Giappone arriva il distributore di ebook nelle librerie: a quando anche in Italia?

Come al solito il Giappone è sempre avanti quando si parla di nuove tecnologie: proprio dal Paese del Sol Levante arriva una novità destinata a rivoluzionare il mondo dell’editoria digitale. A dire il vero idee per esperimenti del genere stanno già circolando da tempo tra gli addetti ai lavori anche in Italia, ma questo distributore di ebook per libreria rappresenta sicuramente un grande passo avanti. Finora infatti sono stati fatti diversi esperimenti per portare il digitale in vendita anche nelle librerie: nel mondo degli ebook Simplicissume ha presentato proprio all’ultimo Salone del Libro Ultima Books Pro, mentre per quanto riguarda gli audiolibri era stata GoodMood Edizioni a lanciare il progetto FILEBOOK al Salone del Libro del 2010).

Uno dei problemi dell’editoria digitale infatti è quello di far conoscere al pubblico i vantaggi e le comodità dei prodotti digitali. Naturalamente finché i tablet e gli e-reader non saranno ampiamente diffusi anche da noi sarà difficile vedere distributori del genere nelle nostre librerie. Per la precisione va detto che quello giapponese per ora è soltanto un prototipo, ma è anche vero che come abbiamo ricordato i giapponesei sono estremamente ricettivi per tutto ciò che è collegato al digitale quindi è verosimile che questi distributori automatici di ebook diventino presto una cosa molto comune.

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Amazon: gli ebook sorpassano i libri di carta

Ormai è ufficiale: per ogni 100 libri di carta (tascabili e hardcover) venduti Amazon vende 105 ebook. E questo escludendo gli ebook in download messi a disposizione dal colosso di Seattle. Il Kindle, il lettore digitale di Amazon, è nato soltanto nel 2007 ma è già diventato il punto di riferimento per i milioni di utenti di Amazon, che ormai hanno dimostrato di preferire il libro digitale a quello tradizionale.

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Qui trovate i miei ebook e i miei audiolibri pubblicati da LA CASE disponibili su Amazon.

Il prodotto editoriale più venduto negli USA? Gli ebook

Come di consuetudine, l’Associazione Editori Americani pubblica i nuovi dati sul mercato editoriale statunitense. E come di consuetudine da qualche mese a questa parte, la crescita della quota mercato degli eBook è a 3 cifre. Stavolta però c’è una novità.

I dati sono aggiornati a Febbraio 2011: in quel periodo gli eBook sono stati il prodotto editoriale (nel campo dei libri, naturalmente!) più venduto in assoluto. Più degli “hardcover”, ma anche più delle edizioni economiche. Una crescita stratosferica – il 202% in più – rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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