Archivi categoria: Solo in Italia

10 argomenti di cui gli italiani sono espertissimi (alla faccia delle capre ignoranti)

10 argomenti di cui noi italiani siamo espertissimi, alla faccia di chi dice che siamo un popolo di capre ignoranti

La prima lista inutile del 2015 è dedicata agli italiani. Si sente dire in giro che siamo un popolo di ignoranti, di semi-analfabeti, di non lettori. Capre ignoranti, ecco quello che siamo, inutile girarci intorno.

Tutti i dati statistici sono contro di noi, addirittura circolano fantomatiche ricerche secondo le quali siamo i più ignoranti d’Europa, classifica che vede al primo posto della cultura gli svedesi, cosa che la dice lunga sull’attendibilità della ricerca… ma non facciamo polemiche. Continua a leggere 10 argomenti di cui gli italiani sono espertissimi (alla faccia delle capre ignoranti)

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Evviva Fabio Volo, evviva Checco Zalone!

Sono arcistufo di leggere commenti di (pseudo)intellettuali che si disperano per i successi di vendite di Fabio Volo o Checco Zalone, davvero non ne posso più.

Rodersi d’invidia fa male al fegato, vi rovina la vita, lo so che è brutto ma se i vostri libri non vendono il motivo è soltanto uno: la gente non li compra. Nemmeno i vostri amici, nemmeno i vostri contatti su facebook, perché c’è pieno di scrittori come centordicimila amici su facebook che poi vendono 450 copie al massimo dei loro romanzi. A sto punto fatevi due conti… 

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Lo stato della giustizia in Italia

Alcuni estratti dell’intervista di Pasquale Feo all’ex magistrato Edoardo Mori:

«Il sistema di polizia, il trattamento dell’imputato e il rapporto fra pubblici ministeri e giudice sono ancora fermi al 1930. Le forze dell’ordine considerano delinquenti tutti gli indagati, i cittadini sono trattati alla stregua di pezze da piedi, spesso gli interrogatori degenerano in violenza. Il Pm gioca a fare il commissario e non si preoccupa di garantire i diritti dell’inquisito. E il Gip pensa che sia suo dovere sostenere l’azione del Pm».

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Nuovi comici

Dalla pagina Facebook dell’Unità: “Domani (domenica 2 settembre) su l’Unità in edicola Massimo D’Alema recensisce il libro di Walter Veltroni. Chiedete al vostro edicolante di mettervi da parte una copia del giornale!”.

Comicità allo stato puro. Il punto esclamativo finale poi… Non ridevo così tanto da anni.

Sogno un mondo in cui Carofiglio non vende nemmeno una copia


“Finito lo pseudo fair play della gara, dirò la mia sul merito dei libri. Ha vinto un libro [di PIPERNO] profondamente mediocre, una copia di copia, un esempio prototipico di midcult residuale. Ha rischiato di far troppo bene anche un libro letterariamente inesistente [di CAROFIGLIO], scritto con i piedi da uno scribacchino mestierante, senza un’idea, senza un’ombra di responsabilità dello stile, per dirla con Barthes” (Vincenzo Ostuni).

A causa di queste parole Gianrico Carofiglio voleva inizialmente querelare il signor Ostuni poi ha preferito avanzare una richiesta di danni (io ho saputo della cosa da qui).

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Di Olimpiadi e di provincialismo culturale (siamo una colonia)

Quanto provinciali siamo noi italiani: in tv scorrono le immagini della cerimonia inaugurali di Londra 2012 e nei social network in tanti scrivono che noi non potremmo mai fare una cosa del genere, che “chi avremmo messo noi al posto di Paul McCartney?”, e via di tafazzismo anti-italiano imperante.

Possibile che nessuno che si renda conto che potremmo fare benissimo una cerimonia inaugurale di portata internazionale schierando nomi altrettanto validi e d’impatto? Per farlo basterebbe smetterla di scimmiottare gli altri: tutto il mondo invidia le nostre unicità nazionali, possibile che qui non se ne renda conto nessuno?

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Il più bell’affare della tua vita

Il primo trailer del documentario di prossima uscita targato OCA produzioni. Un video-ritratto di Alessandro Orlando, venditore, esperto d’arte, volto noto di Telemarket, incantatore televisivo.
La formidabile vicenda di un vero divo.

Carlo Conti peggio del Maestro Canello

Scrive Aldo Grasso sul Corriere:

«Non ci poteva essere trasmissione più azzeccata per rappresentare il momento che attraversiamo. La notte di Capodanno è servita a Carlo Conti, un perfetto impiegato dell’intrattenimento, per traghettare il pubblico televisivo nel 2012. Tempo di crisi, tempo di divertimenti domestici: e allora via con i Pooh, Antonello Venditti (definito «poeta»), Fausto Leali, i Dik Dik. Via con l’allegria dei veglioni di fine d’anno. […] 

I capelli tinti (dei Pooh e di tutti gli altri) sono il simbolo più fatale di un Paese vecchio che finge però di essere giovane, la rappresentazione di un fermo immagine che ci incolla irrimediabilmente agli anni Settanta, un ritaglio di giornale ingiallito che parla di noi. E a nulla servono quei demenziali sms che scorrono in basso per la gioia del consigliere d’amministrazione Antonio Verro e del vicedirettore Antonio Marano presenti a Courmayeur […]». (Il Capodanno di Conti vecchio come il Paese su Corriere.it)

Insomma, roba che neanche il Maestro Canello

E tu, povero, morirai con dolore

Quello che sta succedendo in questo Paese è semplice: sta succedendo che i diritti civili stanno diventando sempre di più un’esclusiva dei ceti abbienti. I diritti civili per censo.

Leggi tutto l’articolo di Alessandro Gilioli nel suo blog.

Sul senso della parola “inutile”

Vediamo se qualcuno riesce ad indovinare chi ha pronunciato queste due frasi:

  • 03 giugno 2011: «Referendum inutili e senza conseguenze sul governo».
  • 13 giugno 2011: «Dovremo dire addio al nucleare in seguito del voto popolare».

(Fonte Corriere.it)

A proposito di “diserzione” di coscienza

«[…] Fare il medico non è un obbligo, e men che meno fare il medico ginecologo. E tanto basta per abolire come del tutto impoprio l’uso dell’espressione «obiezione di coscienza» a proposito dell’aborto, che si configura semplicemente come una delle prestazioni che il medico ginecologo ha l’obbligo di somministrare, nei termini della legge. La stessa cosa vale nei confronti dei farmacisti che si rifiutano di vendere i farmaci anticoncezionali. Il lavoro che ciascuno di noi si sceglie è allo stesso tempo una scelta di vita per noi e un servizio per gli altri. Se penso che quella professione comporta degli obblighi che contrastano con i miei princìpi, semplicemente scelgo di non farla. Non avrebbe alcun senso, oggi che la leva non è più obbligatoria, che un militare invocasse l’obiezione di coscienza […]».

E, ancora:

«[…] Vi siete mai chiesti perché non si pone il problema dell’obiezione di coscienza per gli avvocati a proposito del divorzio? Per due ragioni: la prima, di buon senso, è che un avvocato può specializzarsi in molti ambiti (proprio come il medico!) e dunque, se vuole, può scegliere di non occuparsi di divorzi così come un medico che non vuole praticare aborti può benissimo scegliere tra decine di altre specializzazioni. Ma temo che la ragione largamente più diffusa sia che i divorzi fanno guadagnare un sacco di soldi. Mentre gli aborti sono persino un ostacolo alla carriera».

Leggi tutto il post nel blog di Cinzia Sciuto.

Morte di “Obama”… e del giornalismo italiano!

Ecco il titolo che troneggiava sul servizio video su Corriere.it: “Morte di Obama, la soddisfazione dei leader mondiali”. Adesso io capisco tutto, ma confondere “OSAMA” con “OBAMA” davvero non si può… O meglio si può, non muore nessuno (scusate il gioco di parole di pessimo gusto), ma per lo meno da adesso smettetela di romperci le palle con la menata che i giornalisti professionisti sono i custodi dell’informazione. Che abbiamo bisogno che le informazioni siano verificate e mediate dalla stampa ufficiale, unica depositaria della verità.

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