Archivi categoria: Elezioni

Candidati alle Elezioni Europee 2014: un mix imbarazzante di trombati, impresentabili e riciclati atomici

Candidati alle Elezioni Europee 2014: i partiti italiani come al solito mandano Bruxelles un carrozzone di impresentabili, proprio quando è chiaro a tutti che è in Europa che si prendono le decisioni importanti

Candidati alle Elezioni Europee 2014 un mix imbarazzante di trombati, impresentabili e riciclati atomici

I candidati alle Elezioni Europee 2014 sono ormai decisi e, come al solito, assistiamo al solito carrozzone imbarazzante di impresentabili, trombati più o meno di lusso, riciclati d’oro, calciatori, nani e ballerine.

È francamente sconcertante la miopia dei partiti italiani nella scelta dei candidati alle Elezioni Europee 2014: ormai è acclarato che tutte le decisioni che contano si prendono a Bruxelles, eppure i nostri partiti continuano a considerare il Parlamento Europeo come una discarica di trombati e di riciclati di lusso.

Continua a leggere Candidati alle Elezioni Europee 2014: un mix imbarazzante di trombati, impresentabili e riciclati atomici

Annunci

Riflessioni post-amministrative in una notte di fine maggio

Il vento è cambiato eccetera eccetera. Quello che però mi sembra il dato politico più significativo è che queste amministrative le hanno perse i Partiti.

Al primo turno il risultato del Movimento 5 Stelle è stato a dir poco sorprendente (faccia molta attenzione chi riduce tutto a Grillo o chi si salva in corner con la parolina magica “antipolitica”: quella del Movimento a 5 Stelle è politica vera, concreta. e Grillo c’entra poco o niente) e ora dai ballotaggi sono usciti quasi ovunque degli outsider.

Perché, parliamoci chiaro, fino a qualche mese fa nessuno ai vertici di PD e compagnia bella avrebbe minimamente sorriso se gli avessero detto che a vincere sarebbero stati i vari Pisapia, De Magistris o Zedda. E spero che queste persone ora interpretino al meglio la volontà degli elettori evitando di dar vita al solito pietoso teatrino della politica: no, grazie. Non ne abbiamo davvero bisogno. La gente che ha votato queste persone lo ha fatto perché ha in testa dell’altro: voi accettate il vostro ruolo defilato, mantenete un basso profilo e cercate di fare al meglio il vostro dovere.

Per carità, ora che Silvio le ha prese sui denti tutti nel PD cantano vittoria, ma consiglio vivamente di stare molto attenti: da queste urne esce un’Italia che non ne può più dei partiti. Di tutti i partiti (risultati tra il ridicolo e l’imbarazzante di Terzo Polo e UDC). Se non si fa un’attenta analisi di questo dato le prossime elezioni politiche (a cui non credo manchi molto ormai) potrebbero rivelarsi un bagno di sangue senza precedenti, bagno di sangue anticipato da una campagna elettorale che sarà senza dubbio di una violenza inaudita.

Proprio quando è ferito e prossimo alla morte il lupo diventa pericoloso e imprevedibile: se la Storia ci ha insegnato qualcosa è che certi personaggi proprio non hanno più niente da perdere scatenano intorno a sé il peggio del peggio, spesso aiutati dai servi di turno che sanno essere molto più realisti del re, per non usare altri termini (non ho voglia di annoiare nessuno con parallelismi triti e ritriti presi dal secolo scorso e che si prestano a mille politicizzazioni inutili e fastidiose, penso che ci siamo capiti lo stesso. E se no, amen).

Insomma, mi sa che il bello (o il brutto) deve ancora arrivare.

Una volta ci si faceva due spaghi, oggi va di più la “pizzetta”

Scrivono sul Messaggero: La discussione è stata breve anche perché la pattuglia dei ministri presenti aveva sperimentato nei giorni scorsi la furia del presidente del Consiglio. La stessa che la sera precedente il Cavaliere era riuscito a sbollire solo verso le due di mattina grazie alla compagnia di un gruppo di giovani che il presidente del Consiglio ha fatto salire a palazzo Grazioli per «una pizzetta» (potete leggere tutto l’articolo sul sito del Messaggero).

Una piccola riflessione a margine: si vede che Roma è una grande metropoli, voglio vederti a Padova a rimediare una pizzetta alle 2 di notte, di giovedì poi. Una volta c’era Orsucci ma ormai sono anni che non chiude più tardi. Aspetta, forse Isamarket è ancora aperto alle 2? Vabbè, avrete capito che ormai ho perso le buone vecchie abitudini di una volta… ah, le care vecchie briosssss calde del vecio o alla Specola…

Forza Panino!

“[…] Che poi pensateci un attimo: la Bonino sta facendo lo sciopero della fame e il PdL perde la lista per un panino. Pazzesco”.

Leggi il resto del post su Daw.

P.S.

E comunque l’unico, il vero, l’orginale “Forza Panino” lo trovate qui (un Elio e Le Storie Tese profetici).

Luca Zaia, il Veneto e l’emulazione fallita della Lombardia

Non c’è niente come la teoria dell’emulazione fallita* di Tommaso Labranca che spieghi le dichiarazioni di Luca Zaia, futuro Governatore della regione Veneto, fatte oggi a Klaus Davi: “Se sarò eletto, come testimonial del Veneto mi piacerebbe coinvolgere un parterre di rappresentanti del mondo dello spettacolo come Eleonora Pedron, Umberto Smaila, Mara Venier ed Eleonora Daniele. Va da sé che Zaia sarà eletto con percentuali bulgare, ma quello che mi lascia perplesso è constatare che in Veneto ci stiamo sempre più riducendo ad essere l’emulazione fallita del sistema Lombardia, sia per quanto riguarda la politica (l’attuale Lega è un prodotto tipicamente lombardo, diversissimo dai movimenti legati al territorio come la Liga Veneta o i Serenissimi, giusto per fare due esempi) che l’imprenditoria (parlo dei vari patròn televisivi locali alla Lucio Garbo o alla Romi Osti, convinti di essere tanti neo-Berlusconi di provincia). Adesso ci mettiamo anche il modello politica-spettacolo inaugurato alla grande da Berlusconi (e che il centro sinistra sta cercando di replicare: altro caso imbarazzante di emulazione fallita…).

Continua a leggere Luca Zaia, il Veneto e l’emulazione fallita della Lombardia

A proposito di Marino

«[…] Marino è chiaramente il leader politico di un altro Paese, assai più moderno del nostro: un Paese dove si parla di Web e di banda larga, di merito e di coerenza, di principi e non di convenienza. Non credo che l’Italia sia pronta per lui, e non è che lo dico con il sorriso sulle labbra […]».

Alessandro Gilioli su Piovono Rane.

L’intervista a Paul The Wine Guy: il testo integrale

Nel numero di Maxim di Giugno è stato pubblicato un mio pezzullo in cui si parlava di internet e politica, con una mini intervista a Paul The Wine Guy. Visto che sul giornale il pezzo è stato un po’ tagliuzzato posto qui nel blog la versione integrale.

Giugno è un mese elettorale: amministrative, europee, ballottagi e referendum. Nel 50% dei nostri week end avremo a che fare con seggi, urne e scrutatori. Tutte cose serissime. Per fortuna c’è il blog di Paul The Wine Guy con il suo generatore di cartelloni elettorali, un semplice script che permette agli utenti di inventare le frasi più esilaranti o dissacranti da abbinare ai faccioni dei candidati. Vanno fortissimo il generatore di cartelloni del PD e quello dell’UDC, che da solo ha raggiunto quasi 100mila visite.

Continua a leggere L’intervista a Paul The Wine Guy: il testo integrale

Il ritratto della felicità

No, dico, ma sulla faccia di questa ragazzina e di sua madre voi cosa ci vedete?

Continua a leggere Il ritratto della felicità

Base di partenza. Per le esequie

E adesso parliamo del vero dato importante per chi vota a sinistra e non ha le fette di salame sugli occhi: la catastrofica sconfitta del Pd.

Trovo ridicolo – ma è invece pazzesco – che con una perdita secca di sette punti percentuali in un solo anno, oltre che di decine di province e comuni, Franceschini abbia la faccia tosta di parlare di «una base di partenza per andare avanti». E subito partano le consuete lotte di corridoio, con Fioroni che chiede la riconferma del segretario e Bersani che spintona per prenderne il posto.

Intanto qui non c’è nessuna base di partenza: c’è un partito abbandonato in un anno da un quinto dei suoi elettori, quasi sparito dalla Lombardia e costretto alla difensiva perfino nelle sue riserve indiane.

Base di partenza? Certo, ma è la partenza del corteo funebre.

Continua a leggere il post sul blog di Alessandro Gilioli.

Una fine analisi politica

Quattro motivi hanno frenato l’avanzata del Pdl: innanzitutto “la campagna d’odio contro di me“, poi l’astensionismo, la ‘diaspora’ siciliana e anche ‘il fattore Kaka’. E’ questa l’analisi che Silvio Berlusconi ha ripetuto per tutta la giornata commentando con i suoi l’esito del voto europeo. Anzi c’e’ anche un quinto motivo, non bisognava inserire la scritta ‘Berlusconi Presidente’ nel simbolo: “Tanti – ha spiegato il presidente del Consiglio ad un esponente azzurro – non hanno scritto il mio nome, anche mio figlio e’ stato tratto in inganno”.

Leggi il resto delle dichiarazioni di Berlusconi sul sito di Repubblica.