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Fenomenologia dei NoVax secondo Isaac Asimov

Fenomenologia dei NoVax secondo Isaac Asimov, ovvero del perché i grandi autori, cercando la loro Verità, riescono a catturare l’essenza dell’animo umano.

Nel suo Ciclo delle Fondazioni Isaac Asimov parla del cosiddetto Partito Globalista nato su Helicon, pianeta natale di Hari Seldon, personaggio centrale del capolavoro di Asimov.

È interessante notare come la riflessione di Asimov sia perfettamente applicable ai NoVax, ma anche ai Terrapiattisti, ai Sovranisti, ai No Global, ai credenti dell’Omeopatia e in genere a tutti i gruppi sociali chiusi in cui la propria credenza personale diventa più importante dell’osservazione della realtà.

Il brano che trovate di seguito è tratto da Fondazione Anno Zero, romanzo contenuto in Fondazione I, Isaac Asimov, Mondadori, 2020 (il romanzo Fondazione Anno Zero è stato pubblicato originariamente nel 1993, i grassetti presenti nel testo sono miei).

Il partito Globalista

“[…] I globalisti insistevano che tutte le prove dell’esistenza dell’impero erano illusioni o il frutto di un inganno deliberato; sostenevano che gli emissari e i funzionari imperiali erano heliconiani che recitavano quella parte per qualche oscuro motivo. Erano completamente refrattari alla ragione e al buon senso.

[…] Al culmine della loro popolarità, i globalisti avevano convinto almeno il 10% della popolazione del pianeta a unirsi al loro movimento. Solo il 10%, ma si trattava di una minoranza aggressiva e veemente capace di ridurre al silenzio la maggioranza indifferente, al punto da minacciare di impadronirsi del potere.

[…] il globalismo provocò una diminuzione degli scambi commerciali con il resto dell’Impero e l’economia di Helicon scivolò verso una gravissima crisi. Quando il credo dei globalisti cominciò a intaccare il portafogli della popolazione, il movimento perse rapidamente la sua popolarità. All’epoca molti rimasero sbalorditi dalla rapidità di quell’ascesa e della caduta successiva, ma la psicostoria, ne sono certo, avrebbe mostrato che quel risultato sarebbe stato inevitabile e che quindi avrebbe reso inutile lo stare a preoccuparsi troppo.

[…] movimenti di questo genere non muoiono mai completamente, per ridicoli i loro principi possano apparire alle persone sane di mente. Proprio ora su Helicon esistono ancora dei globalisti. Non sono numerosi, ma di quando in quando settanta o ottanta di loro si radunano in quello che definiscono un Congresso Globale e se la spassano un mondo a discutere della teoria [..]”