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La campagna elettorale più brutta degli ultimi 150 anni

Non credo ci possano essere dubbi, questa è stata la campagna elettorale più brutta degli ultimi 150 anni.

La campagna elettorale più brutta degli ultimi 150 anni

A poche ore dal voto si intensificano gli appelli da parte del PD a NON VOTARE GRILLO. Appelli lanciati in tv dai big, nei social dagli attivisti, nei blog dalla gente comune: è da vent’anni che ripetono lo stesso errore, prima urlando che NON bisognava votare Silvio, e ora che il nemico giurato è Grillo riattaccano.

Non hanno capito che si tratta di una strategia fallimentare? E infatti Bersani, lui che avrebbe dovuto stravincere a man bassa le elezioni, adesso è lì che prega che si voti il più presto possibile perché se la campagna elettorale durasse un mese in più Silvio lo sbranerebbe.

Per non parlare della spudoratezza con cui hanno riesumato Renzi mandandolo in tv e in radio a destra e a manca nella speranza di recuperare qualche voto, dopo che l’apparato l’aveva coperto di insulti alle ultime primarie farsa del PD.

E vogliamo parlare del buongusto con cui il centrodestra ha silurato Giannino a colpi di Master a Chicago e Maghi Zurlì? Povero Giannetto che paga carissimo un errore molto grave, se avesse accettato di correre con la coalizione di Monti o con Berlusca ora potrebbe tranquillamente sfoggiare le sue lauree patacca e il master chicaghese. Magari rimediava anche una bella laurea ad honorem.

Una cosa è certa: Monti, Bersani e Berlusconi si stanno davvero cagando sotto se sono ridotti così, sarebbe curioso vedere i sondaggi veri che hanno avuto per le mani in questi giorni.

E niente, lunedì poi ne riparliamo…

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Sul senso della parola “inutile”

Vediamo se qualcuno riesce ad indovinare chi ha pronunciato queste due frasi:

  • 03 giugno 2011: «Referendum inutili e senza conseguenze sul governo».
  • 13 giugno 2011: «Dovremo dire addio al nucleare in seguito del voto popolare».

(Fonte Corriere.it)

Riflessioni post-amministrative in una notte di fine maggio

Il vento è cambiato eccetera eccetera. Quello che però mi sembra il dato politico più significativo è che queste amministrative le hanno perse i Partiti.

Al primo turno il risultato del Movimento 5 Stelle è stato a dir poco sorprendente (faccia molta attenzione chi riduce tutto a Grillo o chi si salva in corner con la parolina magica “antipolitica”: quella del Movimento a 5 Stelle è politica vera, concreta. e Grillo c’entra poco o niente) e ora dai ballotaggi sono usciti quasi ovunque degli outsider.

Perché, parliamoci chiaro, fino a qualche mese fa nessuno ai vertici di PD e compagnia bella avrebbe minimamente sorriso se gli avessero detto che a vincere sarebbero stati i vari Pisapia, De Magistris o Zedda. E spero che queste persone ora interpretino al meglio la volontà degli elettori evitando di dar vita al solito pietoso teatrino della politica: no, grazie. Non ne abbiamo davvero bisogno. La gente che ha votato queste persone lo ha fatto perché ha in testa dell’altro: voi accettate il vostro ruolo defilato, mantenete un basso profilo e cercate di fare al meglio il vostro dovere.

Per carità, ora che Silvio le ha prese sui denti tutti nel PD cantano vittoria, ma consiglio vivamente di stare molto attenti: da queste urne esce un’Italia che non ne può più dei partiti. Di tutti i partiti (risultati tra il ridicolo e l’imbarazzante di Terzo Polo e UDC). Se non si fa un’attenta analisi di questo dato le prossime elezioni politiche (a cui non credo manchi molto ormai) potrebbero rivelarsi un bagno di sangue senza precedenti, bagno di sangue anticipato da una campagna elettorale che sarà senza dubbio di una violenza inaudita.

Proprio quando è ferito e prossimo alla morte il lupo diventa pericoloso e imprevedibile: se la Storia ci ha insegnato qualcosa è che certi personaggi proprio non hanno più niente da perdere scatenano intorno a sé il peggio del peggio, spesso aiutati dai servi di turno che sanno essere molto più realisti del re, per non usare altri termini (non ho voglia di annoiare nessuno con parallelismi triti e ritriti presi dal secolo scorso e che si prestano a mille politicizzazioni inutili e fastidiose, penso che ci siamo capiti lo stesso. E se no, amen).

Insomma, mi sa che il bello (o il brutto) deve ancora arrivare.

“Seratine televisive”

Alcuni estratti dell’articolo “Seratine di piacere in casa Belusconi” pubblicato da Giorgio Bocca per Frizzer, Frigidaire, giugno 1985:

«[…] Il Il titolo curiosamente familiare nasconde in  realtà un gioco di società assai divertente e appetitoso che il geniale imprenditore piduista ha inventato per sé e per i suoi più fidati amici (qualche socialista cocainomane, qualche industriale, qualche mafioso). Il gruppo, riunito come in un  racconto del marchese De Sade davanti alla TV, sceglie ogni sera, tra presentatrici, ballerine e showgirls dei programmi di Retequattro, Italia1 e Canale 5, quelle che dovranno essere chiamate a soddisfare le voglie dei presenti in un  crescendo di situazioni viziose […]

Ora io non voglio fare un discorso moralista, né spezzare una lancia a favore della castità. Riconosco al dottor Berlusconi un grande senso pratico in queste faccende e non discuto neppuere sul fatto che lui si diverta così. Ma non posso non sentirmi infastidito se penso che, tra i tanti “amici” che sono stati invitati a godersi le ballerine e le presentatrici, il mio nome non figura mai […].

Riportino sì o no, dispiace che un imprenditore così accorto come Berlusconi sottovaluti gli intellettuali, proprio quando si tratta di spartirsi “la gnocca”».

Potete leggere tutto l’articolo di Giorgio Bocca sul sito del Barbiere della Sera.

Io, seriamente, inizio ad averne pietà

[…] Uno che la mattina legge sui giornali che chi in pubblico gli si diceva amico fedele per sempre in realtà gli fotteva i soldi? E chi fino a ieri lo riempiva di piacere e di baci – e lui a difenderla in televisione – lo considera un vecchio flaccido a cui mungere solo soldi e prebende? […]

O deve aspettare che anche Sallusti e Minzolini, Bondi e Carfagna, Capezzone e Cicchitto vengano scoperti a dire che è un «pezzo di merda»? […]

Leggi tutto il post di Alessandro Gilioli su Piovono Rane.

“Come un nonno rimba chiuso nell’ospizio del sesso, mentre chi gli sta intorno si disputa i suoi beni”.

Scrive Luca Telese nel suo blog: “[…] A pensarci bene, ciò che sta corrodendo come un acido muriatico l’immagine di SIlvio Berlusconi, non è lo stereotipo antico del satiro, e nemmeno quello un po’ più pecoreccio del “vecchio porco” che tocca e sbava, ma il colore crepuscolare della scena, la figura dell’allupato inconsapevole, dell’amico raggirato dai Fede-lissimi, della gallina delle uova d’oro, spennata e abbindolata. Come un nonno rimba chiuso nell’ospizio del sesso, mentre chi gli sta intorno si disputa i suoi beni […]”.

E ancora: “[…] C’è molto più rispetto per Berlusconi negli antiberlusconiani duri che lo prendono sul serio, nelle berlusconcine infami, che si sorbivano la proiezione dei suoi discorsi alle folle in delirio, e poi lo flagellavano con il loro feroce scherno […]”.

Trovate il post integrale nel blog di Luca Telese.

Lettera ad un vecchio di nome Silvio Berlusconi.

“Per qualunque donna giovane e feconda, non si faccia illusioni, il contatto con un uomo vecchio è ripugnante”.

Trovate tutto il resto qui.

Non ci sono più le puttane di una volta, ovvero: del crollo della deontologia professionale

Wayne Rooney è il fessacchiotto del momento: la escort di turno ha rivelato che, addirittura mentre la sua bella mogliettina era incinta, lui organizzava orge a pagamento con lei ed una collega. Orrore e raccapriccio. Alla povera mogliettina tradita non resto altro che far pagare il conto al futuro ex marito. E ho il sospetto che non sarà un conto molto leggero.

Questo è soltanto l’ultimo caso di una serie molto lunga di escort dalla lingua lunga (lo so che detto così suona male ma rende l’idea): Tiger Woods è l’esempio più recente tra gli sportivi, ma anche dalle nostre parti più di un politico ha avuto qualche leggerissimo problemino con storie di escort. E qualcuno mi pare di ricordare che fosse anche un politico decisamente importante: ora non mi ricordo il nome ma magari dopo mi torna in mente…

Comunque il punto è un altro: si può sapere dov’è finita la professionalità? Che vip, sportivi milionari o miliardari, ricchi ricconi e ricchissimi siano da sempre i principali clienti delle escort di lusso (e non) non è certo una novità. A occhio e croce è una cosa che va avanti da qualche migliaio di anni.

La novità sta nel fatto che ormai anche la escort più pagata non è più affidabile: arriva il primo giornalista che le promette un bel servizio in prima pagina e questa vuota il sacco. Con relativo sputtanamento e linciaggio pubblico del marito di turno. Una volta si poteva parlare di deontologia professionale, di rigore, di affidabilità. Oggi non più.

Fino a qualche anno fa chi poteva permetterselo ricorreva sempre a queste serie professioniste: pagavi profumatamente i loro servizi perché sapevi di poterti fidare di loro. Ora non è più così. Viviamo nell’era dei reality globali bellezza, e non basta quanto paghi, salterà sempre fuori una escort che è disposta a sputtanarti per un’intervista in prima pagina sul Sun. O perché sotto sotto sperava che alla fine l’avresti sposata (e si, Pretty Woman ha fatto più danni alla categoria di quanto si possa immaginare).

E allora a questo punto la domanda sorge spontanea: ma vale davvero la pena pagarle così tanto? Prima i vip (o presunti tali( evitavano come la peste le ragazzette e le fans e si affidavano alle professioniste per evitare scandali, complicazioni, seccature ed inutili perdite di tempo.

A quei livelli la famigliola felice la devono avere comunque perché fa tanto effetto mulino bianco con gli sponsor, ma nessuno vuole rinunciare a certi piccoli svaghi. E allora, visto che vuoi evitare seccature e fastidiose pubblicità, paghi.

Oggi come oggi pagare non basta più, se il tuo faccione e il tuo nome sono spendibili a qualsiasi livello non puoi più stare tranquillo. Ormai non solo non ci sono più le mezze stagioni, non ci sono più neanche le puttane di una volta.

Una volta ci si faceva due spaghi, oggi va di più la “pizzetta”

Scrivono sul Messaggero: La discussione è stata breve anche perché la pattuglia dei ministri presenti aveva sperimentato nei giorni scorsi la furia del presidente del Consiglio. La stessa che la sera precedente il Cavaliere era riuscito a sbollire solo verso le due di mattina grazie alla compagnia di un gruppo di giovani che il presidente del Consiglio ha fatto salire a palazzo Grazioli per «una pizzetta» (potete leggere tutto l’articolo sul sito del Messaggero).

Una piccola riflessione a margine: si vede che Roma è una grande metropoli, voglio vederti a Padova a rimediare una pizzetta alle 2 di notte, di giovedì poi. Una volta c’era Orsucci ma ormai sono anni che non chiude più tardi. Aspetta, forse Isamarket è ancora aperto alle 2? Vabbè, avrete capito che ormai ho perso le buone vecchie abitudini di una volta… ah, le care vecchie briosssss calde del vecio o alla Specola…

Di Pietro, Cicchitto e il senso di Responsabilità

Scrive Alessandro Gilioli: “[…] a mio modesto avviso, la responsabilità dell’idiozia di Tartaglia non va attribuita né all’opposizione civile (e ci mancherebbe!) ma neanche al clima da guerra che piace tanto al Cavaliere. Va attribuita all’idiozia di Tartaglia, punto e basta”.

Trovate il resto del post nel blog Piovono Rane.

Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi, di Giulio Mozzi

E’ arrivato in libreria “Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi”, di Giulio Mozzi. Di seguito un’anticipazione del libro pubblicata dall’autore su vibrisse bollettino.

“Io sottoscritto Giulio Mozzi, di anni cinquanta, scrittore di finzioni, consulente editoriale, cristiano cattolico tentato – come tutti – dal protestantismo, scrivendo nell’estate del 2009 in una località presso Roma, ma collegata a Roma solo da un trenino umorale e bizzarro quanto agli orari, e decisamente scomodo per il resto, mi sento di avanzare una proposta. Avanzo la proposta nella forma della lettera aperta rivolta alle autorità della chiesa terrena italiana: il popolo, la gerarchia, le organizzazioni che stanno tra il popolo e la gerarchia (le associazioni, i giornali ecc.) e il sommo della gerarchia, Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI.
La proposta è: provvedere al più presto a dichiarare beata, e poi santa, la povera ragazza Eluana Englaro uccisa, dopo diciassette anni di vita indescrivibile, e dopo lunga battaglia legale, dal padre Beppino Englaro; e prepararsi alla morte e fasulla resurrezione di Silvio Berlusconi, attuale presidente del consiglio dei ministri, negli ultimi mesi documentatamente accusato da certa stampa italiana, con il concorso di molta e prestigiosa stampa estera, di essere, né più né meno, un puttaniere, un utilizzatore di persone umane – e in grandi quantitativi – come fossero cose; prossimo alla morte politica e già avviato, peraltro, alla fasulla resurrezione come Grande Vittima e come Agnello Redentore dell’Italia: resurrezione che avverrà, se non sarà già avvenuta quando questa lettera riuscirà a essere pubblicata, sotto la pretesa egida di Padre Pio da Pietrelcina, come annunciato da Silvio Berlusconi stesso, e allo scopo precipuo di far fuori la chiesa cristiana cattolica terrena”.

Ho seguito la genesi di questo libro su vibrisse fin dai tempi del caso di Eluana e credo che si tratti di un libro da leggere.

Frankenstein

Ragionare, oggi, su quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio al programma televisivo “Porta a Porta” è del tutto superfluo. Tutto già sentito. E non solo una volta. Per questo motivo vale la pena considerare altri elementi. Uno su tutti l’auditel.

Sconfessando il lavoro fatto nelle precedenti prime serate, Bruno Vespa ha chiuso la serata con il 13,47% di share. In media, come si apprende da una nota dell’ufficio stampa RAI, gli speciali di “Porta a Porta” registrano circa il 19% di share. Quasi 6 punti in meno.

Leggi il resto del post nel blog di Giovanni Molaschi.