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E’ nato Lo Spazio del Talento

Che cos’è il Talento? Come fare per scoprire i nostri Talenti? Noi abbiamo un nostro talento? Ecco una serie di domande che troppo spesso vengono date per scontate.

Da oggi online c’è un nuovo spazio dedicato ai Talenti, un blog che ci può aiutare ad esplorare le mille sfaccettature del mondo del Talento e, soprattutto, dei nostri Talenti.

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The Survival Diaries: cronache dall’Apocalisse

Debutta oggi un nuovo progetto firmato LA CASE Books in cui credo moltissimo e che, secondo me, rappresenta davvero una novità enorme e dirompente in un mondo che non è più quello della letteratura, ma è qualcosa di nuovo, un mix devastante di cinema, fumetti, web, videogames, vita, sogni e paure… un qualcosa che non avete mai letto e che vi sorprenderà per la sua incredibile freschezza e vitalità.

Certo, usare il termine vitalità per un progetto che parla di zombie non è proprio il massimo, ma vi assicuro che le cose stanno proprio così.

Buona lettura e, soprattutto, buon divertimento!

The Survival Diaries: cronache dall’Apocalisse
AAVV
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In vendita su Amazon, iBooks Store e Barnes & Noble.

Al via il primo festival dei blog letterari

Immagine[…] C’è poi chi ne ha fatto una multipiattaforma, come gli animatori di «Sugarpulp» l’associazione culturale padovana che oltre ad esprimersi via web ha anche creato un festival dedicato al noir. Comunque, al di là del «sorpasso» da parte degli strumenti più avanzati, «i blog sono diventati sempre più un riferimento per gli editori, perchéte», sostiene Giacomo Brunoro, di Sugarpulp.

Ma si riesce ad essere liberi rispetto alle proposte delle case editrici? «Essendoci tantissime proposte – continua – il nostro spazio lo usiamo per le cose che ci piacciono» […]

Leggi tutto l’articolo sul sito del Corriere del Veneto

Io, seriamente, inizio ad averne pietà

[…] Uno che la mattina legge sui giornali che chi in pubblico gli si diceva amico fedele per sempre in realtà gli fotteva i soldi? E chi fino a ieri lo riempiva di piacere e di baci – e lui a difenderla in televisione – lo considera un vecchio flaccido a cui mungere solo soldi e prebende? […]

O deve aspettare che anche Sallusti e Minzolini, Bondi e Carfagna, Capezzone e Cicchitto vengano scoperti a dire che è un «pezzo di merda»? […]

Leggi tutto il post di Alessandro Gilioli su Piovono Rane.

2010: in numeri del blog

WordPress ha elaborato una serie di dati relativi al blog nel 2010. L’immagine qui sotto dovrebbe certificare lo stato di salute del blog (anche se a dire il vero non l’ho capita, qualcuno saprebbe spiegarmi/tradurmi questa frase? “The Blog-Health-o-Meter™ reads This blog is on fire!” Grazie…):

Healthy blog!

WordPress continua informandomi che nel 2010 ho pubblicato 124 post, che vanno ad aggiungersi ai 186 scritti in precedenza.

Featured image

A helper monkey made this abstract painting, inspired by your stats.

Carina poi l’idea del Boeing 747, eccola: “un Boeing 747 può contenere 416 passeggeri. Nel 2010 (Ex) Zona San Siro è stato visitato da 9,400 utenti. Circa 23 Boeing 747 pieni.

Il giorno più attivo dell’anno è stato il 16 febbraio con 133 visite. Il post più letto è stato Bigazzi e il gatto in umido: ovvero della follia collettiva di questo paese.

La maggorparte dei visitatori del blog arrivano da Facebook, WordPress, Zonasansiro.blogspot.com, aNobii e da search.conduit.com.

Le parole più ricercate per arrivare su (Ex) Zona San Siro sono state “ex zona san siro”, “pedro juan gutierrez”, “zonasansiro wordpress”, “paperon de paperoni”, e “pitura freska“.

Ecco infine la classifica dei 5 post che hanno avuto più traffico nel 2010 (e questa si è tutta da capire…):

  1. Bigazzi e il gatto in umido: ovvero della follia collettiva di questo paese
  2. Calcio Padova: la radio ufficiale per la SerieB è Easy Network
  3. La differenza tra escort e puttane
  4. Paperon de Paperoni si è comprato l’Uomo Ragno
  5. Intervista a Pedro Juan Gutierrez

 

Perché i giornalisti odiano Wikileaks

Per molto tempo hanno fatto finta di nulla. Poi ad un certo punto anche in Italia è accaduto che di Wikileaks non si è potuto più non parlare. E allora, prima ancora di chiedersi quali cambiamenti importanti hanno causato le recenti campagne informative mediate dalle soffiate di Wikileaks, è interessante osservare come ha reagito il sistema dei media a queste novità piovute dal cielo. Perché in realtà solo una cosa rilevante è accaduta in questi ultimi mesi: la mediazione dei sussurri è stata in parte sfilata dalle mani del sistema dei media tradizionali e consegnata ad un altro nuovo soggetto.

Leggi tutto il post nel blog di Massimo Mantellini.

La morte nel villaggio: la prefazione di Claudio Savonuzzi

Il Natale del 1975 Agatha Christie fece morire in “Sipario” il suo personaggio più famoso, Hercule Poirot. Era un piccolo investigatore belga rifugiato in Gran Bretagna durante la Grande Guerra: aveva baffi neri, abiti impeccabili, testa a forma d’uovo, una mania minuziosa per le simmetrie. Da un pezzo la Christie ne era stufa, tanto che fatale dattiloscritto era pronto fin dal 1945; ma perché ammazzare un vitello grasso? Quel 1975 il fisico della signora girò al peggio, non ci fu il solito nuovo romanzo consegnato a marzo e così si decise, tirò fuori l’inedito, proclamò calata la tela e ricondusse il suo omarino a spegnersi nella stessa villa di campagna dell’Essex in cui aveva per la prima volta recitato con lei, nel 1920.

Le portò male. Dopo neanche tre settimane la simmetria di Poirot si vendicò. Il 12 gennaio 1976, a ottantacinque anni, morì la Christie; anche lei in campagna, anche lei “vecchia e quasi storpiata dall’artrite, grinzosa, invisibile agli estranei da ormai molti anni”.


Leggi tutta la prefazione di Claudio Savonuzzi nel blog dedicato ad Agatha Christie.

L’assassinio di Roger Ackroyd: prefazione di Leonardo Sciascia

C’è una pagina di Gorge Orwell, l’ultima del libro Omaggio alla Catalogna, che mi affiora alla memoria ogni volta che comincio a leggere (o a rileggere) un romanzo di Agata Christie: “E finalmente l’Inghilterra: l’Inghilterra meridionale, forse il più dolce paesaggio del mondo. E’ difficile quando la si attraversa, soprattutto mentre ci si riprende dal mal di mare col velluto di un treno internazionale sotto la testa, credere che qualcosa stia succedendo nel mondo. Terremoti in Giappone, carestia in Cina, rivoluzione nel Messico? Non preoccupiamoci, il latte sarà sulla porta di casa domani mattina, il New Statesman uscirà puntualmente venerdì. Le città industriali erano lontanissime, macchia di fumo e di miseria nascosta dalla curva della superficie terrestre. Qui era ancora l’Inghilterra della mia infanzia: la linea ferroviaria scavata nella parete rocciosa e nascosta dai fiori di campo, i prati profondi dove i grandi cavalli lustri pascolano meditabondi, i lenti rivi orlati di salici, i verdi seni degli olmi, le peonie nei giardini dei cottages; e poi l’immensa desolazione tranquilla della Londra suburbana, le chiatte sul fiume limaccioso, le strade familiari, i cartelloni che annunciano gare di cricket e nozze regali, gli uomini in cappello duro, i colombi di Trafalgar Square, gli autobus rossi, i policemen in blu: tutto dormiente del profondo, profondo sonno dell’Inghilterra, dal quale temo a volte che non ci sveglieremo fino a quando non ne saremo tratti in sussulto dallo scoppio delle bombe”.

Leggi tutta la prefazione nel blog dedicato ad Agatha Christie.

Poirot si annoia: prefazione di Julyan Simmons

Agatha Christie non esprime mai, nelle sue storie, opinioni personali, giudizi politici o commenti sulla società moderna. In Poirot si annoia, scritto nel 1955, tuttavia, l’autrice sembra venir meno a questo principio e in modo esplicito, per bocca di Poirot, chiarisce il suo punto di vista sul crimi¬ne e sulla conseguente punizione. « Lei non vede al di là del suo naso, signor Poirot » dice uno dei personaggi. « Per lei non esiste che il delitto e il castigo. » Per Poirot, infatti, si tratta di un binomio indissolubile, di una “sequenza logica”. E dello stesso avviso è l’autrice che non crede assolutamente al crimine come al prodotto di un certo tipo di ambiente e rifiuta la teoria in base alla quale dovremmo preoccuparci più del criminale che della vittima. Commentando un fatto di cronaca, nella sua autobiografia, Agatha Christie si dice dubbiosa sul senso di compassione che la società moderna sarebbe in grado di esprimere verso una vecchietta percossa da un teppista. Al contrario si dice sicura che parecchia gente avrà comprensione per il giovane assassino.
“Perché non dovrebbe essere punito?” si domanda. “Cosa possiamo fare per chi è contagiato dal germe dell’odio e della violenza?”

 Leggi il resto della prefazione sul blog dedicato ad Agatha Christie.

Vita mediocre di un giallista-scacchista con un piede e tre quarti nella tomba

Facile scrivere la vita di un uomo illustre. Ce ne sono tante in giro e il giochetto ha preso piede fin dall’antichità. Un uomo illustre ha certamente fatto delle cose importanti: ha operato, studiato, scritto, gareggiato, combattuto e insomma non è stato a bighellonare tutto il santo giorno dalla mattina alla sera. Facile trovare notizie lasciate da lui medesimo (gli uomini illustri le lasciano sempre) o da amici, parenti e affini, o addirittura dagli stessi nemici. Più difficile raccontare in breve la vita sciapita di un uomo mediocre. Una storia anonima come il grigiore della nebbia padana. Soprattutto se si tratta della mia… Arrivano i ricordi. A ondate. Spesso all’improvviso, senza accorgermene. Non so se capita anche a qualcuno di voi. Ora belli, ora brutti. Mi ci sono abituato e mi fanno compagnia.

Leggi il resto del post su Blog Giallo Mondadori.

Agatha Christie: un nuovo blog per la regina del giallo

Segnalo a tutti gli amanti del giallo la nascita di un nuovo blog dedicato alla regina del giallo: Agatha Christie: prefazioni e postfazioni. Nel blog troverete tutte le prefazioni e le postfazioni dei vari romanzi della Christie pubblicate dalla Mondadori. Per lo meno questo è il progetto originale, poi dove andremo a finire non lo sappiamo bene neanche da noi: si tratta di un blog collettivo in cui tutti sono i bevenenuti (sia per quanto riguarda il caricamento dei contenuti che lo sviluppo delle idee).

La prima prefazione pubblicata è stata, naturalmente, quella di Assassinio sull’Orient-Express. La prefazione è di Oreste Del Buono. Ecco le prime righe:

“Erano le 7.30 di sera, e la sera era piovosa. Un forte vento ingolfava la pioggia sottile e pungente sotto la tettoia di vetro della Gare de l’est a Parigi. Ma al marciapiede numero 8 si faceva festa. La banda della città di Parigi in giacca rossa e pantaloni blu suonava disperatamente pezzi focosi per arrivare ai caffè bollenti distribuiti nelle pause. Due ministri, diciassette presidenti di società, otto ispettori generali, un medico e sette giornalisti tutti in tenuta da viaggio, con mantelline e spolverini scozzesi battevano i piedi, quasi assiderati, anche se non avevano bisogno di aspettare le pause per ricorrere al conforto dei caffè bollenti. E peggio ancora di loro stavano i proprietari dei cappelli a cilindro e delle redingote che gremivano il marciapiede numero 8, quello destinato all’Oriente Express. Il primo Orient-Express del mito più che della storia […]”

Leggi tutta la prefazione di Oreste Del Buono nel blog Agatha Christie: prefazioni e postfazioni.

“Ma che je fanno all’omini sti trans?”

Dal blog di Luigi Accattoli: “Ma che je fanno all’omini sti trans? Tremila euro, cinquemila, ahò quarcosa je devono fa’ che noantre non sapemo. Io c’ho due figli maschi e gl’ho detto: ragazzzi in campana, non vedete che prezzi? Epperò sarebbe bene de sapello che je fanno, così magari a quarcheduna je po’ servì per tenesse er marito. Ve ricordate quanno c’era qui intorno er brasiliano, a brasiliana, mo’ non so come parlà? Ma che schifo dico io! E so tutti stranieri: ma perchè? Qui ‘o sapemo er puttanaio c’è stato sempre, una vorta c’era la Suburra, so’ millenni che qui regnano le mignotte, ma quelle almeno erano italiane e gli omini nostri davano lavoro a quelle de qui. Oggi no, devono venì da fora e mejo se so’ trans. Ma la faccenna de quello che je fanno me gira pe’ a testa, perchè quarcosa je devono fa’, su questo so’ sicura“. Conversazione tra donne udita in una sala d’attesa di uno studio medico a Roma Centro.