Archivi tag: amazon

10 regali di Natale che non possono mancare sotto l’albero 2018

10 regali di Natale che non possono mancare sotto l’albero 2018: la lista inutile di cui tutto il mondo non sentiva il bisogno.

Il Natale è alle porte, quindi se volete evitare di vivere l’incubo di arrivare a sabato 23 dicembre con dei regali ancora da fare, ecco qui la lista inutile che fa per voi: 10 regali di Natale che non possono mancare sotto l’albero 2018.

E poi non dite che non vi voglio bene… Ah, naturalmente come sempre i commenti sono a vostra disposizione, sarebbe carino segnalare il più brutto regalo che avete ricevuto a Natale (o che avete fatto).

Continua a leggere 10 regali di Natale che non possono mancare sotto l’albero 2018

Annunci

Cosa cambia nel mercato digitale in Italia ora che è arrivato Kindle?

[…] Una delle novità più importanti infatti è che finalmente anche in Italia si potrà comprare il Kindle ad un prezzo tutto sommato accessibile (il modello base parte da 99 dollari). Il passato ci ha insegnato che è l’introduzione di un device innovativo e funzionale a cambiare le regole del mercato: i lettori mp3 esistevano prima che fosse inventato l’iPod, ma è stato l’iPod ad inventare l’mp3. […]

Kindle Store infine permetterà per la prima volta in Italia un self-publishing reale, diffuso e accessibile. Stiamo parlando di un elemento che potrebbe avere effetti devastanti (nel bene e nel male, ma io credo più nel bene) per l’intero mercato editoriale. Oggi gli editori decidono quali libri pubblicare in base a criteri di mercato: se un editore è convinto che un libro possa vendere un determinato numero di copie allora lo pubblica.

Leggi tutto il post nel blog Editoria Digitale.

Quanto guadagna uno scrittore che pubblica su Amazon? Un post che racconta quello che nessuno vi ha ancora detto

Nell’ultimo anno il mondo editoriale internazionale non fa altro che parlare di ebook e di editoria digitale. Una gran bella rivoluzione secondo alcuni, una sciagura secondo altri. Amazon al momento è il player numero uno sul mercato dato che di fatto il mercato degli ebook è stato inventato dall’azienda di Jeff Bezos.

I commentatori più critici accusano Amazon di impoverire gli scrittori praticando prezzi troppo bassi, concetto sintetizzato alla perfezione da questa frase di Brian De Fiore: «Se la politica di Amazon di abbassare i prezzi continua, ce la faranno gli autori a guadganarsi da vivere?».

Cercherò di fare un po’ di chiarezza su questo punto perché stiamo assistendo ad una vera e propria campagna di oscurantismo, e il fatto che la maggior parte dei giornalisti italiani che scrivono certe cose lavori per grandi gruppi editoriali non aiuta di certo. Il post che segue sarà piuttosto lungo, ma contiene una serie di numeri che possono chiarire in maniera definitiva come quella del povero scrittore messo alla fame da Amazon sia una vera e propria bufala.

Facciamo un esempio concreto: lo scrittore “A” decide di pubblicare il suo libro in formato digitale senza editore e lo mette in vendita su Amazon. Seglie di venderlo 2.99 dollari. Si tratta di una cifra molto bassa, ma Amazon garantisce una royalties del 70% e, di coseguenza, per ogni copia venduta lui incassa circa 2 dollari, per la precisione 2.08 (ci sarebbe il discorso dell’IVA da fare, ma se avete il contratto con Amazon.com e siete americani l’IVA non la pagate per il semplice fatto che negli USA l’IVA non esiste). Tenete bene a mente questo dato e andiamo avanti.

Lo scrittore “B” invece decide di affidare il suo libro ad un editore tradizionale che lo mette in vendita al prezzo di 10 euro (sappiamo che in Italia i libri costano molto di più ma usiamo questo dato per questioni pratiche). Mettiamo caso che lo scrittore “B” abbia strappato un ottimo contratto all’editore che gli riconosce una percentuale del 10% sul prezzo di copertina. Chiunque abbia avuto a che fare con il mondo editoriale sa benissimo che stiamo parlando di pura fantascienza, ma ammettiamo per un attimo che sia così. Bene, in questo caso l’autore incasserebbe 1 euro a copia.

E mi sembra importante sottolineare che Amazon paga rendiconti mensili mentre normalmente gli editori ti pagano ad aprile i rendiconti chiusi al 31 dicembre dell’anno precedente (quando ti pagano), e cioè l’autore “A” incassa un assegno tutti i mesi mentre l’autore “B” incassa ad aprile 2012 l’assegno per i libri venduti nel 2011.

Nonostante tutto continuo a credere che quella dell’editore resti una figura importantissima per un autore: aiuta nelle scelte, evita un sacco di scocciature, ti permette di concentrarti solo sul tuo lavoro di scrittore e garantisce credibilità al tuo lavoro. Il problema è che nel mondo dell’editoria digitale un editore serio deve offrire ad un autore una percentuale che sia come minimo del 35% sul prezzo di copertina cosa che invece non succede.

Ora siamo ancora sicuri che la politica dei prezzi praticata da Amazon sia una rovina per gli autori? Io credo di no. I costi sono molto più bassi per un editore e quindi bisogna rassegnarsi ad abbassare i prezzi. Questo significa riportare l’autore al suo ruolo centrale nella produzione del libro, dato che di fatto oggi come oggi l’autore è soltanto una pedina del mercato editoriale e, non a caso, è il soggetto che incassa in assoluto la percentuale più bassa sul prezzo di copertina, segno che stiamo parlando dell’anello debole della catena.

Con l’editoria digitale non è più così: l’autore può permettersi di bypassare l’editore e di guadagnare molto di più proponendo il suo libro ad un prezzo di copertina molto più basso, cosa che tra l’altro gli permette di vendere molte più copie.

Facendo due conti in base alle cifre su cui si ragionava prima se l’autore “A” vende 1.000 ebook a 2.99 dollari guadagna in tutto 2.080 dollari. Per guadagnare la stessa cifra lo scrittore “B” deve vendere 2mila copie del suo libro che, però, costa ben 10 dollari a copia (e vi ricordo che questi dati si basano su condizioni contrattuali incredibilmente favorevoli per l’autore rispetto a quelle attualmente esistenti sul mercato).

Tornando alla domanda iniziale fatta da Brian De Fiore: «Se la politica di Amazon di abbassare i prezzi continua, ce la faranno gli autori a guadganarsi da vivere?», la risposta è assolutamente si, anzi gli autori molto probabilmente si guadagneranno da vivere molto meglio proprio perché Amazon abbasserà i prezzi. Questo significherà che potranno vendere molte più copie e guadagnando molto di più su ogni singola copia venduta. E il discorso si può applicare a tutti gli store online (iBooks, Book Republic, Ultima Books, Barnes & Noble, ecc), dato che le percentuali su cui viaggiano i grandi portali di distribuzione sono più o meno le stesse.

Forse adesso qualcuno ha capito perché tutti gli editori hanno così paura di Amazon…

Mondo editoriale in subbuglio: Amanzon nemico pubblico n°1?

Il mondo dell’editoria è in subbuglio perché Amazon ha dichiarato che dopo il primo esperimento fatto quest’anno l’anno prossimo pubblicherà più di 100 titoli. In pratica l’azienda di Seattle ha deciso di mettersi a fare l’editore.

La cosa ha subito scatenato reazioni scomposte da parte dei gruppi editoriali internazionali (non parliamo di quelli italiani poi…), con i grandi editori letteralmente indignati per questa decisione. Del resto basta leggere titoli come “Amazon bypassa gli editori: accordo diretto con gli autori”, oppure cose come “Amazon aggira gli editori” e compagnia cantante.

Ora io mi domando perché se gli editori possono aprire delle librerie senza che nessuno dica niente tutti invece si sono meravigliati se non addirittura indignati perché Amazon, che in fin dei conti altro non è che una libreria, ha deciso anche di pubblicare direttamente libri?

Quello che davvero non sopporto è la disonesta intellettuale di chi millanta principi inesistenti e parole come cultura soltanto per difendere in maniera spudorata interessi consolidati (quando non si tratta di privilegi). Come al solito ci si riempie la bocca di parole come libero mercato, concorrenza e bla bla bla bla ma appena il proprio orticello viene invaso si scatenano reazioni che neanche ai tempi della restaurazione.

Finché Amazon vende i tuoi libri in tutto il mondo e ti fa fare affari d’oro allora è uno splendido partner commerciale e il mondo è bellissimo, appena Amazon scende in pista e diventa un tuo concorrente allora il mondo è una merda e Internet, la rete e l’editoria digitale in genere diventano “il male”.

Poveri sconfitti dalla storia che si ostinano a voler svuotare il mare con un cucchiaino, quando l’onda arriverà verranno completamente travolti.

Con la legge Levi sconti bloccati al 15% per libri e ebook, ma solo online: per me questa legge è una porcata!

E’ stata approvata in maniera bipartisan in questi giorni la “Legge Levi” (entrerà in vigore dal 1° settembre 2011) che regolamenta (sic!) la vendita di libri sul web e, di conseguenza, anche degli ebook. In estrema sintesi con questa nuova legge gli store online non potranno proporre libri con un tasso di sconto superiore al 15%. Lo sconto potrà aumentare soltanto nel caso di campagne promozionali, a condizione che la promozione abbia una durata massima di un mese e che non venga lanciata in concomitanza con il periodo natalizio.

Ancora una volta siamo di fronte ad una lobby di mercato che impone in maniera assolutamente arbitraria una legislazione che fa arretrare il livello di libertà nel nostro Paese di qualche secolo.

Iniziamo a parlare dei lettori: grazie a questa legge i così detti “lettori forti” saranno costretti a spendere di più a parità di libri letti.

Leggi tutto l’articolo nel blog Editoria Digitale.