Archivi categoria: Porno

Che porno guardano le donne italiane? I dati di PornHub

Che porno guardano le donne italiane? I dati di PornHub svelano uno dei sogni mostruosamente proibiti degli uomini: i gusti delle donne in fatto di porno.

I Big Data oggi servono un po’ a tutto, anche a far crollare gli ultimi sogni mostruosamente proibiti dei maschi italiani (e non).

PornHub, portale di riferimento nel mondo del porno online, continua nella sua politica di apertura al pubblico mainstream. Dopo le ultime campagne marketing lanciate nei social e dopo l’operazione di beneficenza per salvare le balene, ha pubblicato un’interessante infografica su quali sono le categorie di video più viste dalle donne. Continua a leggere Che porno guardano le donne italiane? I dati di PornHub

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John Holmes, la vita del re del porno in un ebook

John Holmes – Una vita vissuta pericolosamente, è il titolo del mio nuovo ebook scritto con Jacopo Pezzan che racconta l’incredibile vita del re del porno.


John Holmes
è ancora oggi considerato il re
del porno. Era già una star internazionale quando il porno era ancora illegale in quasi tutto il mondo, tanto che su di lui e sulle incredibili e sproporzionate dimensioni del suo pene sono sorte negli anni vere e proprie leggende metropolitane.

Tutt’ora, anche se i suoi film non hanno più mercato e sono ormai dimenticati i nomi e le facce della maggior parte delle star della golden age del porno, tutti sanno benissimo chi è John Holmes. Continua a leggere John Holmes, la vita del re del porno in un ebook

Twitter è il nuovo paradiso del porno online: tutti lo sanno ma nessuno lo dice

Twitter è diventato il nuovo paradiso del porno, soprattutto amatoriale e mercenario. Migliaia di foto e filmati di ogni tipo disponibili in forma gratuita senza nessun filtro

Twitter è il nuovo paradiso del porno online: tutti lo sanno ma nessuno lo dice

In “Porno”, autentico capolavoro scritto da quel geniaccio di Irvine Welsh, c’è una frase che sintetizza decine e decine di manuali sulla rete: “non credere a tutto quello che ti dicono, Internet l’ha fatto il porno”.

La rete “È” il porno

In effetti tutto lo sviluppo che c’è dietro alla rete è figlio del porno: velocità di trasferimento, compressione dei formati audio e video, sistemi di sicurezza per i pagamenti, ecc. ecc.

Per non parlare della componente fondamentale alla base del successo delle chat e dei social network, fin dai tempi di IRC e di MySpace: conoscere persone con cui fare sesso.

Del resto che il sesso sia uno dei grandi motori dell’umanità, nel bene e nel male, non è certo una novità.

Sesso e porno non sempre vanno a braccetto, ma sesso e censura sì. Non parliamo poi di porno e censura. Per questo motivo in rete qualsiasi sito porno o che contenga materiale esplicito ha una pagina d’ingresso in cui viene chiesto all’utente di specificare la propria età.

Naturalmente tutti i minorenni dicono di essere maggiorenni e bypassano alla grande il blocco iniziale, ma per lo meno i gestori dei siti hanno la coscienza a posto.

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Filmini porno sullo schermo in piazza

Filmini porno proiettati nella notte nella piazza centrale di Lazise. Ressa di ragazzi davanti allo schermo del totem-colonna, installato sotto il municipio per fornire informazioni turistiche. Il cartellone informatico consente l’accesso al portale di «Verona Più Online», attraverso una tastiera touch screen. […] «E’ stato un evento storico: non abbiamo mai visto tanta gente così in piena notte in piazza a Lazise», racconta Giuseppe Pachera, titolare con il fratello Guido della birreria Al Drago, frontale al municipio.

Leggi tutto l’articolo sul sito del Corriere del Veneto.

«Bob fac tu sei il migliore de best attore facching porno del mondo»

«Al ristorante in un tavolo vicino al mio c’era nientemeno che Robert Bob De Niro che a un certo punto si alza e viene al mio tavolo, proprio lui! Bob De Niro!, per salutarmi e per dirmi fac Bob fac tu sei il migliore de best attore facching porno del mondo» [Roberto Bob Malone].

Tratto da Inchiesta a lucci rosse: un giornalista si finge attore porno.

“Seratine televisive”

Alcuni estratti dell’articolo “Seratine di piacere in casa Belusconi” pubblicato da Giorgio Bocca per Frizzer, Frigidaire, giugno 1985:

«[…] Il Il titolo curiosamente familiare nasconde in  realtà un gioco di società assai divertente e appetitoso che il geniale imprenditore piduista ha inventato per sé e per i suoi più fidati amici (qualche socialista cocainomane, qualche industriale, qualche mafioso). Il gruppo, riunito come in un  racconto del marchese De Sade davanti alla TV, sceglie ogni sera, tra presentatrici, ballerine e showgirls dei programmi di Retequattro, Italia1 e Canale 5, quelle che dovranno essere chiamate a soddisfare le voglie dei presenti in un  crescendo di situazioni viziose […]

Ora io non voglio fare un discorso moralista, né spezzare una lancia a favore della castità. Riconosco al dottor Berlusconi un grande senso pratico in queste faccende e non discuto neppuere sul fatto che lui si diverta così. Ma non posso non sentirmi infastidito se penso che, tra i tanti “amici” che sono stati invitati a godersi le ballerine e le presentatrici, il mio nome non figura mai […].

Riportino sì o no, dispiace che un imprenditore così accorto come Berlusconi sottovaluti gli intellettuali, proprio quando si tratta di spartirsi “la gnocca”».

Potete leggere tutto l’articolo di Giorgio Bocca sul sito del Barbiere della Sera.

Io, seriamente, inizio ad averne pietà

[…] Uno che la mattina legge sui giornali che chi in pubblico gli si diceva amico fedele per sempre in realtà gli fotteva i soldi? E chi fino a ieri lo riempiva di piacere e di baci – e lui a difenderla in televisione – lo considera un vecchio flaccido a cui mungere solo soldi e prebende? […]

O deve aspettare che anche Sallusti e Minzolini, Bondi e Carfagna, Capezzone e Cicchitto vengano scoperti a dire che è un «pezzo di merda»? […]

Leggi tutto il post di Alessandro Gilioli su Piovono Rane.

“Come un nonno rimba chiuso nell’ospizio del sesso, mentre chi gli sta intorno si disputa i suoi beni”.

Scrive Luca Telese nel suo blog: “[…] A pensarci bene, ciò che sta corrodendo come un acido muriatico l’immagine di SIlvio Berlusconi, non è lo stereotipo antico del satiro, e nemmeno quello un po’ più pecoreccio del “vecchio porco” che tocca e sbava, ma il colore crepuscolare della scena, la figura dell’allupato inconsapevole, dell’amico raggirato dai Fede-lissimi, della gallina delle uova d’oro, spennata e abbindolata. Come un nonno rimba chiuso nell’ospizio del sesso, mentre chi gli sta intorno si disputa i suoi beni […]”.

E ancora: “[…] C’è molto più rispetto per Berlusconi negli antiberlusconiani duri che lo prendono sul serio, nelle berlusconcine infami, che si sorbivano la proiezione dei suoi discorsi alle folle in delirio, e poi lo flagellavano con il loro feroce scherno […]”.

Trovate il post integrale nel blog di Luca Telese.

Lettera ad un vecchio di nome Silvio Berlusconi.

“Per qualunque donna giovane e feconda, non si faccia illusioni, il contatto con un uomo vecchio è ripugnante”.

Trovate tutto il resto qui.

Una volta ci si faceva due spaghi, oggi va di più la “pizzetta”

Scrivono sul Messaggero: La discussione è stata breve anche perché la pattuglia dei ministri presenti aveva sperimentato nei giorni scorsi la furia del presidente del Consiglio. La stessa che la sera precedente il Cavaliere era riuscito a sbollire solo verso le due di mattina grazie alla compagnia di un gruppo di giovani che il presidente del Consiglio ha fatto salire a palazzo Grazioli per «una pizzetta» (potete leggere tutto l’articolo sul sito del Messaggero).

Una piccola riflessione a margine: si vede che Roma è una grande metropoli, voglio vederti a Padova a rimediare una pizzetta alle 2 di notte, di giovedì poi. Una volta c’era Orsucci ma ormai sono anni che non chiude più tardi. Aspetta, forse Isamarket è ancora aperto alle 2? Vabbè, avrete capito che ormai ho perso le buone vecchie abitudini di una volta… ah, le care vecchie briosssss calde del vecio o alla Specola…

Lo scandalo Protezione Civile, Balducci, l’ex corista e il genio visionario di Frank Miller

Cerchiamo di fare il punto della situazione. Queste sono le dichiarazioni di Pablo Colino, Maestro di Cappella emerito della Basilica di San Pietro a proposito del corista Thomas E., e cioè della persona che procurava a Balducci giovani seminaristi con cui passare momenti felici: «Lui è un grande tenore, lui canta come un angelo, anzi Thomas è un angelo. Sa che cosa mi diceva sempre? Il mio posto è in Paradiso, alla mia morte voglio andare lassù…». 

Tutte questa storia di prostituzione gay, di favori, di corruzione, di coristi, di voci paradisiache e di angeli abituati a volare un po’ troppo terra-terra mi ha fatto tornare in mente Un duro addio, uno degli episodi più belli della Sin City di Frank Miller. Ora non ricordo le parole esatte usate dal cardinale Roark nel fumetto per descrivere la voce del giovane corista pazzo serial killer di cui è innamorato e a cui concede tutto, ma mi sa che si parlava proprio di angeli (ah, dimenticavo, il cardinale del fumetto è un vecchio pedofilo bavoso accecato dalla lussuria e dal potere…).

Aapro i giornali e leggo tutti i giorni di prostituzione di tutti i tipi e a tutti i livelli, potere che se ne sbatte in maniera compiaciuta ed esibita della legge, corruzione, leccaculismo, cialtroneria e tutto il resto, e mi viene da pensare che la vera Sin City sia qui da noi e non tra le pagine di un fumetto. Ah, a proposito di coristi, mentre scrivevo il post ho notato anche questa storia di pedofilia nel coro diretto dal fratello di Benedetto XVI: sarà ma inizio a pensare che se a vostro figlio piace cantare forse è meglio dirgli di mettere sù una band rock con gli amici in garage…

A trovarle fisioterapiste così brave…

Guido Bertolaso sul Corriere della Sera di oggi: «Sono molto rammaricato perché questa signora Francesca di cui si parla è una fisioterapista brava, per bene e molto seria, a cui ricorrevo per combattere lo stress e il mal di schiena di cui soffro spesso».

Chiudo con l’ultima domanda fatta a Bertolaso da Giovanni Bianconi che, più di ogni altra cosa, centra il punto della situazione: «Perché in Italia ogni opera diventa un Evento da gestire con misure straordinarie, anche quando si tratta della celebrazione di un anniversario, prevedibili con quanto anticipo si vuole?».

 

Aggiornamento delle 16.50:

Segnalo un link molto istruttivo sui “numeri” della ricostruzione in Abruzzo nel blog de Il Fatto Quotidiano (si, lo so, quelli del fatto sono tutti comunisti ma qui stiamo parlando di numeri, mica di politica…)