Archivi categoria: Censura

Web, diritto d’autore, politica e censura

Con l’alibi della tutela del diritto d’autore, nei prossimi mesi, un’Autorità amministrativa semi-indipendente, anche perché di diretta emanazione politica, assumerà il controllo esclusivo di ogni contenuto in circolazione nello spazio pubblico telematico.

In termini di diritto internazionale e se si considerasse come romanticamente talvolta ancora si fa, Internet come un territorio – il cyberspazio – saremmo di fronte ad un autentico golpe.

Un Sovrano che si auto-proclama tale, scrive le leggi – o piuttosto un Codice di guerra – e si autoarroga il potere di applicarle e farle eseguire, esautorando il potere giudiziario (Allo stato i poteri che Agcom sta per attribuirsi sono regolarmente esercitati dalle sezioni specializzate di proprietà intellettuale istituite presso i nostri Tribunali e composte da giudici ordinari).

[…] Se si applicassero le stesse regole a materie diverse dal diritto d’autore, ne avremmo che il proprietario di una casa che ritenga inadempiente il proprio inquilino anziché rivolgersi ad un giudice potrebbe chiedere ad un’Autorità amministrativa, magari composta da proprietari di altre case, di sbatterlo fuori in cinque giorni senza neppure consentirgli di spiegare le sue ragioni o, piuttosto, che il creditore di una somma di denaro potrebbe chiedere direttamente alla polizia di entrare dentro casa del suo debitore ed aiutarlo ad impossessarsi di beni sufficienti a saldare il suo credito.

Leggi tutto l’articolo di Guido Sforza.

Bigazzi e il gatto in umido: ovvero della follia collettiva di questo paese

Beppe Bigazzi è stato sospeso dalla Rai per aver dato durante La Prova del Cuoco alcuni consigli su come cucinare i gatti. Sul sito di ADNKronos trovate l’articolo completo con tanto di video. Premesso che trovo Bigazzi insopportabile da sempre, in questo caso mi sembra davvero che il Paese abbia sbroccato completamente. Il prossimo passo dovrebbe essere dichiarare guerra al Vietnam e alla Corea per utilizzo alimentare di cani. Sempre che gli inglesi non inizino a bombardarci perché da noi si mangia carne di cavallo. Di fronte a certe cose resto sempre allibito: posso capire tutto l’amore per gli animali domestici, ma se uno dice che ha mangiato il gatto amen… ricordo una splendida trasmissione di Gianluca Nicoletti sui gatti in cui si dava perfino in diretta la ricetta per fare il gatto alla vicentina… Insomma, io sto con Bigazzi. Questa è censura allo stato puro, non raccontiamoci cazzate. Qui ci si fissa in maniera patologica su problemi che non esistono per evitare di affrontare la realtà. Abbiamo avuto parlamentari che hanno urlato in tv che Maometto era un pedofilo e nessuno si è scandalizzato (e questa è soltanto la punta dell’iceberg di quello che la gente vede in tv giorno dopo giorno), mentre per un nonno che dice di aver mangiato il gatto scoppia il finimondo. Mah…

Libera Rete in libero Stato

«Sono sempre stato uno strenuo sostenitore di Internet e dell’assoluta mancanza di censura».
(Barack Obama, discorso agli universitari cinesi, Shanghai, 16 novembre 2009).

Certo che anche Obama… non gliel’ha  detto nessuno che non si parla di corda in casa dell’impiccato? Comunque Libera Rete in libero Stato sarà semplicemente un sit-in che si terrà mercoledì 23 dicembre in piazza del Popolo a Roma dalle 17. Visti i tempi che corrono mi sembra una manifestazione importante, che dovrebbe interessare tutti, che dovrebbe essere condivisa in maniera  trasversale e che, soprattutto, dovrebbe essere assolutamente gioiosa e pacifica. Ecco il manifesto dell’iniziativa:

Libera Rete in libero Stato
Internet è una piazza libera. Una sterminata piazza in cui milioni di persone si parlano, si confrontano e crescono.
Internet è libertà: luogo aperto del futuro, della comunicazione orizzontale, della biodiversità culturale e dell’innovazione economica.
Noi non accettiamo che gli spazi di pluralismo e di libertà in Italia siano ristretti anziché allargati.
Non lo accettiamo perché crediamo che in una società libera l’apertura agli altri e alle opinioni di tutti sia un valore assoluto.
Non lo accettiamo perché siamo disposti a pagare per questo valore assoluto anche il prezzo delle opinioni più ripugnanti.
Non lo accettiamo perché un Paese governato da un tycoon della televisione ha più bisogno degli altri del contrappeso di una Rete libera e forte.
Non lo accettiamo perché Internet è un diritto umano.
Libera Rete in libero Stato.

Aldo Grasso, il TG1, il caso Boffo e il “ripensamento” di Feltri

Aldo Grasso sul Corriere della Sera:
«Il Tg1 delle 20 di venerdì 4 dicembre ha completamen­te ignorato la notizia del clamoroso ripensamento su Dino Boffo di Vittorio Feltri, costretto a derubricare le pesanti ac­cuse in bagattelle. Eh, sì, in Rai, da un po’ di tempo…»

P.S.

Ma sono l’unico a cui non sembra incredibile che Feltri non sia ancora stato radiato dall’Ordine dei Giornalisti? Qualcuno mi sa dire a cosa dovrebbe servire l’Ordine dei Giornalisti? No perché è da anni che me lo domano senza riuscire a capirlo.

Google sempre più ubbidiente alla Cina (e ai suoi dollari)

“Stop a Google. La Cina ha ordinato di «sospendere le ricerche sulla rete estera» alla versione in lingua cinese del motore online più utilizzato al mondo. Non solo: ai dirigenti di Google. cn, convocati dai funzionari del Ciirc, l’agenzia incaricata di sorvegliare i contenuti «illegali », è stato anche chiesto — riporta l’agenzia Xinhua (Nuova Cina) — di bloccare la «tendina » che suggerisce automaticamente le parole da lanciare sul web. Quest’ultima funzione è già stata annullata, mentre nelle ultime ore sembra ancora possibile «vedere» alcuni siti stranieri. Secondo il Financial Times, è il «colpo più duro» mai inferto dai cinesi al motore di ricerca, operativo ormai da quattro anni nella Repubblica popolare”. (qui il resto dell’articolo su Corriere.it)

Mi fa ridere leggere di “colpo più duro” inferto a Google. Qui non si tratta di colpo più o meno duro, ma di piegare la schiena di fronte (molto probabilmente) a un bel po’ di dollari. E allora smettetiamola per una buona volta di parlare di filosofia, di filantropia, di libertà, di popolo della rete e di nuovi visioni del mondo. Basta con queste cazzate. Per lo meno quando stiamo parlando di Google. Mettiamoci in testa, una volta per tutta, che Google non è altro che un’azienda. Un’azienda che, in virtù della sua eccezionale efficenza e della sua straordinaria potenza, fa politica: la sua politica. E la fa in maniera molto pesante, pur restando un’azienda che mira a fare utili. Qualche anno fa tutti avevano paura di Bill Gates e dei suoi modi monopolistici, a quanto pare di Google non si preoccupa nessuno: eppure se si va avanti di questo passo probabilmente Google si comprerà il mondo. Certo, a meno che non se la comprino prima i cinesi…