Bernardi: «Sfida affascinante»

[Questa intervista a Lorenzo Beranardi di Dimitri Canello è stata pubblicata oggi nell’edizione di Padova del Corriere del Veneto]

Manca solo uno schiacciatore titolare e poi la squadra potrà dirsi completa. Padova prende forma giorno dopo giorno e la promozione diretta non è più un sogno di mezza estate. Perché è vero, Roma e Castellana hanno budget diversi, ma con giocatori come Polidori, Tiberti, Cricca e con stranieri destinati a lasciare il segno come Barcala e Koshikawa le carte da giocarsi per tornare in serie A1 sono molte. Ieri è stato messo sotto contratto Emilio Maniero ed è stato raggiunto l’accordo con Gottardo per la conferma anche nella prossima stagione. Altri due tasselli di un mosaico affascinante e interessante. Lorenzo Bernardi sta trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza in Sardegna, ma segue con interesse l’evolvere delle trattative a stretto contatto con il ds Santuz.

Bernardi, è soddisfatto del mercato condotto da Padova?
«Fino a questo momento non potevo chiedere di meglio, se poi la società riuscirà a prendere anche lo schiacciatore che cerchiamo allora potrò dire di essere stato accontentato in tutto e per tutto».

Chi sono le avversarie più temibili per la promozione?
«Castellana e Roma hanno un budget superiore al nostro, se poi verrà concesso il nulla-osta a due cubani allora la capitale avrà una squadra di categoria superiore. Ma noi siamo competitivi, anche se non arriverà lo schiacciatore che stiamo inseguendo possiamo giocarcela fino alla fine».

Quale acquisto l’ha soddisfatta maggiormente?
«Non voglio fare un nome particolare, anche perché giocatori che apparentemente avranno un ruolo più marginale in realtà poi saranno coinvolto pienamente nel nostro progetto. Posso dire, comunque, che ci saranno uomini come Davide Tovo che svolgeranno anche una funzione fondamentale all’interno dello spogliatoio».

A distanza di pochi mesi vi ritrovate: lei seduto in panchina, Tovo ancora in campo.
«Con Davide a Cles avevamo firmato una grande impresa, peccato che poi alla resa dei conti il nostro risultato ottenuto sul campo sia stato vanificato da altri fattori indipendenti dalla nostra volontà».

Tovo ha detto che si capiva che lei sarebbe diventato allenatore…
«E’ un ruolo per cui mi sento portato, spero che poi i risultati mi diano una mano perché nella pallavolo, come in tutti gli altri sport, alla fine contano solo quelli. Ma Padova è una sfida affascinante, che voglio vincere».

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